Garlasco, parla l’amico Biasibetti: “Ero in montagna con Marco Poggi quando è morta Chiara, eravamo sconvolti”
Inchiesta su Andrea Sempio, negli atti della Procura di Pavia anche la testimonianza di un altro dei ragazzi che frequentava la villetta di Garlasco dove è stata uccisa la ragazza, il 13 agosto 2007

Garlasco (Pavia), 15 maggio 2026 – “Mi ricordo molto bene la giornata del 13 agosto 2007. Ero in vacanza con la mia famiglia insieme alla famiglia Poggi, nello specifico Marco Poggi e i suoi genitori. Quel giorno eravamo andati a fare una lunga passeggiata io, Marco e i nostri padri. Mi ricordo che arrivati a un rifugio ci chiesero se eravamo la famiglia Poggi e ci dissero che ci cercavano al telefono. Rispose mio padre e gli riferirono che Chiara era morta”.
È il 10 marzo 2025 quando Alessandro Biasibetti, uno degli amici storici della comitiva di Garlasco, poi diventato sacerdote, risponde alle domande dei carabinieri per conto della Procura di Pavia e ricostruisce dove si trovava il giorno dell’omicidio. Il giovane, come gli altri amici del fratello della vittima, sono stati risentiti nella nuova inchiesta sull'omicidio che vede indagato Andrea Sempio, anche lui tra i componenti della compagnia.

Biasibetti ricostruisce poi i momenti successivi: “Mi ricordo le reazioni sconvolte di tutti nell'apprendere la notizia. Ci portarono con il soccorso alpino al primo distributore di carburante ove ci attendevano i carabinieri. Successivamente io e la mia famiglia riaccompagnammo la famiglia Poggi a Garlasco, mio padre guidando la loro macchina e mia madre guidando la nostra”.
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Le abitudini della comitiva
Nel breve verbale il testimone ricorda anche le abitudini del gruppo di amici a casa Poggi. Biasibetti descrive il modo in cui la comitiva si frequentava: “Quando ci vedevamo nelle case era per giocare. Oltre a vederci fuori la sera ci vedevamo anche nelle nostre rispettive abitazioni. Andavamo più spesso a casa di Marco e a casa mia. A casa di Andrea credo di esserci andato solo io personalmente. Gli appassionati di videogame erano Marco e Capra, noi altri ci divertivamo ma era la loro passione. Ci mettevamo a giocare nel salottino al piano terra, quello in fondo tra il bagno e la porta del garage. Lì Marco aveva la consolle, non ricordo se Nintendo o Playstation”.
L'interesse di chi indaga è soprattutto per gli spostamenti nella casa di Andrea Sempio. La sua difesa sostiene che il suo Dna individuato sotto le unghie di Chiara Poggi potrebbe esserci finito per 'trascinamento' visto che l'accusato frequentava la casa.
Il gruppo di amici
Nelle parole di Biasibetti compaiono più volte i nomi degli altri componenti del gruppo: Marco Poggi (fratello della vittima), Capra, Freddi e Andrea Sempio, l’attuale indagato. Tutti vengono descritti come parte di una comitiva consolidata, che si vedeva sia fuori la sera sia nelle rispettive case. La Procura di Pavia ha sentito queste persone nell’ambito dell’inchiesta, a distanza di quasi vent’anni dai fatti. Biasibetti è il componente della comitiva che nel tempo ha intrapreso la strada del sacerdozio.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 maggio 2026, 18:17









