Sì, l’Italia ospiterà un’esercitazione nucleare Nato. “Niente armi vere, addestramento programmato”
La conferma della responsabile: “Non c’è dubbio che Steadfast Noon sia un’esercitazione atomica”. Sul suolo italiano dal 13 ottobre e per una settimana

Roma, 8 ottobre 2026 – L’Italia ospiterà un’esercitazione nucleare della Nato. Lo conferma la responsabile della politica nucleare Nato Nassima Barrow. L’attività di addestramento chiamata Steadfast Noon coinvolgerà 17 nazioni, inizierà il 13 ottobre e durerà una settimana. Non implicherà l’uso di armi atomiche reali, precisa la dirigente Nato. Ma le compagini si alleneranno comunque "secondo gli elevati standard richiesti da una missione di questo tipo”.
Il termine ‘nucleare’ non sarebbe finora stato citato dall’Esercito italiano e ha generato reazioni di sorpresa, nonché di allarme in un clima di forte tensione geopolitica, con le pressioni che arrivano da Est e i timori di attacchi russi ai paesi europei. “Ci siamo coordinati a stretto contatto con l'Italia, anche sulla comunicazione – chiarisce la manager americana – E ritengo che vi sia piena sintonia sul fatto che Steadfast Noon sia un'esercitazione nucleare”.
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L’Aeronautica da parte sua precisa che si tratta di un’attività annuale e programmata, dunque non legata “a specifiche crisi o agli sviluppi internazionali del momento” – questo il passaggio più rassicurante – ma “finalizzata a verificare procedure, coordinamento e standard di sicurezza tra le forze alleate”. Spiega anche che l'Italia ha ospitato l'esercitazione già sei volte: nel 2010, nel 2013, nel 2014, nel 2018, nel 2021 e nel 2023. “Nessun armamento vero”, conferma.
“La Nato è un'Alleanza difensiva – ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte –. Questa esercitazione ci aiuta a garantire una capacità sicura, protetta, efficace e credibile per preservare la pace, prevenire la coercizione e scoraggiare le aggressioni. Invia inoltre un chiaro messaggio di unità e determinazione". Sarà “addestramento di routine – ribadisce – pianificato da tempo, che rientra negli sforzi della Nato per mantenere la prontezza operativa e testare procedure che contribuiscono alla deterrenza e alla difesa dell'Alleanza”.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 ottobre 2026, 20:55








