L’Ue lancia il Kids Act. Social solo dai 13 anni. Stretta sulle piattaforme
Le aziende dovranno provare la sicurezza delle app. Si prevede battaglia con i giganti della tecnologia.

Non basterà più rimuovere un contenuto pericoloso dopo una segnalazione. Spetterà alle grandi piattaforme dimostrare, prima di offrire un servizio ai minori, che è stato progettato per non danneggiarli. È il cambio di prospettiva centrale dell’Eu Kids Act adottato dalla Commissione europea: la sicurezza online non dovrà essere un correttivo a posteriori, ma un requisito incorporato fin dall’origine nei prodotti digitali. Ora però inizierà la partita dell’approvazione nei Paesi membri e si prevede una battaglia con i giganti della tecnologia.
La proposta arriva mentre in diversi Paesi sono in discussione leggi per limitare l’accesso ai social, come in Francia. Il presidente Emmanuel Macron si è visto respingere un primo testo che proibiva l’accesso agli under 15 dall’equivalente della Corte costituzionale e si prepara a una nuova formulazione.
Il Kids act europeo contiene norme simili. Vieta l’accesso ai social sotto i 13 anni e fissa a 15 anni l’età minima per aprire un profilo autonomo. Tra 13 e 15 anni saranno possibili ‘mini-account’ collegati a quello di un genitore, con contatti limitati e un tetto di un’ora al giorno. Ma il cuore del provvedimento riguarda le aziende. Social network, piattaforme video, videogiochi, chatbot basati sull’intelligenza artificiale dovranno eliminare le funzioni capaci di alimentare dipendenza o contenuti nocivi. Saranno vietati i sistemi di raccomandazione che trascinano i ragazzi in spirali dannose, lo scorrimento infinito senza pause e altro. Stop anche ai contatti indesiderati. I chatbot dovranno essere disattivati per impostazione predefinita e non potranno simulare relazioni capaci di creare dipendenza emotiva. La tutela dovrà essere automatica: profili privati, geolocalizzazione, fotocamera e microfono spenti per default, strumenti per bloccare utenti e controllare tempo e raccomandazioni. La verifica dell’età sarà obbligatoria.
Le piattaforme di dimensioni molto grandi dovranno presentare alla Commissione e a un revisore indipendente un piano di conformità. "Spetta alle piattaforme dimostrare di essere sicure fin dalla progettazione", ha detto Ursula von der Leyen. Il principio è netto: non saranno più famiglie e minori a dover provare il danno. Saranno le aziende a dover dimostrare di avere prevenuto il rischio.
Non ci sono però solo i bambini. Per gli utenti di tutte le età, la Commissione prepara invece il Digital Fairness Act, atteso in autunno, che punta a contrastare le funzionalità che creano dipendenza.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 settembre 2026, 05:18





