Il medico di Lampedusa Bartolo: “Basta con il mare mostrum. Il Papa ha bacchettato l’Europa”
Dal 2009 sono morte più di 50mila persone. “Noi isolani cerchiamo di salvarle. La Ue? Smetta di fare accordi con i regimi incuranti delle vite umane”

Roma, 6 luglio 2026 – Pietro Bartolo è il medico che dieci anni fa ha soccorso e rianimato il piccolo Leonardo Derek Montana, il ragazzo undicenne che sabato mattina ha donato un pallone a Papa Leone XIV durante la visita del pontefice a Lampedusa. Bartolo oggi è anche un politico italiano (ex europarlamentare del Pd dal 2019 al 2024) e un attivista nella difesa dei valori umani.
“Ero presente all’incontro – racconta Bartolo – ed è stato molto emozionante. Entrambi si sono spiegati senza troppe parole e hanno voluto ricordare tutti quei migranti che non ce l’hanno fatta e sono morti annegati, a partire proprio dalla mamma di Leonardo. Per anni mi ha chiesto se l’avevo conosciuta e se ero riuscito a scambiarci una parola, poi vedendo i tanti che come lei erano stati inghiottiti dal mare si è rassegnato”.
La visita del Papa sarà uno stimolo per fermare queste morti?
“Prevost ha richiamato l’Europa alle sue responsabilità e l’ha bacchettata per le sue decisioni. Il nuovo patto sull’immigrazione e l’asilo firmato dalla Ue promuove accordi con le dittature di alcuni stati africani per riaccogliere i migranti che sono fuggiti da quei regimi. Questo patto ha un solo effetto, quello di rafforzare la posizione dei trafficati di migranti i quali spesso finanziano quei regimi. A un dittatore non importa nulla se poi la gente muore in mare ed è per questo che prima la sfrutta e poi la mette sui barconi e la fa viaggiare in condizioni di fortuna. Il risultato è che dal 2009 ad oggi più di 50mila persone sono morte in mare. Qui a Lampedusa si dice che il mare nostrum si è trasformato nel mare mostrum”.
Il Pontefice ha anche detto che i migranti possono essere una opportunità. Cosa ne pensa?
“Presto saranno una necessità. Nel prossimo decennio l’Europa, sempre più anziana, diventerà una Rsa e non ci sarà più manodopera disponibile. Già ora alcuni lavori di fatica sono per lo più svolti da migranti. Chi dice che non c’è posto per loro e che rubano il lavoro ai nostri figli dovrebbe essere più chiaro e dire che c’è posto solo se fanno quello che noi europei non siamo disposti a fare. Parlano di difesa dei confini o di terrorismo, ma non siamo in guerra e un terrorista non viaggia su un barcone ma in aereo”.

È innegabile che nella nostra società c’è spesso un sentimento di diffidenza verso i migranti. Perché?
“Non sempre. Noi di Lampedusa nel nostro Dna abbiamo la legge del mare essendo dei pescatori e siamo abituati prima a salvare e poi a chiederci se chi abbiamo salvato è una persona onesta oppure no. In Italia si fa l’esatto contrario, si mettono tutti i migranti in un Cpr e si tengono lì in attesa di capire cosa fare di loro. La nuova legge sui rimpatri voluta dal governo di centrodestra è di fatto una deportazione in Albania che non può funzionare perché, lo ribadisco, i regimi non sono interlocutori affidabili e fanno solo i loro interessi e non quelli della persona. Per giustificare tutto questo è, però, necessario alimentare un clima di paura e in questo la strategia comunicativa delle destre europee è molto efficace”.

Il 15 luglio nasce ‘Rete Lampedusa’ di cui lei è un promotore. Cosa porta realtà di diversa estrazione, ma comunque impegnate nell’accoglienza, a mettersi insieme?
“Ci sono due esigenze. La prima è quella di dare una voce e una dignità ai tanti morti in mare per evitare che queste tragedie si ripetano. Vorremmo che nella prossima visita a Lampedusa il Papa venisse solo per fare il bagno nel nostro bellissimo mare e non per ricordare nuove vittime. La seconda è creare un vero aiuto a casa loro creando dei ‘corridoi del lavoro’. Siamo già partiti con un progetto che consente ai migranti di ricevere una formazione di base a casa loro in modo tale da poter aver un lavoro in Europa e, quindi, entrare in Italia con un regolare permesso di lavoro”.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 6 luglio 2026, 05:01







