Nuovo codice della strada in 10 punti, dai motociclisti ai camionisti ai pedoni: cosa prevede la riforma di Salvini
Chiusa la consultazione con associazioni, imprese e sindacati. Ministero dei Trasporti e Viminale hanno riscritto le norme stradali in modo completo. Il principio di fondo: combattere la distrazione (prima causa di incidenti stradali). Quasi 800 le infrazioni previste, le multe più salate arrivano a 10mila euro. S’interviene anche sulla disattenzione dei pedoni al telefonino

Roma, 12 settembre 2026 – Nel nuovo codice della strada 2026 - che nelle previsioni arriverà in Consiglio dei ministri il prossimo 14 ottobre, mentre domenica 13 settembre si chiude la consultazione con associazioni, imprese e sindacati - c’è anche la proposta di patente a 17 anni. Ma cosa vuol dire, nel concreto?
Cerchiamo di capirlo incrociando doverosamente le fonti: il Mit, le autoscuole e il testo della direttiva europea 2025 / 2205. Partendo da questa tappa per esaminare in 10 punti il testo di una riforma che dichiara guerra alla distrazione, prima causa di incidenti in Italia (Aci-Istat).

1. Patente a 17 anni, il confronto tra Mit e autoscuole
Sull’anticipo del titolo di guida s’incrociano due interpretazioni che rispondono in modo opposto alla stessa domanda: i minorenni potranno guidare da soli? Il Mit si appella alla direttiva europea 2205 del 2025 (articolo 7, punto 2, comma d) e risponde di sì, ricordando la facoltà riconosciuta agli Stati membri di modificare l’età minima per il rilascio, “abbassandola a 17 anni per le patenti B e BE”.
Le autoscuole si appellano allo stesso testo e alla sicurezza stradale per concludere che invece i minorenni dovranno essere accompagnati da un adulto fino alla maggiore età. Quindi? “Il ministro Salvini - ricordano al Mit - raccoglierà le reazioni delle varie associazioni di settore e degli operatori e ovviamente la valutazione finale sarà alla luce di questo confronto. Se si riterrà che 17 anni non sia un’età congrua, l’ipotesi verrà eliminata”.
2. Patente over 85 e over 65, nessuna limitazione
Nessuna limitazione di guida per gli over 85, come ha precisato lo stesso ministro Salvini. Nella bozza di riforma del codice inviata alle oltre cento sigle coinvolte nella consultazione, era prevista l’apposizione di tre codici unionali: 68 (niente alcol), 62 (che prevede la guida entro un raggio di cento chilometri dal luogo di residenza o dimora abituale del titolare) e 67 (guida non autorizzata in autostrada). Ma queste proposte al momento sono state eliminate.
Restano dunque valide le regole attuali che per le patenti di guida delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BE prevedono una validità di 10 anni fino al compimento dei 50 anni; di 5 anni fino ai 70; di 3 anni fino agli 80; infine di 2 anni per chi ha superato quell’età. Nessuna modifica al momento neppure per gli over 65 (nel caso di patenti non professionali).
3. Multa ai pedoni distratti: niente telefonino
La distrazione quando si attraversa la strada, ad esempio perché concentrati sul cellulare, può costare carissima alla sicurezza ma anche al portafoglio. Il nuovo codice della strada infatti, chiarisce il Mit, prevede “una sanzione da un minimo di 40 euro a un massimo di 160” se il pedone non presta la dovuta attenzione. “Durante la marcia sulle carreggiate ovvero durante l’attraversamento - chiarisce il testo - i pedoni mantengono il controllo visivo e uditivo sulla circolazione e, fatte salve le circostanze di urgenza, si astengono dall’uso di apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi. È unicamente consentito l’uso di apparecchi o dispositivi a viva voce o dotati di auricolare” che permettano di “mantenere adeguate capacità uditive da entrambe le orecchie, se l’uso non è idoneo a provocare disattenzione”.
A questo link le info sul Portale automobilista
4. Targhe polacche, stretta anche sui ciclomotori
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Addio alle targhe polacche? Il nuovo codice della strada prevede una stretta su quella che tecnicamente si chiama ‘esterovestizione’. Fenomeno dilagante soprattutto nel Mezzogiorno, esploso a Napoli (dove le tariffe Rc auto sono carissime). Che cosa cambia? Spiegano al Mit: “Per gli stranieri residenti nel nostro Paese che abbiano a disposizione un veicolo intestato ad altri, diventano obbligatorie l’iscrizione al Reve (Registro dei veicoli con targa estera) e un’assicurazione italiana. Questo consentirà di intervenire sul noto problema delle targhe polacche e simili, cioè su tutti quei veicoli radiati in Italia e ‘registrati’ ad esempio in Polonia, con un regime assicurativo molto diverso dal nostro, ad esempio con massimali che non coprono nemmeno i più comuni incidenti. La novità è che questa regola viene estesa anche ai ciclomotori”.

5. Quasi 800 multe (si arriva fino a 10mila euro)
Nella nuova tabella delle multe previste dal codice della strada in discussione si elencano 795 possibili infrazioni (l’impatto complessivo nei calcoli del Mit diminuisce del 7%). Ci sono multe da 10mila euro (ad esempio per la violazione del divieto di gestire un’autoscuola senza aver presentato una Scia) e si puniscono severamente alcuni comportamenti gravi che aumentano l’insicurezza stradale. Ecco alcuni esempi: la mancata copertura assicurativa del veicolo viene sanzionata con mille euro (oggi la multa è di 866 euro); la mancata precedenza per chi è impegnato ad esempio in manovre di retromarcia e inversione praticamente raddoppia, passando da 42 a 80 euro. Mille euro (e non più 250) per chi accende fuochi vicino a una strada.
6. Camionisti e merci pericolose, cosa cambia
Il codice prevede diverse modifiche anche per il trasporto pesante. Spiegano al Mit: “Innanzitutto abbiamo cercato di chiarire meglio quali sono gli obblighi del conducente e dell’impresa rispetto alla sistemazione del carico, la responsabilità ricade su chi ha svolto materialmente quell’operazione. C’è poi una disciplina dettagliata anche sulle merci pericolose, molto più esplicita e trasparente rispetto all’attuale articolo 168 su ciò che può essere trasportato, su ciò che può essere definito contenitore idoneo o su come deve essere identificato il carico. Sono tutte norme di buon senso. Ed è stata adeguata anche la disciplina nazionale a quella europea sui tempi di guida e di riposo, elencando in maniera analitica i doveri del conducente, i documenti che devono essere esibiti, anche rispetto al trasporto internazionale di persone e di cose”.

7. Motociclisti, novità in autostrada
Nella riforma in discussione, fa sapere il ministero dei Trasporti, per i motociclisti (e i trasportati) in autostrada “è previsto l’obbligo di indossare i guanti e le protezioni per la schiena. Oggi questa è considerata una norma di sicurezza che viene comunque rispettata”.
La nuova regola viene associata a una riduzione delle sanzioni previste dal codice “per le infrazioni commesse anche sulle strade extraurbane a più corsie”. Le caratteristiche delle dotazioni “sono stabilite con apposito provvedimento” dal Mit. Per “i motocicli e i ciclomotori a due ruote” è in discussione anche la possibilità di usare la corsia d’emergenza in autostrada “in caso di ingorgo, code o rallentamenti”, muovendosi a bassa velocità e lasciando naturalmente il passaggio libero per i mezzi di soccorso.
8. Super bici dei rider, obbligo di casco e contrassegno
La riforma di Salvini prova a regolamentare anche il mondo dei rider. Per i “cicli a propulsione”, che vengono utilizzati spesso per le consegne a domicilio, è allo studio l’obbligo di casco (anche per i trasportati) e di contrassegno. Dal Mit precisano che potrebbe scattare inoltre “l’obbligo di polizza, non è disciplinato nel codice della strada ma è previsto da quello delle assicurazioni. Quindi è ipotizzabile che ci si arriverà”. Mentre sui ciclisti il testo in discussione prevede novità per “i professionisti, che svolgono allenamenti su strada e sono iscritti ad associazioni sportive di settore, per favorire gli allenamenti in condizioni di sicurezza”. Un esempio: “Si vorrebbe consentire la marcia in gruppo, oggi si deve procedere in fila indiana. Obbligo che scatta naturalmente non appena c’è un veicolo in attesa, perché sia agevolato il sorpasso”.
9. Guida autonoma, le novità e i limiti
Il nuovo codice guarda anche agli sviluppi della tecnologia e introduce il “sistema di guida automatizzata”, quando “l’hardware e il software sono collettivamente in grado di eseguire l’intera attività di guida dinamica del veicolo completamente automatizzato su base continuativa in un ambito di impiego previsto”. Poi distingue tra il “veicolo automatizzato”, “progettato e costruito per muoversi autonomamente per determinati periodi di tempo senza una supervisione costante da parte di un conducente, ma riguardo al quale l’intervento del conducente è ancora previsto o necessario”; e il “veicolo totalmente automatizzato”. Ma la circolazione è subordinata a due requisiti: la presenza di un controllore “che deve essere in grado di intervenire assumendo la guida nelle situazioni di emergenza”.
10. Saltato (per ora) l’obbligo di Pec
Nel testosottoposto alla consultazione di associazioni, professionisti, tecnici, sindacati e imprese c’era anche l’obbligo di Pec – quindi di comunicare un domicilio digitale - per rilascio e rinnovo della patente, immatricolazione o revisione di un veicolo. Poi quel passaggio è stato smentito dallo stesso Salvini. Ma che cosa è successo? Chiarisce il ministero: “Ovviamente comunicare un domicilio digitale non significava averne uno, bastava anche appoggiarsi a un intermediario. Ma la misura è stata percepita dal Paese come eccessivamente onerosa. Quindi quel passaggio non si farà, il ministro lo ha già dichiarato espressamente. Il senso di una consultazione è proprio questo, fare proposte e capire fino a che punto ci si vuole spingere”.
Con la chiosa finale che “naturalmente la comunicazione cartacea ha un costo per l'utente molto diverso rispetto a quello della comunicazione digitale, trenta euro contro un euro. Ma nel confronto si è chiarito che non siamo ancora pronti a questo regime e quindi la proposta è stata eliminata”.
Ultimo aggiornamento: Sabato 10 ottobre 2026, 16:13









