Il Papa dopo la vittoria dell’AfD in Sassonia. “La dignità umana non dipende dalle capacità”
Nell’udienza generale del mercoledì il pontefice, pur con toni pacati, non nasconde la sua preoccupazione per il tentativo di disgregare la dignità umana e di costruire una scala di valori per cui ci sono persone che hanno meno diritti di altre

Roma, 9 settembre 2026 – Papa Leone XIV ribadisce che la dignità umana non è un oggetto di cui poter disporre a piacimento, ma è un dono di Dio che l’uomo deve custodire e difendere dagli attacchi del male che, in concreto, si manifestano soprattutto attraverso l’egoismo e l’individualismo. Nell’udienza generale del mercoledì il pontefice continua la sua catechesi dedicata ai documenti del Concilio Vaticano II e il ciclo è arrivato al primo capitolo “Gaudium et Spes”. Si tratta della costituzione pastorale promulgata da Paolo VI il 7 dicembre 1965 che, nella sua continua attualità, è anche uno dei pilastri della “Magnifica Humanitas”, l’enciclica scritta dal Santo Padre lo scorso maggio.
Prevost, pur con toni pacati, non nasconde la sua preoccupazione per il tentativo di disgregare la dignità umana e di costruire una scala di valori per cui ci sono persone che hanno meno diritti di altre nel domandare di poter esistere, una tendenza che cancella gli sforzi fatti dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi per garantire una vera uguaglianza a tutti. “Il percorso da compiere non è terminato – ha spiegato papa Leone – e deve affrontare le contraddizioni, vecchie e nuove, che ne impediscono una piena attuazione”.
Le recenti elezioni in Sassonia, con la vittoria del partito di ultradestra Afd, i nazionalismi che trovano terreno fertile in tutto l’occidente e la guerra come via principale per risolvere le controversie internazionali sono tutti segnali che si sta andando verso una pesante svalutazione della vita umana. “La dignità della persona non dipende dalle capacità che possiede, dalle ricchezze o dal ruolo che ricopre, dalle scelte giuste o sbagliate che compie, ma è un dono che la precede e la eccede, posto da Dio come espressione del suo amore che non viene mai meno. L’infinita dignità dell’essere umano, dunque, si radica nella sua identità di creatura fatta ad immagine di Dio capace di conoscere e di amare il suo Creatore, progetto e dono di amore che trascende le altre realtà create, le quali sono affidate alla sua cura per governarle e servirsene a gloria di Dio”.
Anche la svalutazione del corpo è una tendenza che rischia di avvelenare il quotidiano di ogni uomo. Si pensa che sia il desiderio, e non l’amore, a orientare le scelte creando una netta distinzione tra il piacere che si prova nell’immediato e la felicità che, invece, è una realizzazione duratura nel tempo. “La riduzione del corpo a oggetto di cui disporre arbitrariamente – prosegue Papa Leone XIV –, è sempre negazione della dignità della persona. Non è lecito disprezzare la vita corporale dell’uomo e occorre considerare buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perché creato da Dio e destinato alla risurrezione nell’ultimo giorno, vigilando che esso non si renda schiavo delle perverse inclinazioni del cuore dal momento che tutti noi siamo feriti dal peccato”.
L’ultimo pensiero è un invito all’uomo a non rinunciare alla sua necessità di aspirare sempre al bene comune per essere pienamente. “L’intelligenza rende l’essere umano cercatore insaziabile della verità; la coscienza, per mezzo della quale egli dà unità e senso alla propria vita; la libertà, che lo rende protagonista responsabile delle proprie decisioni”.
Nei vari saluti finali il pontefice ha dato il benvenuto a Roma ai membri del Comitato direttivo della Piattaforma interreligiosa per il dialogo e la cooperazione nel mondo arabo.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 10 settembre 2026, 08:09








