La ricina era per Gianni Di Vita? I pc di 4 scuole al setaccio: la traccia sui server porta al killer
Perquisiti i dispositivi informatici dell’agrario di Pietracatella. Nei prossimi giorni toccherà ad altri tre istituti della zona. Chi digitò “come ammazzare senza farsi scoprire?”. Indiscrezioni e presunti sospettati, ma la procura lavora nell’ombra

Campobasso, 13 ottobre 2026 – Al via la retata dei personal computer. Nel giallo della ricina di Pietracatella il filo di Arianna ora si dipana da un Ip, il codice numerico univoco che identifica un computer collegato a Internet, fino a un assassino rimasto nell’ombra per dieci mesi. L’Istituto Agrario di Riccia, paese molisano di meno di cinquemila abitanti vicino a Pietracatella, oggi è tornato sotto i riflettori. Da qui è partita la prima delle quattro ispezioni informatiche disposte dalla Procura di Larino nell’inchiesta per il duplice omicidio premeditato di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia avvelenate con la ricina lo scorso Natale.

La ‘road map’ degli agenti della Squadra Mobile e dello Sco è di passare al setaccio, in quattro giorni, 155 computer ed estrarne tracce informatiche. All’Agrario, il piano d’azione ne prevedeva 71, tra aule e laboratori: oggi i tecnici sono stati al lavoro per oltre cinque ore per acquisire dati dal server centralizzato che gestisce le connessioni di rete. Cosa si cerca? Cronologie di navigazione, file scaricati, documenti, dati cancellati, e le parole ricina, ricino, veleno, dark web, solfato di sodio. “Anche il modo di scrivere potrebbe contribuire a identificare l’autore di comunicazioni o ricerche online”, sostiene Antonello Fabio Caterino, presidente della Società Italiana di Linguistica Forense.
Tutto nasce da una chat su Reddit, il sito americano di social news con 550 milioni di utenti al mese. Nell’agosto 2025 una persona, che si dichiarava scrittore, chiedeva consigli su come ammazzare senza lasciar traccia: "Se il mio personaggio uccidesse con i semi di ricino schiacciati sembrerebbe un collasso?”. Nei giorni in cui Antonella e Sara agonizzavano lo ‘scrittore’ non si è più connesso. È tornato il 5 gennaio 2026 con altre domande: l’autopsia scopre la ricina, un medico legale può risalire alla causa della morte, per quanto tempo il veleno resta nel sangue. Gli investigatori conoscono quelle chat da maggio, quando le segnalò la giornalista molisana Antonella Potena. La procuratrice Elvira Antonelli ha disposto gli accertamenti il 28 settembre.
Nonostante la smentita ufficiale, l’ipotesi più accreditata è che da Reddit sia arrivato l’Ip e sarebbe compatibile con la zona di Campobasso. Ogni scuola, finita sotto ispezione informatica, riconduce a un personaggio dell’inchiesta. All’Agrario, lavora Michele, tecnico di laboratorio e marito di Monia, amica di vecchia data di Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime, ex sindaco e commercialista. Monia, più volte ascoltata e messa a confronto con Di Vita per le divergenze nei racconti, insegna matematica al liceoscientifico ‘Galileo Galilei’ di Riccia, dove le ispezioni proseguiranno domani. Giovedì toccherà al liceo classico ‘Mario Pagano’ di Campobasso, frequentato da Sara e da sua sorella Alice. Venerdì al liceo di Scienze Umane ‘Silvio Di Lalla’ di Casacalenda, dove insegna sostegno Laura Di Vita, cugina di Gianni.
È questo il cerchio magico dei sospettati? Un’indiscrezione rimbalzata a Pietracatella riferisce che il bersaglio fosse Gianni e che moglie e figlia abbiano ingerito il veleno destinato a lui, vittime collaterali. Voci che si aggiungono ai boatos di questi mesi. Nei prossimi giorni potrebbe arrivare la relazione dell’Istituto Robert Koch di Berlino, chiamato a dire in quale dei 131 campioni prelevati a casa Di Vita ci fosse il veleno. Al momento l’inchiesta sembra procedere a luci spente: dopo duecento audizioni, nessuno risulta ancora indagato.
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 19:34





