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Ok al Dfp, l'Italia resta sotto procedura di infrazione Ue. Meloni: “Colpa del superbonus”. Giorgetti: “Deficit al 3,1%? Rigore è quando arbitro fischia”
Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026. Riviste al ribasso le previsioni del Pil per il 2026 e 2027. La premier: “Il Governo ha ottenuto un risultato considerato da molti irraggiungibile”

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- Meloni attacca sul Superbonus
- Il commento di Giorgia Meloni
- Il Dfp in sintesi
- "Patto di stabilità, serve flessibilità in Europa"
- "La Manovra dovrà tener conto della situazione"
- "Patto di stabilità? Se l'Europa non interviene l'Italia potrebbe fare da sola"
- "Sul nucleare c'è un disegno di legge già approvato"
- "Ringrazio Di Foggia per rinuncia a fuoriuscita"
- "Deficit eccessivo? C'è chi esulta. Siamo un Paese fatto così"
- "Salgono le stime del deficit nel prossimo triennio"
Roma, 22 aprile 2026 – Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026. I contenuti del Dfp sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa. Un documento approvato nel giorno in cui l’Eurostat ha reso noto il rapporto deficit/Pil dell’Italia al 3,1% per il 2025. Un dato che non fa uscire il Paese dalla procedura di infrazione per disavanzo eccessivo. Meloni: “Colpa del superbonus”.
I contenuti del Def
Meloni attacca sul Superbonus
"Fa arrabbiare constatare che, anche prendendo per buone le attuali stime Istat, saremmo stati comunque sotto il 3% di deficit se, anche nel 2025, sulle casse dello Stato non avesse gravato l'esborso di miliardi di euro per il superbonus", scrive Giorgia Meloni nel lungo post su X in cui la presidente del Consiglio aggiunge che "la sciagurata misura del governo di sinistra del Conte II, al momento, impedisce all'Italia di uscire dalla procedura di infrazione, togliendo al Governo margine di spesa da destinare alla sanita' pubblica, alla scuola, al sostegno dei redditi più bassi".
Il commento di Giorgia Meloni
"Riguardo alla riduzione del deficit, il Governo ha ottenuto un risultato considerato da molti irraggiungibile. Nel 2022, quando si è insediato l'attuale Governo, abbiamo trovato un rapporto deficit/Pil dell'8,1%; oggi lo abbiamo portato al 3,1%. Un dato non solo inferiore di 5 punti percentuali rispetto a quando ci siamo insediati, ma anche migliore delle previsioni del Governo stesso, che si fermavano al 3,3% per il 2025", scrive la premier Giorgia Meloni su X. "Resta il rammarico - prosegue - per aver mancato di poco la soglia del 3%, che avrebbe consentito di uscire dalla procedura di infrazione europea con un anno di anticipo, cosa che avrebbe significato maggiore capacità di spesa per lo Stato".
Il Dfp in sintesi
Il Documento di Finanza Pubblica approvato oggi dal Cdm stima che il Pil dell'Italia nel 2026 e nel 2027 crescerà dello 0,6%, poi salirà allo 0,8% nel 2028. Il rapporto deficit/Pil nel 2025 si attesta al 3,1%, in calo rispetto al 3,4% dell'anno precedente, una misura non sufficiente per chiedere la fine della procedura Ue aperta nel 2024 per deficit eccessivo, per la quale sarebbe stato necessario un dato inferiore al 3%. Per il 2026 il rapporto deficit/Pil viene stimato al 2,9%, in calo nel 2027 al 2,8%. Il debito nel 2026 e 2027 si attesterà al 138% del Pil, con un calo al 137,9% nel 2028. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha ricordato come sul debito pesi ancora la coda del costo del Superbonus, che quest'anno impegna 40 miliardi e il prossimo altri 20.
"Patto di stabilità, serve flessibilità in Europa"
"Io non ho chiesto la deroga al Patto di stabilità: ho chiesto che si sia flessibili. A livello europeo ho chiesto che bisogna essere pronti e flessibili a rispondere alle situazioni, e non rilassati. Quello che non va è la rigidità rispetto ad approcciare un mondo che è completamente cambiato. Questo non sta in piedi". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. "Siamo di fronte a un mondo che ci ha posto sfide che esigono risposte prontamente", ha aggiunto.
"La Manovra dovrà tener conto della situazione"
"Sicuramente la Manovra dovrà essere adeguata alle situazioni del momento. Se noi non facciamo nulla e aumentano i prezzi dei carburanti, aumenta il prezzo dell'energia, aumenta l'inflazione, io non posso venire qui a dire che non è cambiato niente perché cadrei nell'errore che io rimprovero ad altri. Penso che dobbiamo prendere atto della situazione nuova". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il consiglio dei ministri.
"Patto di stabilità? Se l'Europa non interviene l'Italia potrebbe fare da sola"
"Ci muoveremo da soli? Non lo escluderei". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, rispondendo a chi gli domandava se, in caso di mancato intervento dell'Europa, l'Italia possa fare da sola sullo scostamento. "Però - ha aggiunto - siccome parlando con i miei colleghi in tanti si ritrovano come me a fare il medico nell'ospedale da campo, in tanti condividiamo il nostro stesso modo di vedere la situazione: abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti e che dobbiamo curare. Non possiamo dargli l'aspirina".
"Sul nucleare c'è un disegno di legge già approvato"
"Sul nucleare la scelta del governo è chiarissima, c'è un disegno di legge già approvato. E' una questione di ordine economico e di sovranità nazionale, di sicurezza nazionale, strettamente connesse alla sicurezza economica. Se non hai sicurezza economica non hai sicurezza nazionale". Così il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti dopo il Cdm su Dfp.
"Ringrazio Di Foggia per rinuncia a fuoriuscita"
"Il caso di Di Foggia credo che si sia concluso positivamente, la ringrazio di avere rinunciato alla severance, è un atto di assoluta correttezza. Ringrazio tutti i manager che hanno rinunciato e rinunceranno" e "rispetterò chi invece farà valere il dato contrattuale". Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato il DFP 2026.
"Deficit eccessivo? C'è chi esulta. Siamo un Paese fatto così"
"Tutto questo dibattito rispetto alla procedura di deficit eccessivo mi interessava moltissimo fino al 28 febbraio, dopo mi interessava relativamente di meno. Capisco che in questo paese ci sono anche dei dirigenti sportivi che esultino per l'eliminazione dai mondiali di calcio, quindi è evidente che ci siano tanti che esultino perché una decisione di questo tipo dell'arbitro vada contro gli interessi nazionali. Siamo un paese fatto così, altrove normalmente non avviene''. Lo afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa che segue il via libera da parte del Cdm al Dpb.
"Salgono le stime del deficit nel prossimo triennio"
Sale l'indebitamento netto del prossimo triennio nelle nuove previsioni contenute nel Documento di finanza pubblica: lo ha spiegato il ministro dell'Economia Giancarlo
Giorgetti in conferenza stampa dopo il via libera del Dpf in Consiglio dei ministri. Il deficit "nel 2026 sale dal 2,8% al 2,9%, nel 2027 dal 2,6% al 2,8%, nel 2028 dal 2,3% al 2,5%".
"Taglio delle accise in vigore fino al primo maggio, poi valuteremo"
"Il taglio delle accise è in vigore fino al primo maggio, poi valuteremo", lo ha detto il ministro Giancarlo Giorgetti riferendosi al provvedimento del Governo preso all'inizio della guerra nel Golfo per calmierare i prezzi di benzina e diesel alla pompa.
"Senza il superbonus il deficit sarebbe stato discendente"
"Senza i dati" sul superbonus "l'andamento" del debito pubblico "sarebbe stato discendente". Così il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti dopo il Cdm su Dfp.
"Urgenti deroghe sulla spesa per la Difesa e lo choc energetico"
"La situazione fotografata nel Dfp documenta il rispetto dell'andamento della spesa netta per quest'anno, riduce le prospettive di crescita e l'indicatore dell'indebitamento netto. Mi sembra abbastanza chiaro che questo quadro che fotografa la realtà, meriterà di essere approfondito urgentemente e a brevissimo con decisioni di natura politica in merito da un lato alla possibilità già consentita di deroga sulle spese della difesa, a cui io aggiungo dall'altro la situazione eccezionale che inevitabilmente merita altrettanta attenzione, ovvero lo shock energetico che il conflitto in Medio Oriente sta generando a livello globale, europeo e quindi anche italiano". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti.
"Deficit a 3,1%? Sono le regole del gioco"
"Come diceva Boskov rigore è quando arbitro fischia. Puoi essere d'accordo o no ma sono queste le regole del gioco". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo ad una domanda sulla decisione di Eurostat sul defciit 2025 nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri. "A me l'uscita deficit interessava moltissimo fino 28 febbraio 2026 dopo assolutamente meno" ha aggiunto.
Rivisti il Pil 2026 e 2027: +0,7% e +0,6%
Nel Documento di Finanza pubblica il governo ha rivisto sia il Pil 2026 che quello del 2027 da +0,7% a +0,6%. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri.
Giorgetti: "Non viviamo corcostanze normali"
"Abbiamo approvato il documento di finanza pubblica, si tratta di una fotografia dell'andamento di finanza pubblica collegata ovviamente all'andamento dell'economia e la naturale premessa è che non viviamo circostanze normali, ma di tipo totalmente eccezionale, e quindi le previsioni che sono contenute del Documento, che sono state validate dall'Ufficio parlamentare di bilancio - come da procedura - l'8 aprile 2026, inevitabilmente sono già oggi sono discutibili ma, nelle prossime settimane, meritevoli probabilmente di ulteriori approfondimenti, adeguamenti e aggiornamenti". Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato il DFP 2026.
Giorgetti: "Un Def un po' diverso rispetto al solito"
"Abbiamo approvato il Dfp, un po' diverso rispetto a quello a cui eravamo abituati". Lo dice il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a palazzo Chigi.