Bpm nel mirino di Agricole e Unicredit. I titoli del risiko bancario volano in Borsa
Rumors di una manovra congiunta dei due istituti su Piazza Meda. Orcel: progressi sostanziali su Commerz

A Piazza Affari basta un’indiscrezione per riaccendere il risiko. Banco Bpm guadagna il 4,3%, Unicredit il 3,2% e il mercato torna a interrogarsi sul futuro di Piazza Meda, al centro dei rumor su un possibile intervento congiunto dei due gruppi. L’ipotesi è quella di un dialogo tra Unicredit e Crédit Agricole per studiare una manovra sul Banco, dopo i contrasti emersi durante l’Ops lanciata dalla banca guidata da Andrea Orcel. Secondo fonti finanziarie, le interlocuzioni sarebbero però ancora in una fase embrionale: i due istituti starebbero valutando se esistano presupposti strategici per andare oltre, con approcci particolarmente cauti proprio alla luce dello scontro che ha accompagnato l’offerta di Unicredit su Banco Bpm. Nessun commento è arrivato dai due gruppi.
La Borsa, intanto, ha già dato la sua interpretazione, premiando il titolo dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna, che ieri ha toccato quota 16,35 euro. Il ritorno di interesse su Piazza Meda si inserisce in una giornata positiva per tutto il comparto bancario, sostenuto dalla prospettiva di utili ancora robusti dopo la decisione della Bce sui tassi e, in Italia, da un risiko che continua a tenere accesi i riflettori sugli istituti. Sul listino corrono infatti anche Intesa Sanpaolo (+1,68%), Mps (+1,84%), Mediobanca (+1,69%) e Finecobank (+2,28%), mentre il mercato guarda alla sfida tra Intesa e Mps e alla doppia offerta lanciata da Siena proprio su Banco Bpm e Banca Generali.
In questo quadro torna centrale il ruolo di Crédit Agricole, che in pochi mesi è salito vicino al 30% di Banco Bpm, diventandone il primo azionista e manifestando la propria contrarietà a un asse tra la banca milanese e Mps. I francesi hanno invece più volte indicato l’interesse per un’aggregazione tra Banco Bpm e gli asset italiani di Crédit Agricole. Un’operazione sul Banco coinvolgerebbe inevitabilmente anche Anima, di cui Piazza Meda possiede l’89,95%. Per Unicredit, invece, si tratterebbe di tornare sul dossier dopo il tentativo di conquista del Banco, concluso con il passo indietro seguito anche all’intervento del governo attraverso il Golden Power. Ora l’ipotesi di un’intesa con Crédit Agricole riaprirebbe uno scenario completamente diverso, ma al momento ancora tutto da verificare.
Sullo sfondo resta la strategia di Orcel, che ieri ha incassato dall’assemblea di Unicredit il via libera alla nuova disciplina per la presentazione della lista del cda, oltre all’emissione di At1 in dollari e alla facoltà di aumentare il capitale. L’assemblea, alla quale era presente il 68,39% dei soci, ha approvato le proposte con il sostegno dei principali azionisti, tra cui BlackRock e Capital Research. Nel suo intervento, Orcel ha sottolineato "i progressi sostanziali" realizzati negli ultimi mesi su Commerzbank, dossier centrale per la crescita del gruppo, ribadendo che l’obiettivo è "conseguire il miglior risultato possibile".
Ultimo aggiornamento: Martedì 22 settembre 2026, 05:22