Ora la tecnologia torna a correre
TITOLI FINANZIARI e alcune azioni del settore tecnologico, selezionate con cura. Sono queste le preferenze della casa di gestione del...
TITOLI FINANZIARI e alcune azioni del settore tecnologico, selezionate con cura. Sono queste le preferenze della casa di gestione del risparmio Pictet Asset Management in una fase dei mercati ancora condizionata dalle tensioni geopolitiche, dall’inflazione e dalle incognite sulle prossime mosse delle banche centrali. A indicare la rotta è Flora Dishnica, investment manager della società, che mantiene una visione complessivamente positiva sul settore azionario, pur invitando appunto alla selettività. Tra i titoli del comparto finanziario, l’attenzione si concentra soprattutto sulle banche che, secondo la strategist, "continuano a offrire rendimenti interessanti, con politiche di remunerazione degli azionisti particolarmente generose". Nella settore tecnologico, invece, non è oro tutto ciò che luccica.
Le preferenze vanno ad alcuni anelli della lunga catena legata al business dell’intelligenza artificiale (IA): il recente arretramento dei titoli dei produttori semiconduttori ha reso più interessanti le loro valutazioni in Borsa, mentre sono migliorate anche le prospettive di alcune aree del settore dei software. Proprio l’intelligenza artificiale è stata una delle grandi protagoniste dell’estate. A luglio i titoli tecnologici e tutti quelli classificati growth, cioè di società su cui il mercato scommette per una forte crescita futura, hanno attraversato una fase di stop. Sono riemersi i dubbi sull’enorme quantità di capitali che i colossi del settore hi-tech stanno investendo nell’IA e sulla capacità di ottenere ritorni adeguati. Ad agosto, tuttavia, la tecnologia ha recuperato terreno e le indicazioni fornite dal colosso Nvidia hanno rassicurato sulla domanda di mercato e sulla prosecuzione degli investimenti. Resta invece più complesso lo scenario macroeconomico. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran e le difficoltà di transito nello Stretto di Hormuz hanno mantenuto elevato il prezzo del petrolio.
È una variabile particolarmente delicata per l’Europa, molto dipendente dalle importazioni energetiche, ma importante anche per le scelte delle banche centrali: energia più cara significa infatti maggiori pressioni sull’inflazione e quindi meno spazio per politiche monetarie accomodanti. Per quanto riguarda le Borse, Pictet AM non esprime grandi preferenze geografiche, salvo una moderata inclinazione verso l’Europa rispetto agli Stati Uniti e una convinzione più marcata sui mercati emergenti.
A. T.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 5 ottobre 2026, 05:50