Giorgetti prova a rassicurare la Bce: “Riserve d’oro gestite da Bankitalia”
Riserve aureee in Manovra, il ministro dell’Economia scrive all’Eurotower e vedrà Lagarde per chiarire la misura. Ma è stallo sulle risorse aggiuntive per il comparto sicurezza, la protesta dei sindacati

Roma – L’attesa è tutta per il maxiemendamento che il governo sta mettendo a punto e che dovrà servire a risolvere gli ultimi nodi della manovra e a velocizzare l’iter di approvazione della legge di Bilancio al Senato. Non c’è, però, almeno per il momento, soluzione a due partite che agitano la maggioranza: la norma sull’oro di Bankitalia e le risorse per il comparto sicurezza.
Il punto è che, per il momento, nell’incontro chiesto dalle sigle sindacali delle divise, il governo ha, infatti, rimandato a dopo l’uscita dalla procedura di infrazione europea qualsiasi discorso riguardante possibili risorse aggiuntive rispetto a quelle già stanziate. Una chiusura che ha irritato le sigle del comparto che sono andate all’attacco chiedendo «meno pacche sulle spalle» e più risposte su pensioni, straordinari, turn over. A dare il segno di quanto siano stretti i margini di manovra nel complesso lo dà l’esito dell’incontro tra governo e sindacati delle divise. La riunione, alla presenza del sottosegretario Alfredo Mantovano e dei ministri Matteo Piantedosi e Giancarlo Giorgetti e Paolo Zangrillo certifica, al momento, un nulla di fatto.

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L’esecutivo prende nota delle richieste delle sigle e mette in luce quanto è stato già stanziato nella legge di bilancio ma per le risorse aggiuntive rinvia a nuovi spazi che si potranno aprire solo più avanti. «Siamo insoddisfatti», dicono all’unisono i sindacati al termine dell’incontro. Non è possibile pensare – mette nero su bianco il Coisp – «che sia sufficiente spendere qualche parola di stima per rispondere ai problemi reali di un comparto che continua a essere trattato come fanalino di coda della macchina statale». Si capirà nei prossimi giorni se nelle pieghe del bilancio potrà essere trovata qualche risorsa ulteriore, ma per il momento i cordoni della borsa restano chiusi.
Ma non è solo il capitolo sicurezza a restare aperto. Tra le partite sul tavolo c’è certamente quella dell’emendamento di FdI sull’oro di Bankitalia. Sulla proposta Malan, nonostante sia stato a più riprese rimaneggiato, pesa il giudizio negativo della Bce. Ma le interlocuzioni con la Banca centrale sono in corso e il ministro Giancarlo Giorgetti – si fa sapere – avrà modo di parlarne direttamente con la presidente Christine Lagarde a margine dell’Eurogruppo al quale parteciperà domani 11 dicembre. Questo in attesa della lettera formale che dal Via XX Settembre verrà mandata a Francoforte. Quel che è certo è che «siamo alle battute finali, speriamo arrivi in Aula quanto prima», assicura, in barba alla scaramanzia, il viceministro Maurizio Leo.
Ma la situazione appare comunque ingarbugliata, tanto che c’è chi parla di un approdo alla Camera dopo Natale. Tra l’altro alle richieste parlamentari vanno sommate quelle che stanno arrivando dai ministeri. Così, ad esempio, il ministero dell’Università che resta in attesa di risposte sulla proposta di modifica per i precari della ricerca che varrebbe circa 50 milioni. Intanto restano interlocuzioni tra la maggioranza, il governo e i gruppi parlamentari e si attende tra giovedì e venerdì l’arrivo delle proposte del governo dei pareri e delle riformulazioni. Ma è un modo di procedere che le opposizioni mettono nel mirino. «Ancora non ci sono i testi, c’è un caos totale in commissione», dice Raffaella Paita, capogruppo di Italia viva. «Fanno la manovra nel retrobottega del governo e prendono in giro il Parlamento», accusano i dem con Francesco Boccia e Daniele Manca.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 10 dicembre 2025, 02:00


