Più spesa, meno consumo: il paradosso del carrello
Dai dati Istat relativi alle scelte di acquisto della famiglie italiane nel 2025 emerge che lo shopping di cibo e soprattutto di bevande è stato più limitato rispetto all'anno precedente

Ropma, 8 ottobre 2026 – Spendere di più non significa necessariamente consumare di più. È questa la fotografia che emerge dai dati Istat sulla spesa delle famiglie nel 2025 e annunciati in mattina. Nei numeri il conto della spesa alimentare sale, ma quasi una famiglia su tre continua a dichiarare di aver dovuto intervenire sul proprio carrello, riducendo la quantità o la qualità dei prodotti acquistati. Il paradosso è tutto qui: più euro destinati al cibo, ma consumi ancora sotto pressione.
In dettaglio, infatti, si evince che i nuclei familiari hanno speso in media 552 euro al mese per alimentari e bevande analcoliche, contro i 533 euro dell'anno precedente. Un aumento del 3,6%, superiore alla crescita complessiva della spesa familiare, ferma in termini nominali all'1%. Eppure il 29,4% ha dichiarato di aver limitato la spesa per il cibo rispetto all'anno precedente, intervenendo sulla quantità e/o sulla qualità dei prodotti acquistati.
Il medesimo trend riguarda le bevande: il 33,8% delle famiglie dichiara di averne limitato la spesa, contro il 35,3% del 2024. Anche qui, dunque, la pressione sembra essersi leggermente attenuata, ma non è scomparsa.
Cosa racconta, in buona sostanza, il “carrello” italiano? Una sensibile redistribuzione delle risorse all'interno del bilancio familiare. Quando una voce essenziale diventa più costosa, le famiglie possono reagire in due modi: spendere di più per acquistare ciò che serve oppure modificare ciò che acquistano. Nel 2025 sembrano aver fatto entrambe le cose.
In generale, sempre dai dati Istat, risulta che la spesa media mensile delle famiglie lo scorso anno ha raggiunto i 2.782 euro, appena l'1% in più rispetto ai 2.755 euro del 2024, ma considerando che l'inflazione è stata dell'1,6%, la crescita nominale non corrisponde a un aumento reale della capacità di consumo. Il denaro che entra nel carrello, insomma, compra una quantità di beni e servizi che non cresce nella stessa misura.
In termini geografici, inoltre, le distanze restano evidenti: nel Nord Est la spesa media mensile delle famiglie arriva a 3.087 euro, mentre nel Mezzogiorno si ferma a 2.215 euro. E proprio nel Sud la quota della spesa destinata agli alimentari è molto più elevata: il cibo assorbe il 25,4% dei consumi familiari, contro il 17,7% nel Nord Ovest.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 ottobre 2026, 12:28
