La Bce alza i tassi dello 0,25%: cosa cambia per i mutui e la reazione delle borse
Come atteso dai mercati, il tasso sui depositi sale al 2,50%. Lagarde: scelta unanime e scontata. La Banca Centrale ha confermato la stima di inflazione al 3% per quest'anno, mentre è attesa al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Crescita allo 0,9% nel 2026

Roma, 10 settembre 2026 – Nessun colpo di scena: come atteso dagli investitori, salgono i tassi di interesse. La Bce, nella sua riunione di politica monetaria a Berlino, ha alzato i tassi di un quarto di punto percentuale: quello sui depositi sale dal 2,25% al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65% mentre quello sui prestiti marginali al 2,90%.
La presidente della Banca Centrale Christine Lagarde ha spiegato che "la decisione presa oggi sui tassi è stata unanime", "una scelta scontata". Sul futuro dei tassi, questo "sarà deciso a ciascun meeting, ma posso dirvi che siamo determinati a raggiungere il nostro obiettivo" di un'inflazione al 2%, ha aggiunto nella conferenza stampa di politica monetaria a Berlino.
Le ragioni del rialzo
"Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull'inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell'obiettivo per un periodo prolungato. La decisione odierna sottolinea l'impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine", si legge in una nota della Bce.
"Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita economica. Riguardo allo shock energetico, i nuovi scenari formulati dai nostri esperti illustrano l'ampia gamma di esiti per l'evoluzione della crescita e dell'inflazione in base a diverse ipotesi sull'intensità e sulla durata dello shock, nonché sugli effetti indiretti e di secondo impatto", prosegue il comunicato della Bce.
La Banca Centrale ha confermato la stima di inflazione al 3% per quest'anno, mentre è attesa al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028.
Frenata delle borse europee
Le Borse europee frenano dopo l'atteso aumento dei tassi. Madrid si porta sulla parità, Parigi (-0,14%) gira in negativo, mentre Francoforte (-0,2%) e Londra (-0,52%) ampliano il calo. La Borsa di Milano cala dello 0,15%, a 51.823 punti.
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Contrastati i future Usa in vista dei dati sul mercato del lavoro, delle vendite di case esistenti e sulle scorte di gas e di greggio. Sale a 85,2 punti lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in rialzo di 2,1 punti al 4,31%, quello tedesco di 1,8 punti al 3,46% e quello francese di 2,2 punti al 4,36%

Gli effetti sui mutui
Secondo l'analisi di Facile.it, la rata di un mutuo variabile standard (126.000 euro in 25 anni) salirà di circa 17 euro, passando dagli attuali 614 a 631 euro. Da gennaio a oggi la rata è già cresciuta di 36 euro (era pari a 578 euro all'inizio del 2026) e, entro fine anno, l'incremento complessivo raggiungerà i 53 euro. Con questi valori, nel 2027 i mutuatari con un finanziamento a tasso variabile standard spenderanno oltre 600 euro in più di interessi.
Quello di oggi potrebbe tra l’altro non essere l'ultimo intervento sui tassi: se si guarda ai futures sugli Euribor, si scopre che il mercato si aspetta almeno un secondo aumento entro la metà del 2027, forse addirittura un terzo prima della chiusura dell'anno. I futures aggiornati alla prima settimana di settembre prevedono che l'indice Euribor a tre mesi, oggi pari al 2,67% e valore di riferimento per i mutui variabili, arriverà entro giugno 2027 al 3,10%. La rata passerebbe dagli attuali 614 euro ad oltre 650 euro.
Le stime sulla crescita
La crescita economica, invece, dovrebbe essere dello 0,9% nel 2026, dell'1,4% nel 2027 e dell'1,5% nel 2028. “La correzione al rialzo per il 2026 e il 2027 riflette principalmente una capacità di tenuta dell'economia dell'area dell'euro maggiore delle attese", comunica la Bce.
Lo scenario di crescita dell'area euro è però “soggetto a rischi al ribasso" legati in particolare alla guerra in Medio Oriente e Ucraina: una nuova destabilizzazione delle forniture energetiche "può far salire ulteriormente i prezzi energetici o prolungare i rialzo più a lungo" pesando su redditi, spesa e investimenti, come ha spiegato Lagarde in conferenza stampa.
"Lo shock energetico potrebbe intensificarsi ulteriormente" e i prezzi del gas "salire nel caso di ulteriori destabilizzazioni delle forniture" o di "un inverno insolitamente freddo con basse scorte". Lagrde ha citato fra i rischi anche "un peggioramento del sentiment nei mercati finanziari globali o un effetto contagio nei mercati obbligazionari", e "il risorgere di tensioni commerciali in grado di destabilizzare le catene di fornitura globali".
Ultimo aggiornamento: Giovedì 10 settembre 2026, 15:34


