La Bce: i dazi frenano l’economia. Lagarde apre a un taglio dei tassi
"Aliquote tariffarie con gli Usa più alte del previsto". A settembre la revisione delle stime di crescita .

Fino a pochi mesi fa, Christine Lagarde poteva permettersi il lusso di parlare di politica monetaria con il tono rassicurante di chi ha appena centrato l’obiettivo: inflazione al 2%, tassi ufficiali dimezzati in un anno, una crescita che all’inizio del 2025 correva più delle attese. Oggi, invece, il registro è cambiato. E la presidente della Bce arriva a Jackson Hole, il simposio più osservato della finanza globale che inizia oggi negli Usa, con un messaggio meno rassicurante del previsto: l’Europa sta rallentando e le tariffe introdotte da Trump, insieme a un dollaro in indebolimento, rischiano di fare da zavorra doppia.
Nel suo intervento a Ginevra, ieri Lagarde ha chiarito che le nuove aliquote concordate fra Bruxelles e Washington, tra il 12% e il 16%, "non sono lo scenario peggiore", ma sono comunque un passo indietro rispetto alle ipotesi di giugno e "andranno messe in conto" nelle proiezioni di settembre. I numeri confermano la frenata della crescita europea: dopo un primo trimestre vivace (+0,6% di Pil), il secondo si è quasi fermato (+0,1%), complice l’effetto scorte svanito quando i rincari sono entrati a regime.
Nel frattempo, rivela il New York Times, il vino e gli altri alcolici non saranno probabilmente inclusi nella lista dei prodotti “zero-for-zero” che Bruxelles e Washington dovrebbero completare a giorni. Per le imprese del settore – e in particolare per i produttori italiani, che trovano negli Usa il loro primo mercato – i dazi restano quindi una realtà con cui fare i conti.
Dopo otto riduzioni che hanno riportato i tassi al 2%, i mercati vedevano una pausa lunga. Ora però attribuiscono circa il 50% di probabilità a un ulteriore taglio entro dicembre. Il margine per muoversi viene dall’inflazione: Eurostat ha confermato a luglio l’indice dell’area euro al 2% (Ue al 2,4%), con minimi a Cipro (0,1%) e Francia (0,9%), mentre in Italia è scesa all’1,7% (dall’1,8% di giugno). Quadro che, secondo la Bce, permette di valutare un assetto più espansivo per l’economia, con tassi d’interesse anche sotto il 2%.
Ma le incognite non mancano: farmaceutica e semiconduttori restano esposti a ulteriori misure Usa, con il rischio di riverberi sulle catene di fornitura. Per questo Lagarde invita a diversificare: "L’Europa deve rafforzare i suoi legami commerciali con altre giurisdizioni".
Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 agosto 2025, 05:54