Lovaglio chiude all’ipotesi Bpm: "Siamo focalizzati su Mediobanca"
L’ad di Mps nega contatti con Piazza Meda. Messina (Intesa): in Europa necessario ulteriore consolidamento

"Siamo pienamente focalizzati sull’integrazione con Mediobanca e non c’è altro sul tavolo". Luigi Lovaglio smentisce le indiscrezioni di mercato che ipotizzavano imminenti abboccamenti con Piazza Meda per studiare una possibile fusione con Banco Bpm. A margine della relazione annuale di Bankitalia, l’ad di Mps conferma che a Siena c’è spazio solo per l’esecuzione del piano industriale con Piazzetta Cuccia. Ma le parole dell’ad non bastano a raffreddare il mercato, che continua a scommettere sulla prossima tappa del risiko bancario italiano. Per ora, però, a Rocca Salimbeni la priorità resta una sola: portare a termine il progetto Mediobanca. Un’operazione che punta a generare 700 milioni di euro di sinergie e che coinvolge già otto cantieri operativi, oltre 50 progetti e più di 300 persone al lavoro sull’integrazione.
La road map illustrata agli analisti prevede entro la fine di giugno un doppio passaggio chiave nei consigli di amministrazione: il deconsolidamento delle attività di investment banking e private banking di Piazzetta Cuccia nella nuova Mediobanca Spa controllata dal Monte e la fusione delle reti retail e affluent di Mediobanca Premier e Widiba.
Le dichiarazioni di Lovaglio non frenano le forti speculazioni su un possibile matrimonio con Banco Bpm, alimentate anche dallo stesso ad di Montepaschi che, solo pochi giorni fa, aveva osservato che "tutte le strade portano a Siena", frase interpretata dagli investitori come un possibile segnale di apertura verso nuovi consolidamenti.
Gli analisti, infatti, continuano a vedere una logica industriale nell’eventuale aggregazione tra Siena e Piazza Meda. Secondo Kepler Cheuvreux, un’operazione tra Mps e Banco Bpm potrebbe generare circa un miliardo di euro di sinergie, di cui 700 milioni di riduzione dei costi. Ma nel breve periodo il dossier rischierebbe di trasformarsi in un "incubo organizzativo", proprio perché il Monte è già impegnato nella delicata integrazione di Mediobanca. Sul consolidamento del sistema bancario è intervenuto anche il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. "Mi sembra che ci sia la necessità di un consolidamento ulteriore, prima di tutto in Europa – ha detto – Questo però ha delle difficoltà oggettive nei sovranismi, nella difesa delle diverse banche nel territorio".
In questo scenario dinamico si muove con attenzione anche Bper, finita sotto i riflettori dopo che il colosso JP Morgan è salito oltre il 10% potenziale nel suo capitale; una mossa che l’ad Gianni Franco Papa ha liquidato cautamente come una pura operazione finanziaria, ricordando che l’istituto emiliano è oggi concentratissimo sull’integrazione della Popolare di Sondrio ma resta vigile sulle evoluzioni del mercato. "Siamo belli e attraenti", ha aggiunto il presidente Fabio Cerchiai.
Ultimo aggiornamento: Sabato 30 maggio 2026, 05:32