Bollette, la guida di Edison: "Vanno cambiate le abitudini"
"CI SONO i presupposti per un consolidamento del mercato e ci vogliono spalle larghe e grosse per affrontare i marosi...

"CI SONO i presupposti per un consolidamento del mercato e ci vogliono spalle larghe e grosse per affrontare i marosi della tempesta che sta arrivando". Queste le parole di Massimo Quaglini, ad di Edison Energia, nel commentare l’evoluzione del settore energetico in Italia, che ad oggi conta più di 700 operatori, mentre le bollette per famiglie e impresa lievitano.
Quaglini, cosa intende nel concreto per "spalle larghe"?
"Significa capacità finanziaria e gestione del rischio. Oggi il cliente chiede stabilità: oltre il 70% della nostra clientela richiede contratti a prezzo fisso. Offrire un prezzo fisso nel medio-lungo termine richiede coperture finanziarie strutturate. Bisogna considerare che il rischio di queste coperture ricade interamente sull’operatore, non sul consumatore".
In cosa consiste questo rischio?
"Se un cliente fa un contratto di tre anni e dopo sei mesi decide di cambiare fornitore perché i prezzi di mercato sono scesi, l’operatore deve smontare la copertura finanziaria fatta per tre anni e vendere in perdita. Inoltre, con i prezzi attuali del gas e della luce, il fatturato si gonfia e raddoppia il capitale circolante, ma non si gonfia l’utile. Un piccolo operatore rischia di andare in sofferenza; noi, avendo dimensioni solide, 3 milioni di contratti (l’obiettivo al 2030 è raggiungere i 4 milioni) e 1.100 negozi sul territorio, riusciamo a gestire questa complessità".
Un aspetto centrale del vostro approccio è la responsabilizzazione del cliente. Perché la consapevolezza del consumatore è cruciale anche per un operatore?
"Perché la bolletta non deve più essere considerata un mero costo passivo, come eravamo abituati in passato, quando bastava premere un interruttore senza curarsi della spesa. Oggi la gestione dell’energia va trattata come un vero e proprio reparto produttivo, sia per le aziende che per le famiglie".
Quindi puntate a spiegare ai clienti come consumare meno?
"Sì, anche se può sembrare paradossale per chi vende energia. Ma per noi l’obiettivo è costruire una partnership. Oggi utilizziamo anche strumenti avanzati, come il monitoraggio tramite intelligenza artificiale, per far capire ai clienti come e dove consumano. La regola d’oro è che il miglior risparmio sta nella riduzione dei consumi".
Si tratta dunque di una trasformazione culturale che parte dal basso?
"Assolutamente sì. Tutti i grandi cambiamenti partono dal basso: si crea una “snow ball“ (una palla di neve) che poi si ingrandisce quando inizia a rotolare, ma l’operatore ha il compito di fornire gli strumenti e gli incentivi per avviarla. Invece di rincorrere la concorrenza con sconti da pochi euro che disorientano solo, proponiamo un approccio a tutto tondo che punta al cambio duraturo delle abitudini".
A proposito di "snow ball", qual è la situazione in vista del prossimo inverno e quali sono le prospettive sui prezzi?
"Oggi non abbiamo un problema di approvvigionamento, la disponibilità di materia prima c’è grazie agli investimenti strategici fatti sul gas naturale liquefatto in Qatar, Egitto, Stati Uniti e Australia. Il tema rimane quello del prezzo. Se guardiamo indietro, l’aumento era già iniziato a fine 2021, ben prima del conflitto in Ucraina. Con l’avvio della transizione energetica, gli investimenti nell’estrazione tradizionale di gas e petrolio erano crollati per concentrare tutto sulle rinnovabili, creando uno sfasamento tra domanda e offerta. Guardando le curve forward, ci vorrà probabilmente ancora un anno per uscire del tutto da queste sabbie mobili, ma la rotta verso la stabilizzazione è tracciata".
A proposito di investimenti ed efficienza energetica, quali sono i piani di crescita di Edison Energia, anche dopo le recenti acquisizioni (come Gruppo Energia, IES Solare ed Energy Solutions)?
"Proseguiamo con forza nel nostro piano di sviluppo. Con le acquisizioni recenti abbiamo coperto gran parte del Centro-Nord, ci stiamo guardando attorno per individuare operatori simili anche in altre Regioni".
In questo scenario di transizione, che ruolo giocherà il nucleare?
"Sarà uno strumento fondamentale per accompagnare l’industria, stabilizzare i costi, garantire la continuità della fornitura e mitigare la variabilità della produzione da fonti rinnovabili. Sui tempi di realizzazione c’è ancora una visibilità ridotta, ma riscontriamo un forte interesse da parte dei grandi consumatori industriali".
Jessica Castagliuolo
Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 ottobre 2026, 06:00