Energia, acqua e ambiente: le risposte di Plures
"SIAMO nati da un’idea: che stare insieme sia un valore. E restiamo convinti che l’integrazione fra servizi diversi sia la...

"SIAMO nati da un’idea: che stare insieme sia un valore. E restiamo convinti che l’integrazione fra servizi diversi sia la chiave per rafforzarci, come ci dimostrano i parametri che ci hanno recentemente assegnato le società di rating". Lorenzo Perra, presidente di Plures, fa il punto sulla multiutility toscana dei servizi pubblici locali, nata dalla fusione per incorporazione di Alia Servizi Ambientali, Publiservizi, Consiag e Acqua Toscana, con partecipazioni strategiche nei più importanti operatori del territorio: Publiacqua (58%), Acque (19%), Toscana Energia (31%) ed Estra (40%). Una realtà che attende di capire quale sarà il futuro assetto di Publiacqua, alla luce delle scelte politiche sull’acqua pubblica.
Presidente Perra, a che punto è la multiutility? "Siamo all’interno del percorso tracciato dal piano industriale 2025-2029. Questo è stato a sua volta oggetto di giudizio da parte di due distinte società di rating: S&P ci ha assegnato la tripla B, Fitch BBB- a sottolineare l’alta affidabilità che ci viene riconosciuta. Fra le ultime novità strategiche, il nostro ingresso nell’eolico con l’acquisizione di Eolica PM Srl da Alerion Clean Power, con un parco eolico operativo da 51,75 MW, a Morcone e Pontelandolfo, in Campania".
Quali sono le caratteristiche del piano industriale?
"Parliamo di 2,5 miliardi di euro di investimenti in 5 anni. Per la prima volta, in Toscana, cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni avranno a disposizione un interlocutore unico e integrato per la gestione dei servizi ambientali, idrici ed energetici. Dalla nascita del nuovo soggetto, nel 2022, il valore della multiutility (in termini di Equity Value) è passato da poco più di 1 miliardo a 1,2 miliardi di euro. Entro il 2029 il piano prevede di raggiungere 1,8 miliardi grazie alla crescita dell’Ebitda (su base pro forma dai circa 400 milioni nel 2024 a 648 milioni nel 2029) e alla solidità finanziaria. Solo sul fronte rifiuti, entro il 2029 Alia Multiutility aumenterà la propria capacità di trattamento interna dal 74% all’93%, passando da 593mila a 760mila tonnellate".
Impianti e rifiuti: ne sono stati realizzati per il recupero di singoli materiali, ma non per l’indifferenziato. Come affrontare il problema?
"Gli impianti realizzati e in fase di costruzione sono molti, da quello pratese per il tessile a quello per i Raee, in fase di autorizzazione a San Donnino (Campi Bisenzio), dall’ex area del Dano di Pistoia per la carta, agli impianti di Montespertoli e Peccioli per il biogas. È vero che sull’indifferenziato non abbiamo ancora una risposta: non cerchiamo alibi, siamo impegnati a trovare la miglior soluzione possibile. Però oggi si tratta di un tema residuale rispetto ad anni fa. La raccolta differenziata ha infatti raggiunto il 67% del totale, a livello di ambito".
Quale impatto avranno gli impianti ora in realizzazione?
"Una volta completata la riorganizzazione delle raccolte e realizzati gli impianti avremo uno spostamento dai costi operativi ai costi di capitale e la tariffa si stabilizzerà".
Diversi comuni stanno passando alla tariffa corrispettiva: a che punto siete?
"Il passaggio alla Taric dipende da una decisione della singole amministrazioni ma, nei cinque anni del piano, la renderemo possibile in tutti i territori. Abbiamo comunque già registrato adesioni importanti, con 259.627 utenze Taric nel 2026, pari a oltre 500mila cittadini".
Quali saranno le conseguenze?
"Per noi non cambia l’aspetto economico: prima ogni mese fatturavamo ai Comuni, ora ogni tre mesi fattureremo agli utenti. È però un percorso qualificante perché induce a un incremento importante della differenziata, sia per qualità che per quantità".
Acqua pubblica: si va verso la società in house. Che impatto può avere sulla multiutility?
"L’acqua pubblica non esclude il percorso multiutility. Rimossa la quotazione in borsa andranno esplorati vari elementi tecnici. Tutto si può fare, ma sono scelte dei soci. Noi possiamo solo ribadire quello che ci dicono le stesse agenzie di rating: la volatilità del rischio diminuisce con l’aumento della varietà. Più settori ci sono meglio è. E l’acqua è sicuramente strategica".
Ultimo aggiornamento: Lunedì 15 dicembre 2025, 05:50