Verso la Manovra, il Pil concede margini: flat tax per i neoassunti
Giorgia Meloni ha fissato la linea: “Continueremo nella direzione intrapresa”, concentrando gli interventi su salari e potere d’acquisto, imprese, famiglia, natalità e salute

Roma, 1 ottobre 2026 – La crescita tiene meglio del previsto, ma non abbastanza da trasformare la prossima manovra in una legge di bilancio senza vincoli. Giorgia Meloni ha fissato la linea: “Continueremo nella direzione intrapresa”, concentrando gli interventi su salari e potere d’acquisto, imprese, famiglia, natalità e salute. Dietro questa formula c’è però il lavoro più difficile di Giancarlo Giorgetti: trasformare una congiuntura migliore delle attese in margini permanenti, senza perdere il controllo del deficit proprio dopo la mancata uscita anticipata dalla procedura europea.
La crescita del Pil
Le ultime previsioni hanno migliorato il quadro: l’Ocse vede il Pil italiano a +0,9% nel 2026, Fitch all’1% e Moody’s allo 0,8%. La crescita superiore alle stime prudenziali del governo migliora il denominatore dei rapporti di finanza pubblica e può produrre qualche entrata aggiuntiva, ma non genera automaticamente un tesoretto.
Ma cresce l’inflazione
Anzi, il dato che entra adesso nel cantiere della manovra è l’inflazione: a settembre è balzata al 4,2%. Il governo deve quindi sostenere redditi e competitività senza consumare in interventi temporanei lo spazio destinato alle misure strutturali. Il passaggio decisivo sarà il nuovo Documento programmatico di finanza pubblica, atteso nei primi giorni di ottobre: Giorgetti dovrà aggiornare crescita, tassi, materie prime, deficit e traiettoria della spesa. Solo allora emergerà la dimensione effettiva della manovra.
Irpef al 33% fino 60mila euro
Il perimetro più definito è quello fiscale. La priorità è estendere fino a 60mila euro l’aliquota Irpef del 33%, oggi fermata a 50mila. È il principale intervento sul ceto medio indicato dal Mef e dal viceministro Maurizio Leo. Meloni ha già annunciato la conferma della tassazione agevolata al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, misura che il governo considera uno strumento per sostenere i salari senza caricare interamente il costo sulle imprese.
Flat tax per i giovani neossunti
Nel pacchetto fiscale entrano anche una flat tax per i giovani neoassunti, accompagnata da incentivi ai datori di lavoro, e la cedolare secca sugli affitti commerciali. Più complessa la stabilizzazione del taglio del bollo auto, finanziato per ora soltanto per il 2027: renderlo permanente richiederà nuove coperture.
Caro carburanti
Il nuovo metodo seguito sui carburanti entra indirettamente nella manovra. Dopo Eni, anche Socar-Ip e Q8 (e presto forse anche Tamoil) hanno adottato tetti volontari ai prezzi. Se il meccanismo riuscirà a frenare i listini, Palazzo Chigi potrà evitare di rifinanziare sconti generalizzati sulle accise, già costati quasi tre miliardi, e concentrare le risorse. Parallelamente Roma cerca spazio europeo per energia e difesa. La flessibilità richiesta non è denaro di Bruxelles da utilizzare per ridurre l’Irpef, ma maggiore margine di deficit per investimenti ammissibili, capace però di alleggerire indirettamente il bilancio ordinario. La permanenza nella procedura per deficit eccessivo rende l’operazione più delicata e spiega la prudenza di Giorgetti.
Aiuti alle famiglie
Il capitolo famiglia entra intanto direttamente nella trattativa. A Palazzo Chigi Alfredo Mantovano, Giorgetti, Eugenia Roccella e Alessandra Locatelli hanno incontrato il network Ditelo sui tetti e il Forum delle Associazioni familiari, nel quinto confronto dal 2022. Le organizzazioni chiedono più sostegno alle giovani coppie e alle famiglie numerose, una nuova revisione dell’Isee, maggiore detassazione del welfare aziendale, tutela dei caregiver e sostegno alla libertà educativa. Mantovano ha assicurato che le proposte entreranno nella valutazione della manovra, “nei limiti delle risorse disponibili”. Ed è questa la formula che meglio descrive la Manovra: la crescita consente qualche margine in più, la politica moltiplica le priorità, ma Meloni e Giorgetti dovranno decidere quali trasformare in misure permanenti e quali scartare.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 1 ottobre 2026, 05:01

