Mercati, l’Ue accentra i controlli: Borsa Italiana verso l’Esma, Carlo Comporti presidente
L’Ecofin trova l’intesa sul pacchetto per la supervisione dei mercati: le piattaforme sotto controllo diretto dell’Esma scendono da 12 a 8, alla Consob resterebbero abusi di mercato e manipolazioni. Ora il negoziato con il Parlamento europeo

Bruxelles, 9 ottobre 2026 – I ministri delle Finanze dell’Ue hanno raggiunto all’Ecofin l’accordo sul pacchetto per l’integrazione e la supervisione dei mercati dei capitali. Al centro della riforma c’è il rafforzamento dell’Esma, l’autorità europea di vigilanza con sede a Parigi, che assumerebbe il controllo diretto di alcune delle principali infrastrutture di mercato e dei maggiori operatori transfrontalieri, finora sottoposti alle autorità nazionali. La vigilanza europea resta limitata agli operatori di maggiori dimensioni e alle attività più rilevanti a livello transfrontaliero, senza esautorare le autorità nazionali.
Tra i gruppi interessati c’è Euronext, di cui fa parte Borsa Italiana. Per l’Italia la riforma comporterebbe il trasferimento all’Esma della vigilanza prudenziale e organizzativa su Borsa Italiana, oggi esercitata dalla Consob. All’autorità italiana continuerebbero a spettare i controlli sugli abusi di mercato e sulle manipolazioni, oltre agli interventi cautelari sulle negoziazioni.
Perimetro ridotto
Rispetto alla proposta originaria della Commissione, il Consiglio ha ristretto l’ambito della supervisione europea. Le piattaforme di negoziazione destinate alla vigilanza diretta dell’Esma scendono da dodici a otto, selezionate in base alla quota di mercato e all’attività transfrontaliera. Restano fuori quattro gruppi: le tedesche Deutsche Boerse e Tradegate, lo svizzero Six (che comprende la spagnola Bolsa Madrid e Aquis) e Tradition, presente in Francia e Spagna. Il ridimensionamento riguarda anche i fornitori di servizi sulle criptovalute: la Commissione li voleva tutti sotto l’Esma, dopo l’intesa saranno una decina. Dopo due anni la Commissione dovrà riesaminare le soglie stabilite per verificarne l’adeguatezza.
La governance
L’accordo prevede un nuovo comitato esecutivo, incaricato delle decisioni sugli operatori direttamente vigilati. Il consiglio che riunisce le autorità nazionali manterrà invece competenze su strategie, bilanci e coordinamento della supervisione.
Il percorso
Il compromesso è arrivato dopo settimane di trattative sul grado di centralizzazione, con il sostegno di 25 Paesi e l’astensione del Belgio. L’intesa definisce la posizione preliminare del Consiglio e dovrà ora essere negoziata con il Parlamento europeo. "Il testo giuridico sarà ora finalizzato per rispecchiare l’intesa raggiunta e sarà poi formalmente approvato in una prossima riunione del Consiglio”, ha spiegato il ministro irlandese Simon Harris per la presidenza. “Spero che, col tempo, la decisione presa oggi possa essere considerata una tappa fondamentale per l’Unione europea e per la nostra economia”, ha aggiunto.
Più netta la commissaria Ue ai Servizi finanziari, Maria Luis Albuquerque: “L’ambizione generale del pacchetto è notevolmente inferiore a quanto sarebbe necessario per creare un mercato dei capitali realmente integrato”. L’accordo di oggi, ha detto, “non è la fine del processo”, e si conta sul fatto che il Parlamento europeo sia più ambizioso.

Il nuovo presidente
Il Consiglio Ue ha inoltre formalizzato la nomina dell’italiano Carlo Comporti a presidente dell’Esma. Assumerà l’incarico il 1° novembre 2026, per un mandato di cinque anni prorogabile una sola volta. Economista ed esperto di regolamentazione finanziaria e mercati mobiliari, Comporti è nato a Siena nel 1966 e si è laureato in Scienze economiche e bancarie all’Università di Siena. È alla Consob dagli anni Novanta, dove ha ricoperto diversi ruoli di responsabilità fino alla nomina a commissario nel febbraio 2022. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di “motivo di orgoglio che un italiano sia alla guida di un’autorità così strategica per i mercati finanziari europei”.
L’Ecofin ha infine concordato di svolgere ulteriori approfondimenti sulla possibilità di introdurre una tassa europea sugli extraprofitti delle aziende energetiche.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 9 ottobre 2026, 19:34