Dalla presa di casa alla strada: fare il pieno costa 1 euro
di Enrico Turati Il risparmio economico è la leva principale che spinge i pendolari urbani a valutare l’abbandono dell’automobile privata. Quando...

di Enrico Turati
Il risparmio economico è la leva principale che spinge i pendolari urbani a valutare l’abbandono dell’automobile privata. Quando si confrontano le opzioni della mobilità elettrica leggera — monopattini, biciclette a pedalata assistita (e-bike) e ciclomotori elettrici — la differenza rispetto ai costi di rifornimento di un motore termico appare immediata. Un’utilitaria a benzina o gasolio richiede mediamente tra i 10 e i 15 euro per percorrere 100 chilometri nel traffico cittadino. Un veicolo della micromobilità abbatte questa spesa di oltre il 90%, trasformando il tragitto quotidiano in un consumo energetico marginale.
Analizzando i consumi specifici, il monopattino elettrico e la e-bike risultano i mezzi più efficienti in assoluto. Equipaggiati con batterie tra i 300 Wh e i 600 Wh, richiedono circa 0,35 - 0,6 kWh per coprire una distanza di 100 chilometri. Con le attuali tariffe dell’energia elettrica domestica, la spesa energetica si attesta tra i 0,10 e i 0,25 euro ogni 100 km. In termini pratici, un utente che percorre 10 km al giorno per andare e tornare dal lavoro spende meno di 10 euro all’anno di corrente elettrica. Lo scooter elettrico, dotato di motori più potenti (da 2 kW a 4 kW) e batterie più capienti per garantire velocità fino a 45 o 70 km/h, consuma circa 2,5 - 3,5 kWh ogni 100 km, pari a un costo di ricarica di circa 0,70 - 1,00 euro per la stessa distanza.
Oltre al costo dell’energia, è il Quadro Economico Generale (TCO) a determinare la convenienza della transizione. L’acquisto di un monopattino varia tra i 300 e gli 800 euro; una e-bike da città di buona fattura richiede un investimento tra i 1.200 e i 2.500 euro, mentre uno scooter elettrico spazia dai 2.000 ai 4.500 euro potendo contare sul contributo degli Ecobonus statali che coprono fino al 40% del prezzo in caso di rottamazione o tramite i contributi per il retrofit elettrico dei vecchi ciclomotori. A differenza dell’automobile, che accumula spese fisse come la sosta a pagamento e manutenzioni complesse, i mezzi leggeri riducono drasticamente i costi d’usura. Per le biciclette e i monopattini le spese si limitano alla sostituzione periodica di pastiglie freno e pneumatici, con un impatto stimato in pochi decenni di euro all’anno.
Un ulteriore elemento favorevole è la flessibilità di ricarica: l’assenza di necessità di colonnine dedicate rappresenta un grande vantaggio pratico. La quasi totalità di e-bike, monopattini e scooter di ultima generazione utilizza batterie estraibili al litio che possono essere collegate a qualsiasi presa domestica o dell’ufficio, ricaricandosi completamente in un lasso di tempo compreso tra le 3 e le 6 ore. Dal punto di vista dell’affidabilità, la tecnologia attuale assicura tra gli 800 e i 1.000 cicli completi di ricarica prima di un decadimento della capacità, garantendo oltre 30.000 km di percorrenza utile.
Eliminando i costi di rifornimento, i ticket dei parcheggi e i tagliandi, la sostituzione della seconda auto di famiglia con un mezzo elettrico leggero permette un risparmio netto annuo che varia tra i 2.000 e i 3.000 euro, ammortizzando il costo del veicolo elettrico già entro i primi dodici mesi di utilizzo.
Ultimo aggiornamento: Sabato 3 ottobre 2026, 07:02