Salone Nautico. Edizione da record tra superyacht e anteprime
È una fotografia ad alta definizione, di quelle che hanno il potere di rivelare anche quello che le parole, da...
È una fotografia ad alta definizione, di quelle che hanno il potere di rivelare anche quello che le parole, da sole, non saprebbero mostrare. E poco male se al posto dei pixel ci sono cifre: comunque permettono di avere una visione a grandangolo della nautica da diporto. Che è poi quello che conta in questo inizio d’autunno impreziosito dalla coincidenza con il Salone di Genova – fino amartedì 6 ottobre – , evento topico del settore preceduto non a caso dall’appuntamento ’Boating Economic Forecast’ dedicato alla nuova analisi di mercato realizzata dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica diretto da Stefano Pagani Isnardi in partnership con Fondazione Edison.
Ed ecco i focus più importanti, fondamentali per avere un’idea attendibile sullo stato di salute della filiera. Che peraltro sembra buono, seppure in un quadro che rivela una certa disomogeneità tra la nautica di alta gamma e quella piccola. Un dato su tutti: il 2025 ha fatto registrare un nuovo record di fatturato dell’industria italiana in questo comparto (unità da diporto, accessori e motori) calcolato in 8,72 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Cresce anche l’occupazione se è vero che gli addetti effettivi sono saliti a 32.420 con un lusinghiero +3% rispetto al 2024 (considerando l’intera filiera si arriva a circa 170mila) e si conferma il significativo contributo della nautica al PIL italiano pari a 7,51 miliardi di euro, ovvero al 3,32 per mille dello stesso Prodotto Interno Lordo.
Certo, bisogna leggere anche al di là dei numeri e dei record. In questo senso, è marcata la differenza tra i diversi segmenti del comparto. Pura evidenza: la produzione nazionale che riguarda la cantieristica e le forniture destinate all’equipaggiamento dei superyacht ha raggiunto l’anno scorso i 5,7 miliardi di euro (+0,5%) mentre sono continuate, per il secondo anno consecutivo, la sofferenza dei settori maggiormente legati alla piccola nautica (unità fuoribordo, unità pneumatiche e vela), per intenderci quelli che risentono maggiormente delle incertezze e delle difficoltà globalmente subite dalla classe media, come ha del resto ricordato lo stesso presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti.
Decisiva la voce ’esportazioni’ che continua a rivelarsi come uno dei principali fattori distintivi della nautica tricolore. In effett, nel 2025 la quota di export della cantieristica ha raggiunto il 90% per un controvalore – ennesimo record – di 4,4 miliardi di euro (+2,6% nel confronto con il 2024) aggiudicandosi una fetta significativa dell’export mondiale (pari al 21,3%) grazie al segmento dei superyachts che vede l’Italia come primo Paese al mondo per numero di ordini, con 568 unità, pari al 52% del totale globale. Curiosità non irrilevante ma anzi caratterizzante dell’industria nautica italiana: quasi il 90% del fatturato della cantieristica è concentrato in cinque poli territoriali con l’Alto Mediterraneo. E non sorprende che abbia il proprio baricentro a Genova.
Proprio in questa prestigiosa cornice, il quotidiano QN Quotidiano Nazionale ha rinnovato il proprio impegno a supporto dell’eccellenza marittima italiana promosso nell’ambito delle iniziative editoriali dedicate ai distretti produttivi. Nella suggestiva ambientazione del Teatro del Mare si è tenuta la seconda edizione del convegno QN Distretti Nautica, guidato e moderato da Sandro Neri, responsabile di QN Economia. Il forum ha approfondito il presente e il futuro del comparto attraverso la ricerca scientifica, l’internazionalizzazione delle imprese, i materiali d’avanguardia e la sostenibilità.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 5 ottobre 2026, 11:11