MPS, anche Caltagirone boccia le mosse di Lovaglio
Con Delfin e Benetton il fronte del “no” vale oltre il 32%. Il Mef e Bpm verso l'astensione. La presa di Intesa Sanpaolo si fa sempre più stringente. Ok all'aumento di capitale di Unipol. No di Credit Agricole all’offerta di Siena su Bpm

Milano, 8 ottobre 2026 – Era atteso ed è arrivato. Francesco Gaetano Caltagirone ha bocciato la strategia di Luigi Lovaglio, l'ad di MPS che ha promosso la doppia offerta su Banco Bpm (primo socio la francese Credit Agricole con una quota che sfiora il 30%) e Banca Generali (controllata dalle Generali) oltre a un dividendo straordinario in azioni del Leone di Trieste. In dettaglio questa mattina, FGC, la holding del costruttore ed editore romano - già in netta contrapposizione col banchiere che sta gestendo, dopo averla risanata, la banca di Siena - ha detto “NO” alle proposte avanzata dallo stesso Lovaglio.
Il consiglio della finanziaria capitolina ha “recepito integralmente le valutazioni del comitato degli amministratori indipendenti coadiuvato dal parere del professore Giovanni Fiori e ha deliberato all'unanimità di dare voto contrario a tutti e 5 i punti dell'ordine del giorno" della prossima assemblea, prevista per fine mese, di Mps. Il cda di FGC ha inoltre disposto che le valutazioni, "unitamente al parere e alle determinazioni assunte nella presente sede, siano portate a conoscenza delle società direttamente e indirettamente controllate, affinché possano tenerne conto nelle rispettive valutazioni di competenza, ferma restando la piena autonomia deliberativa di ciascuna entità".
Con questa valutazione formale il fronte dei soci contrari alle mosse del banker lucano sale sopra il 32% visto che si erano già espessi a favore dell'adesione dell'opas promossa da Intesa Sanpaolo sull'istituto toscano, sia Delfin (17,6%), la holding della famiglia Del Vecchio che controlla Essilux, sia la Edizione dei Benetton (1,45%). Se queste resteranno le percentuali si sale appunto al 32,54%: una percentuale che di fatto blocca in automatico l'assise. Tanto più se si sottrae dal totale dei votanti (e dei presenti) sia il MEF (4,86%) sia il Banco Bpm (3,74%) oggetto di ops targata Mps. Con Lovaglio si dovrebbero schierare i soci che finora lo avevano sostenuto, ovvero le famiglie di imprenditori Girondi (3%) e Tortora (1,2%). E i grandi fondi di investimento internazionale come Blackrock (4,66%) attenderanno le indicazioni dei proxy advisor e quindi restano una incognita.
Questa inversione di rotta si è verificata con la svolta impressa da Intesa Sanpaolo che ha migliorato la propria offerta per il Monte dei Paschi incrementando il valore messo sul piatto con 0,25 euro cash in più e chiedendo di votare “No” alle proposte di Lovaglio.
Intanto, questa mattina il Cda della compagnia assicurativa Unipol ha esercitato la delega, ricevuta lo scorso luglio dall'assemblea, per l'aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro funzionale all'acquisizione di parte della rete di filiali Mps da Intesa Sanpaolo nel caso in cui l'opas della banca milanese senese dovesse andare in porto. Le azioni che il gruppo di Bologna metterà sul mercato saranno offerte a 20,56 euro (da imputarsi, per 4,69 euro a capitale e, per la parte restante, a sovrapprezzo, con emissione di massime 121.582.320 nuove azioni, da offrire in opzione agli azionisti nel rapporto di 10 nuove azioni ogni 59 azioni Unipol detenute). La compagnia presieduta da Carlo Cimbri ha ribadito che le principali cooperative azioniste del patto di sindacato, detentrici di una partecipazione complessiva del 50,27% hanno assunto impegni irrevocabili per la sottoscrizione integrale delle nuove azioni spettanti.
E pure i francesi di Credit Agricole gelano Mps, spiegando per la prima volta in chiaro che non porteranno le loro azioni di Banco Bpm in dote all’eventuale scalata messa a punto da Luigi Lovaglio su Piazza Meda (che dovrà passare al vaglio dei soci senesi il prossimo 29 ottobre). “Abbiamo deciso” di non conferire le azioni, spiega l’amministratore delegato di Credit Agricole, Olivier Gavalda, riporta Bloomberg, durante una conferenza stampa a Francoforte.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 ottobre 2026, 16:05
