Mps, il giorno delle decisioni. Intesa Sanpaolo: il prezzo è giusto
Siena riunisce il cda per pronunciarsi sulle due offerte sul tavolo, messaggi incrociati fra i due contendenti. Castagna (Banco Bpm) insiste: "Al mercato l’ultima parola". Le carte ai raggi X degli advisor

Milano, 16 luglio 2026 – È il giorno di Mps: il cda dell’istituto di Siena dovrà fare le prime valutazioni sulle proposte arrivate da Intesa Sanpaolo e Banco Bpm. Intanto, i due contendenti lanciano messaggi incrociati in vista della riunione del board. A scandire i tempi della partita è il ceo di Intesa, Carlo Messina, che, parlando a margine dell’assemblea dell’Abi, fissa anche alcuni paletti. "La nostra è un’operazione trasparente, chiara, lanciata sul mercato, rivolta agli azionisti di Montepaschi". Nessun arretramento, dunque, di fronte all’ipotesi di contromosse di Siena o di Banco Bpm. Ma anche nessuna disponibilità a entrare in un’asta al rialzo. "Credo che la valutazione incorpori un buon premio per Montepaschi. Poi, per carità, ognuno può pensare di avere i gioielli e di poterli vendere al miglior prezzo, ma c’è un prezzo finale oltre il quale non si va", avverte Messina.
Un messaggio diretto agli azionisti di Mps e, inevitabilmente, al consiglio di amministrazione in programma per oggi. Per il numero uno di Intesa, la valutazione offerta è "totalmente fair" rispetto al valore attuale della banca senese. Messina chiama in causa anche i multipli di mercato: il price earning di Mps, sostiene, è ormai paragonabile a quello di Morgan Stanley e Goldman Sachs e non avrebbe confronti con altre banche europee. In sostanza, il rilancio di Montepaschi è già ampiamente incorporato nel prezzo. E se l’operazione andrà in porto, assicura il ceo, ci sarà "grande rispetto per i territori e per le persone" della banca.
Considerazioni a cui Messina aggiunge un’ulteriore postilla: "Noi parliamo con gli azionisti" di Mps, a cui l’offerta è destinata, indipendentemente da quelle che saranno le valutazioni del cda. La pressione si sposta così su Siena. Sul tavolo del Cda ci sono due strade profondamente diverse. Da una parte l’Opas di Intesa, un progetto già definito e lanciato sul mercato. Dall’altra la proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm, ancora tutta da costruire nei suoi dettagli operativi ma potenzialmente in grado di offrire a Mps un percorso alternativo.
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Ed è proprio il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, a inserire nel risiko un altro elemento: il disimpegno dello Stato. Il banchiere interpreta positivamente le dichiarazioni del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sull’uscita dal perimetro di Mps: "Il governo ha fatto la sua parte, ha avuto un ruolo importantissimo nel risanamento e nel boom che ha avuto Monte Paschi e ora considera esaurito il suo ruolo", spiega Castagna. "Ora al parla al mercato".
Oggi, dunque, il cda di Mps dovrà cominciare a scoprire le carte. Non è detto che arrivi già una scelta definitiva. Gli advisor stanno ancora passando ai raggi X le proposte e il percorso dell’Opas di Intesa è destinato a proseguire nei prossimi mesi. Ma dal consiglio è atteso almeno un primo orientamento sulla solidità industriale e finanziaria delle alternative.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 luglio 2026, 08:17
