Mps-Mediobanca, sì alla fusione. Concambio fissato a 2,45 azioni
Si attende l’ok delle assemblee straordinarie. I cda: operazione conclusa entro la fine del 2026

di Achille Perego
La grande attesa ieri era per il via libera – arrivato – dei cda di Mps e Mediobanca, riuniti a Siena e a Milano, al progetto di fusione tra i due istituti e soprattutto per il concambio azionario. Per la fusione, che porterà la banca d’affari fondata da Enrico Cuccia a lasciare dopo settant’anni Piazza Affari per essere incorporata nel Monte dei Paschi, i consigli hanno quindi annunciato in tarda serata di avere stabilito un concambio di 2,45 azioni del Monte per ogni titolo di Piazzetta Cuccia.
Un valore più alto rispetto al 2,2 stimato dal mercato e al 2,3 dell’Ops, e quindi più generoso verso i soci di Mediobanca, e che vedrà alla fine la Delfin (Del Vecchio) possedere il 16,1% del capitale del nuovo gruppo, Caltagirone il 9,4%, Blackrock il 4,6%, il Mef il 4,5%, Banco Bpm il 3,4% e il 62% di flottante. La decisione è giunta al termine di una seduta di Borsa che aveva visto Mediobanca salire del 5,04% a 16,16 euro e Mps del 4,95% a 7,39 per una valorizzazione di 2,185 azioni Mps.
La conclusione operativa dell’integrazione, spiega una nota, è prevista entro fine anno e la fusione dovrà essere sottoposta al voto delle assemblee straordinarie il 15 aprile. Dopo la fusione Mediobanca verrà ricostituita al suo interno, come controllata al 100%, con in pancia le attività di corporate e investment banking e quelle di private banking di fascia alta, oltre alla quota del 13,2% di Generali, cruciale per gli assetti di controllo di Trieste, mentre Mps assorbirà il credito al consumo di Compass e le reti di promotori di Mediobanca Premier.
La fusione, coerente con il piano industriale al 2030 approvato a febbraio da Mps e presentato dall’ad Luigi Lovaglio – poi escluso dalla lista di maggioranza per il cda – agevolerà il conseguimento dei 700 milioni di sinergie annunciati al mercato per distribuire 16 miliardi ai soci in cinque anni. Le modalità in cui si articolerà la fusione con l’obiettivo "di creare un unico gruppo bancario integrato, preservando al contempo le identità, i brand e le aree di eccellenza delle due istituzioni e delle relative risorse professionali" saranno però definite dal nuovo ad di Mediobanca, Melzi d’Eril, con il futuro ad del Monte, incarico per il quale il cda di Siena ha indicato una terna (Carlo Vivaldi, Corrado Passera e Fabrizio Palermo, sul quale maggiormente scommette il mercato) su cui l’assemblea sarà chiamata a esprimersi.
Infine, eventuali interventi sul piano dovranno comunque misurarsi con le indicazioni della Bce, che non vuole ricadute sul progetto di integrazione da un cambio al vertice. Il cda del Monte starebbe intanto mettendo a punto per oggi la sua risposta alla lettera con cui la vigilanza ha chiesto che i futuri consiglieri dispongano di autonomia di giudizio (independence of mind), che deve essere "chiara" per quanto riguarda l’ad al quale sarà richiesta anche una "rilevante esperienza bancaria".
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 11 marzo 2026, 05:02