Mps rinnova la fiducia a Lovaglio: "Presto sinergie con Mediobanca"
Piazzetta Cuccia si accorda con Nagel e Vinci per la risoluzione dei rapporti di lavoro: cinque milioni a testa

Montepaschi conferma la sua fiducia nell’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Dopo un’istruttoria approfondita, il consiglio di amministrazione ha deliberato all’unanimità il rinnovo del mandato, sottolineando i requisiti di correttezza degli esponenti bancari. Una decisione che arriva in un momento cruciale, segnato dalle prime concrete mosse verso l’aggregazione con Mediobanca. Non c’è tempo da perdere a Siena: il board di Mps parla di gruppi di lavoro "a pieno regime", impegnati a individuare sinergie industriali e accelerare la crescita. L’obiettivo dichiarato è creare valore rapidamente, facendo leva sulle competenze di entrambe le banche. La sfida è delicata, ma il cda è convinto che Lovaglio possa continuare a guidare il percorso con continuità e autorevolezza, nonostante l’avviso di garanzia ricevuto nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano.
Lunedì scorso l’assemblea straordinaria di Piazzetta Cuccia, della quale Mps detiene l’86,3%, ha approvato la modifica dello statuto per adeguare il calendario finanziario a quello della controllante. Da gennaio 2026, pertanto, l’esercizio terminerà il 31 dicembre e non più il 30 giugno. Inoltre è stato cambiato l’articolo statutario per includere Mediobanca nel Gruppo Montepaschi. Si tratta di passaggi tecnici che saranno seguiti da altre tappe nel percorso per integrare i due istituti, con Mediobanca che rimarrà quotata e senza che sia prevista una fusione. I cantieri di lavoro sono già partiti ma non è ancora chiara quale sarà l’architettura del gruppo. Lovaglio dovrà presentare la nuova strategia alla Bce entro l’inizio di marzo, poi si vedrà se sarà lui a realizzarla, dato che la prossima primavera c’è da rinnovare il cda di Mps.
Sul fronte di Piazzetta Cuccia, la strategia assume toni meno istituzionali e più pragmatici. Mediobanca ha raggiunto un accordo per la risoluzione dei rapporti di lavoro dei vertici storici: Alberto Nagel, ex ad, e Francesco Saverio Vinci, direttore generale. A ciascuno vanno cifre milionarie: 4,3 milioni lordi a Nagel e 4,625 milioni a Vinci, a cui si aggiungono pacchetti per impegni di non concorrenza e non sollecitazione, rispettivamente 700 mila e 375 mila euro.
Intanto ieri Mps ha chiuso ancora debole in Borsa ma ha limitato le perdite (-0,6% a 7,59 euro), mentre ha fatto peggio Mediobanca (-1,84% a 16,26 euro) per i diversi giudizi arrivati da Barclays. La banca inglese, infatti, ha aumentato il target price di Montepaschi da 7,8 a 8,2 euro mantenendo il giudizio ‘equal weight’. Ha invece tagliato il prezzo obiettivo di Mediobanca da 17,9 a 17,5 euro.
Ultimo aggiornamento: Sabato 6 dicembre 2025, 05:33