Mps verso la fusione con Mediobanca. I profitti 2025 volano a 3 miliardi
Siena accelera sulla piena integrazione. Ai soci 2,6 miliardi, il 27 febbraio la presentazione del piano .

Mps chiude un 2025 da record. L’utile vola a 3 miliardi, grazie all’apporto dei conti di Mediobanca nell’ultimo trimestre e il board stacca un assegno da 2,6 miliardi agli azionisti. Un colpo d’occhio che conferma come la banca senese stia accelerando verso la "piena integrazione" di Piazzetta Cuccia, in linea con la strategia dell’Opas e con la volontà di massimizzare le sinergie industriali promesse al mercato. Il nuovo piano industriale sarà approvato il 26 febbraio e presentato al mercato il giorno successivo, un appuntamento che segna una svolta dopo anni di transizioni.
Sul tavolo resta il nodo del delisting di Mediobanca: l’ad Luigi Lovaglio, tra i principali sponsor, non si sbilancia ma assicura che si sta lavorando per "finalizzare la struttura migliore possibile" per ottenere il massimo dalle sinergie, senza compromettere la legal entity della controllata, che continuerà a concentrarsi su corporate & investment banking e private banking di fascia alta. Lovaglio conferma inoltre la solidità dell’obiettivo di sinergie, con la certezza di raggiungere – e forse superare – i 700 milioni a regime.
Nel frattempo, i conti relativi al solo Montepaschi mostrano ricavi a 4,07 miliardi (+1%), con le commissioni e il trading che compensano il calo del margine di interesse, costi controllati (+0,8%) e rettifiche su crediti in calo del 20%. L’utile sale del 41% a 2,75 miliardi grazie a oltre un miliardo di benefici legati alle Dta, più che raddoppiati sul 2024. Il consolidamento di Mediobanca porta i ricavi complessivi a 4,96 miliardi, i costi a 2,65 miliardi e l’utile a 3,04 miliardi, che scende a 2,72 miliardi dopo l’allocazione del prezzo d’acquisizione. Confermata la cedola a 0,86 euro per azione, con rendimento del 10%, mentre il Cet1 si mantiene robusto al 16,2%, 720 punti base sopra il minimo richiesto dalla Bce.
Per Lovaglio questi conti rappresentano "una pietra miliare" e "un punto di svolta decisivo" nella storia del Monte, dando vita a "una forza competitiva leader" nel sistema bancario italiano. Ieri a Piazza Affari il titolo Mps ha lasciato sul terreno il 3,4% a 8,78 euro, più penalizzata di Mediobanca (-0,4% a 18,95 euro), mentre gli investitori cominciano a ipotizzare il concambio e un possibile delisting della controllata.
Tra le opzioni di Siena c’è l’acquisto dell’ultimo 13,6% di Mediobanca non ancora in suo possesso, tramite un’offerta volontaria, con un costo di Borsa di 2,1 miliardi al netto di un eventuale premio. Parallelamente si gioca la partita della lista, da definire entro tempi analoghi al piano industriale, con il presidente Nicola Maione chiamato a sondare i soci e coordinare le operazioni.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 11 febbraio 2026, 04:54