Mps, via libera a Bisoni e Lovaglio . Nessun posto alla lista di minoranza
Il cda decide i vertici ma si divide. A Mazzarella e Corradini le vicepresidenze, il mercato scommette sul risiko

di Antonio Troise
SIENA
Via libera ai vertici del Monte dei Paschi di Siena anche se il cda si spacca. Luigi Lovaglio torna a sedere sulla poltrona di amministratore delegato, dopo la risoluzione del rapporto per giusta causa deliberata dal precedente Cda. L’incarico di presidente finisce, invece, nelle mani di Cesare Bisoni. Nomine che riflettono i nuovi equilibri, con la lista presentata da Plt Holding che, uscita vincente dall’ultima assemblea grazie al sostegno di Delfin e Bpm, ha conquistato 8 consiglieri. Quanto basta per far eleggere, a maggioranza, i suoi candidati. E, dal momento che tutti gli altri membri del cda avrebbero votato contro, l’esito positivo sarebbe stato raggiunto anche con il voto di Lovaglio e Bisoni.
Stesso copione anche per i vicepresidenti, Flavia Mazzarella e Carlo Corradini. Nessun posto, insomma, alla lista di minoranza, sostenuta dall’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone e da un nutrito gruppo di fondi di investimento. Il confronto fra i due schieramenti si sarebbe arenato dopo la decisione di confermare la presidenza a Bisoni, rispedendo al mittente l’ipotesi di affidare l’incarico alla minoranza. Una richiesta che puntava a favorire, anche alla luce della frammentazione del consiglio, una governance più condivisa ma che il fronte vicino a Lovaglio, memore del duro scontro che ha portato all’assemblea, ha ritenuto di non accogliere. Le nomine sono state decise nel corso di un cda fiume, con quasi tutti i neo-consiglieri presenti fin dalle 10, quando è cominciata la riunione, a Rocca Salimbeni.
Luigi Lovaglio riprende, così, la carica di amministratore delegato, dopo che il precedente cda gli aveva tolto le deleghe prima di licenziarlo da dipendente (direttore generale). Il cda ha provveduto anche alla costituzione del comitato nomine, mentre ha rinviato a una nuova riunione, che al momento non sarebbe ancora stata fissata, la definizione dei restanti quattro comitati (remunerazione, parti correlate, rischi e IT). Una volta conclusi gli adempimenti legati all’assegnazione degli incarichi, l’intenzione di Lovaglio è di accelerare sul piano di integrazione con Mediobanca, anche se la prospettiva di un consiglio diviso rende il percorso più accidentato. Ma il mercato già guarda al nuovo risiko, che porterebbe sulle tracce di Banco Bpm e alla possibile nascita del terzo polo bancario. Anche a costo di sacrificare la quota di Mps in Generali.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 aprile 2026, 05:17