Pensioni giugno 2026, scattano gli aumenti. Chi avrà i cedolini più ricchi
L'Inps adegua gli importi come previsto dalla legge di Bilancio. In arrivo anche cinque mesi di arretrati, fino a 1000 euro al mese

Roma, 21 maggio 2026 – Un mese di giugno decisamente più ricco per le tasche di una particolare platea di pensionati. Con il prossimo cedolino, l'Inps farà scattare i tanto attesi aumenti legati alla rivalutazione dell'assegno sostitutivo dell'accompagnatore militare. Non si tratterà solo di un adeguamento mensile: i beneficiari riceveranno in un'unica soluzione anche il pagamento retroattivo delle somme non percepite dall'inizio dell'anno.
Il restyling della misura porta la firma dell'ultima legge di Bilancio (la numero 199 del 30 dicembre 2025). Con i commi da 922 a 924 dell'articolo 1, il governo ha modificato la storica normativa del 2002 per ridisegnare i tetti dei sussidi destinati a chi ha subito gravi menomazioni in servizio. Una mossa pensata per restituire potere d'acquisto ad una categoria fortemente penalizzata dall'impennata inflazionistica degli ultimi anni.
Chi ne ha diritto
L'assegno in questione è una prestazione economica dedicata ai cosiddetti "grandi invalidi". Parliamo di ex militari o categorie equiparate che, a causa di infermità contratte durante il servizio, necessitano di assistenza continua. La normativa permette a questi soggetti di optare per un contributo monetario mensile (erogato per dodici mensilità) come alternativa al servizio di accompagnamento fisico vero e proprio.
Il nuovo piano dei pagamenti, fino a mille euro al mese
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Come confermato ufficialmente dall'Inps nel messaggio 1269 dello scorso 14 aprile, il nuovo schema dei contributi è operativo, nei fatti, già dall’1 gennaio 2026. Gli incrementi sono divisi in due macro-fasce, basate sulla gravità del quadro clinico:
- Fascia massima (invalidità più gravi) – per gli invalidi che rientrano nelle tabelle d'élite del Testo unico delle pensioni di guerra (lettere A, numeri 1, 2, 3 e 4 secondo periodo, e A-bis), l'assegno sale a 1.000 euro netti al mese. Fino ad oggi la cifra era ferma a 878 euro: un balzo di ben 122 euro mensili.
- Fascia standard (ulteriori categorie) – per chi rientra nelle altre infermità codificate (lettere B numero 1, C, D ed E numero 1), l'importo mensile passa da 439 euro a 500 euro tondi, con un incremento di 61 euro al mese.
L'effetto "maxi-cedolino" a giugno
Anche se le nuove tabelle sono formalmente in vigore da gennaio, la macchina burocratica dell'Inps completerà l'allineamento dei sistemi informatici solo a partire dal prossimo mese.
Questo significa che il cedolino di giugno 2026 sarà un vero e proprio "maxi-assegno". Oltre alla mensilità aggiornata, i pensionati riceveranno il conguaglio degli arretrati per i cinque mesi precedenti (da gennaio a maggio). Chi appartiene alla prima fascia, ad esempio, vedrà accreditarsi 610 euro di arretrati, che, sommati alla nuova quota mensile, porteranno il beneficio di giugno ad un totale di 1.610 euro.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 maggio 2026, 16:39


