Prezzi dei carburanti, l’arma dell’extragettito
Di nuovo in salita benzina e gasolio. La premier: disponibili 170 milioni

Dopo il cortocircuito seguito alla fine dello sconto fiscale, il governo prova a ricomporre la strategia sui carburanti. Il diesel continua a salire nella media nazionale, ma Eni va in controtendenza e riduce di quattro centesimi il prezzo consigliato, da 2,25 a 2,21 euro al litro. È una mossa commerciale, favorita dal forte calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, ma ha anche un effetto politico: dà qualche ora in più a Palazzo Chigi per decidere quando utilizzare i 170 milioni di extragettito Iva già disponibili per le accise mobili. Giorgia Meloni non esclude l’intervento, ma fissa una sequenza: prima verificare la tenuta dei price cap, poi eventualmente far scattare il nuovo sconto fiscale.
IL DIESEL SALE, ENI SCENDE
La fotografia della rete resta contraddittoria. La benzina self scende a 2,040 euro al litro, mentre il gasolio sale a 2,261, contro 2,244 del giorno precedente. Il rialzo assorbe la fine dello sconto fiscale di 6,1 centesimi scaduto lunedì notte. Eni, Ip, Q8 e Tamoil avevano adeguato di conseguenza i propri tetti, ma oggi il Cane a sei zampe ha corretto il prezzo consigliato del diesel a 2,21 euro, lasciando invariato a 1,99 quello della benzina. Il price cap Eni resta formalmente a 2,25: diventa quindi una barriera contro nuovi picchi, non il prezzo praticato. Ad alzare la media sono soprattutto le "pompe bianche", intorno a 2,28 euro, che non hanno i volumi dei grandi gruppi per sostenere sconti analoghi.
MELONI: PRIMA IL CAP POI LE ACCISE
È questo il punto nuovo della giornata. La premier conferma che il governo è "sempre pronto a intervenire di nuovo", ma lega la decisione al comportamento delle compagnie. "Abbiamo circa 170 milioni che possono essere spesi per questo obiettivo", spiega, e la scelta è se utilizzarli ora oppure conservarli "come provvista" quando finiranno le misure di contenimento. "Dipende anche dalla tenuta del cap". È una moral suasion esplicita: Palazzo Chigi chiede ai grandi operatori di mantenere pienamente l’impegno assunto prima di riaprire il rubinetto fiscale. La risposta di Eni arriva a stretto giro: il gruppo "condivide le necessità espresse dal Presidente del Consiglio" e assicura una politica commerciale "responsabile", compatibile con l’andamento delle quotazioni internazionali. La discesa a 2,21 rende concreta quella risposta e rafforza, almeno per ora, la scelta di non usare subito la riserva fiscale.
UNA RISERVA DA SPENDERE AL MOMENTO GIUSTO
La logica del governo è cambiata rispetto ai mesi scorsi. Da marzo gli sconti fiscali sui carburanti sono costati circa 4,7 miliardi. L’obiettivo ora è evitare che ogni nuova fiammata si trasformi automaticamente in spesa pubblica. Le accise mobili servono proprio a questo: il taglio viene finanziato dall’extragettito Iva generato dall’aumento del petrolio e non da nuovi stanziamenti. Ma i 170 milioni sono limitati. Spenderli mentre i grandi gruppi stanno ancora calmierando i listini significherebbe consumare subito una parte dello scudo; conservarli permetterebbe invece di intervenire quando i price cap scadranno o se il mercato dovesse tornare a correre. Il calo delle quotazioni dei prodotti raffinati offre qualche margine per attendere.
DECRETO ENTRO VENERDÌ
La scelta finale non è stata presa. Resta al vaglio un nuovo decreto interministeriale per riattivare la riduzione delle accise utilizzando l’extragettito Iva di settembre. Se la verifica sulla tenuta dei cap e sull’andamento dei prezzi dovesse spingere Palazzo Chigi a intervenire, il provvedimento potrebbe arrivare entro venerdì. Il cambio di metodo è ormai evidente: meno sconti generalizzati finanziati dal bilancio, più combinazione tra mercato, pressione sui grandi operatori e fiscalità automatica. Ma il test resta uno solo: il prezzo alla pompa. Se il diesel continuerà a salire, i 170 milioni conservati come assicurazione potrebbero rapidamente diventare il prossimo intervento.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 ottobre 2026, 10:38

