Riforma carburanti e Rc auto. Pronto il Ddl concorrenza
L’arrivo entro luglio, in bozza anche la stretta sulle telecomunicazioni

di Achille Perego
Riforma della distribuzione dei carburanti, delega al Governo per quella della Rc auto e stretta sul telemarketing delle telecomunicazioni. Sono alcuni dei contenuti della bozza del Ddl Concorrenza, proposto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Ddl atteso in Consiglio dei ministri entro il mese di luglio. Tra le norme inserite nella bozza ci sono quelle che riguardano la Rc auto per cui il ddl attribuisce la delega al governo per adottare gli appositi decreti entro 9 mesi dall’entrata in vigore della legge.
La riforma della Rc Auto parte dalla revisione del bonus/malus "basandolo su una più ampia disponibilità di informazioni e su metodologie di valutazione del rischio maggiormente evolute, in modo da meglio valorizzare i comportamenti di guida virtuosi, stimolando ulteriormente la competitività fra le imprese". Si punta poi al "perfezionamento ed efficientamento della procedura di risarcimento diretto, anche mediante la rivisitazione della metodologia di calcolo dei valori dei forfait a beneficio di una maggiore trasparenza e concorrenza" e al "rafforzamento delle misure antifrode valorizzando, in fase liquidativa, elementi oggettivi e dati sistematici che possano evidenziare comportamenti fraudolenti".
Contro l’evasione dell’obbligo assicurativo si guarda a un sistema di controllo e scambio informativo dei dati relativi ai veicoli. Al fine di accelerare la transizione dei trasporti stradali verso la decarbonizzazione ai titolari di impianti di distribuzione di carburanti nei centri abitati che li convertono entro il 31 dicembre 2028 in stazioni dedicate alla ricarica di veicoli elettrici o alla distribuzione di biocarburanti, il ddl prevede di riconoscere dal 2028 al 2030 con una dote di 112 milioni, un contributo fino al 50% delle spese sostenute e fino a un massimo di 60mila euro. Inoltre è prevista una stretta per le autorizzazioni che saranno rilasciate solo per gli impianti in possesso di precisi requisiti tra cui verifiche antimafia e applicazione del contratto collettivo di lavoro.
Norme che, con la scusa dell’antimafia, rappresentano per l’Unc un passo indietro contro nuove aperture e concorrenza nella rete. Nell’ambito dei servizi di Tlc il Ddl, oltre a riformare la disciplina del Canone unico patrimoniale per favorire lo sviluppo delle reti, prevede invece di applicare anche al telemarketing delle Tlc la stretta per l’energia entrata in vigore il 19 giugno. Stretta per cui gli operatori del settore luce e gas possono fare proposte commerciali solo se l’utente ha fornito espresso consenso e i contratti stipulati in violazione delle nuove disposizioni sono nulli.
Proprio le misure per il telemarketing delle Tlc sono secondo il Codacons "l’unica notizia positiva per i consumatori sebbene arrivata dopo il pasticcio del dl accise, con la misura prima inserita e poi eliminata". Di "aria fritta" parla Gabriele Melluso, presidente Assoutenti: "Nessuna misura della delega affronta i veri nodi".
Ultimo aggiornamento: Venerdì 10 luglio 2026, 05:17