“Incitava a uccidere ebrei sui social”. L’attentatore del volo FlyDubai sotto torchio, Israele vuole l’estradizione
Il copilota omanita fermato in Arabia Saudita dopo il dirottamento fallito. Il premier israeliano: “È un estremista islamico”. Sospetti di una ‘regia’ di Teheran dietro l’attacco terroristico

Roma, 1 ottobre 2026 – Ancora è troppo presto per accusare l’Iran di essere il mandante del tentato dirottamento del volo della FlyDubai. All’indomani di quello che in molti paragonano all’11 settembre, Benjamin Netanyahu non si sbilancia su chi potrebbe esserci eventualmente dietro al tentativo del copilota di far precipitare l’aereo che da Dubai doveva atterrare a Tel Aviv (anche se non esclude che la Repubblica islamica possa tentare di colpire lo Stato ebraico). Certamente, chiosa il premier israeliano, si tratta “di fanatismo e odio di un livello incalcolabile” e che l’attentatore “è stato radicalizzato dall’Islam”.
Per il primo ministro israeliano, a dimostrazione del tentato martirio, il sospettato avrebbe chiesto all’equipaggio di essere ucciso: “È chiaro che intendesse suicidarsi, far schiantare l’aereo”, ha aggiunto durante un’intervista a Fox News. Dopo un colloquio avuto con Netanyahu, davanti ai reporter, il presidente Usa, Donald Trump, ha affermato che il copilota è “un terrorista o forse un matto”. Poi, durante un punto stampa, alla domanda di un cronista sull’esistenza di un legame tra il pilota omanita e l’Iran, ha risposto: “Stando a quanto sento, la risposta è sì, ma ci stiamo lavorando proprio ora. Se verrà fuori che l’Iran è dietro, li colpiremo con forza”.
Per il momento però, con le indagini ancora in corso, le certezze sono poche. Il copilota, che avrebbe agito da “lupo solitario”, dovrebbe essere di nazionalità omanita, ma forse con doppiacittadinanza, dato che Tel Aviv autorizza solamente i voli con equipaggio di Paesi che hanno relazioni diplomatiche con Israele (tra questi non c’è l’Oman). Un collega lo ha descritto come un fervente religioso che “pregava in modo eccessivo durante tutta la giornata e che si rifiutava di stringere la mano alle donne”. Secondo un funzionario dello Stato ebraico, il copilota omanita incitava sui social all’uccisione degli ebrei. A fare luce sul caso sarà una commissione d’inchiesta ordinata dal procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Hamad Saif Al Shamsi (è infatti Abu Dhabi ad avere la giurisdizione delle indagini dato che l’aereo è registrato e batte bandiera degli Emirati), anche se attualmente il sospettato è sotto interrogatorio in Arabia Saudita, il Paese dove l’aeromobile è atterrato in via emergenziale.
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Secondo il premier Netanyahu, anche Israele parteciperà alle indagini sull’incidente. Il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha invece annunciato che chiederà “l’estradizione per il pilota terrorista. Qui (in Israele, ndr) incontrerà in prima persona la mia politica carceraria: lo attende un inferno”. Un’ipotesi di difficile concretizzazione, dato che né l’Arabia Saudita né l’Oman intrattengono relazioni diplomatiche con lo Stato ebraico. Saranno probabilmente insigniti del Premio presidenziale al valore civile i quattro israeliani, Yaniv Hayoun, Shota Musayev, Zvika Manes e Asaf Rajuan, per aver sventato l’attentato, quando ormai mancavano solamente 27 secondi all’impatto con il suolo.

Anche il premier indiano Narendra Modi ha definito “un eroe” il comandante del volo della FlyDubai, Smit Machhar, che per primo ha tentato di impedire la morte di oltre 170 passeggeri. L’ambasciata indiana negli Emirati ha assicurato che Machhar è “in buona salute”. La compagnia aerea israeliana El Al, infine, ha annunciato che effettuerà voli speciali per il rimpatrio dei suoi connazionali presenti a Dubai. La decisione è arrivata a seguito della sospensione dei voli della FlyDubai con Israele.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 2 ottobre 2026, 05:01








