Christine Lagarde dalla Bce alla corsa all’Eliseo? La strategia della banchiera centrale, i sondaggi e l’ultima carta di Macron
La presidente della Banca centrale europea, già ministra dell'Economia, potrebbe anticipare la fine del suo mandato per inserirsi nella campagna per le elezioni presidenziali del 2027 in Francia. L'alternativa dell'establishment a Marine Le Pen e Jean-Luc Mélenchon?

Parigi, 8 luglio 2026 – Mentre tutti i riflettori sono puntati su Marine Le Pen e il suo ritorno dirompente al centro della scena, dopo l’annuncio ufficiale della sua candidatura, nonostante la condanna in appello, un’altra donna si muove dietro le quinte. Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea (Bce) dal 2019 e già direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi) tra il 2011 e il 2019, potrebbe porre fine al suo mandato a Francoforte prima del previsto. Una scelta che permetterebbe al presidente francese Emmanuel Macron di influenzare la nomina del suo successore alla guida dell’istituzione monetaria europea e, parallelamente, consentirebbe a Lagarde di giocare un ruolo di primo piano nelle prossime elezioni presidenziali francesi.
Christine Lagarde, chi è la regina dei conti pubblici
Christine Madeleine Odette Lagarde (1956) conosce bene la politica francese, avendo ricoperto più volte incarichi ministeriali: ministra del Commercio estero tra il 2005 e il 2007 sotto la presidenza di Jacques Chirac, ministra dell'Agricoltura e della Pesca e, successivamente, ministra dell'Economia dal 2007 al 2011, durante la presidenza di Nicolas Sarkozy.
È lei che ha traghettato la Francia durante gli anni della crisi finanziaria del 2008 e, alla luce della situazione dei conti pubblici francesi – gravati da un debito pubblico di oltre 3.400 miliardi di euro e un deficit del 5,1% - il suo profilo potrebbe rassicurare una fetta importante dell’elettorato francese.

Nominata da Forbes nel 2020 come donna più influente del mondo e seconda nella classifica del 2025, Christine Lagarde rappresenterebbe la voce più autorevole dell’establishment economico e politico francese e europeo: tutto ciò che gli estremi, dal Rassemblement national di Marine Le Pen alla France insoumise di Jean-Luc Mélenchon, vogliono combattere alle prossime elezioni.
Il “no” a Emmanuel Macron
Avvocato di successo negli Stati Uniti prima di tornare in Francia per dedicarsi alla politica, Christine Lagarde incarna una corrente di destra moderata, prudente sulla spesa pubblica.

Un approccio diverso rispetto al “quoi qu'il en coûte” – il “whatever it takes” promosso dall’ex ministro dell’economia francese Bruno Le Maire - durante la pandemia di Covid-19 e la difficile ripresa che ne è seguita. Secondo le indiscrezioni, durante i dieci anni di mandato di Emmanuel Macron, la presidente della Bce avrebbe rifiutato per tre volte l’incarico di primo ministro, come nel maggio 2022, quando il capo dello Stato scelse infine Élisabeth Borne.
Tra le sue priorità politiche ci sono l’inclusione – durante il suo mandato alla BCE ha promosso misure per aumentare la presenza femminile ai vertici dell’istituzione fino a una quota compresa tra il 40 e il 51% - il rigore nei conti pubblici e l’Europa.
Le ambizioni per il 2027
In una recente intervista pubblicata il 2 luglio dal principale quotidiano economico francese Les Échos, Christine Lagarde ha dichiarato di voler influenzare il dibattito pubblico durante la prossima campagna elettorale francese del 2027: “Credo che una voce europea debba farsi sentire durante la campagna presidenziale francese”.
Benché la presidente della Bce abbia escluso, almeno per il momento, la propria candidatura - “non è una questione d’attualità” - per continuare a guidare l’istituzione monetaria europea in questo “periodo di turbolenza” provocato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran, la conclusione prematura del suo mandato potrebbe comunque celare una dichiarazione futura. O il sostegno a un candidato della sua stessa area politica, come Édouard Philippe, sindaco del comune di Le Havre, ex primo ministro e candidato ufficialmente alla successione di Emmanuel Macron.

In una campagna in cui ormai i candidati dichiarati sono una trentina, la sua discesa in campo potrebbe rimescolare le carte. Un sondaggio realizzato dall’istituto OpinionWay, il 77% dei francesi ritiene che sia giunto il momento di eleggere una donna all'Eliseo. Tra le 17 personalità prese in considerazione, Christine Lagarde arriva al primo posto.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 8 luglio 2026, 12:30







