Cosa sappiamo dell'attacco informatico contro i supermercati francesi
Un attacco informatico su larga scala, non ancora rivendicato, ha manomesso la temperatura dei frigoriferi causando milioni di euro di danni a centinaia di supermercati francesi. Il premier Lecornu preoccupato per la sicurezza alimentare del Paese.

Roma, 13 ottobre 2026 – Lunedì, quattro di mattina: centinaia di supermercati, di insegne diverse e concorrenti, si sono ritrovati con i frigoriferi difettosi o spenti. Anziché sottozero, le temperature hanno superato i 35°C, in alcuni casi i 50°C. In molti supermercati il ghiaccio sciolto ha inondato il pavimento, facendo scattare gli allarmi di sicurezza.
Solo dopo un paio di ore si è capito che si trattava di un attacco hacker su larga scala, che ha coinvolto oltre 300 punti vendita del gruppo Intermarché-Netto, un centinaio di supermercati Système U e decine di Carrefour, Monoprix e E.Leclerc.
“L’attacco è cominciato probabilmente verso le 11 di sera, ma ce ne siamo resi conto solo alle 4 di mattina, quando il nostro trasportatore ha visto il deposito inondato”, racconta Charles Dezon, direttore di un Intermarché in Gironda, al quotidiano francese Le Monde.
Secondo le ricostruzioni, per evitare di farsi notare e ritardare l’attivazione degli allarmi, gli hacker non si sono limitati a togliere la corrente, ma hanno manomesso a distanza il software che regola la temperatura e i cicli di sbrinamento su un intervallo di tempo piuttosto lungo, di circa otto ore. Per questo motivo, in alcuni depositi la temperatura dei frigoriferi è salita fino a 80°, facendo fondere i circuiti e scattare l’allarme antincendio.
Software obsoleti e falle nella sicurezza
Danfoss, la società danese che fornisce i software per regolare il termostato dei frigoriferi ai supermercati, non è potuta intervenire immediatamente per via dell’alto numero di attacchi simultanei. L’azienda ha però spiegato, in un’e-mail inviata alle redazioni francesi lunedì, che “la maggior parte delle unità colpite sono dei prodotti obsoleti, dei sistemi AK-SM800 e AK-SC355, arrivati a fine vita e che non ricevono più gli aggiornamenti di sistema né di sicurezza”.
Danfoss aveva già avvisato i propri clienti, a marzo 2025, di possibili falle nella sicurezza nelle versioni più vecchie e ad agosto, un gruppo specializzato nella cybersicurezza della società Claroty, chiamato Team 82, aveva pubblicato un rapporto proprio sui prodotti della Danfoss per rilevarne le vulnerabilità. In particolare, gli specialisti del Team82 avevano trovato online il modo per connettersi e cambiare le credenziali di 2.765 modelli AK-SM800A.
Perché i frigoriferi sono connessi alla rete?
I supermercati hanno l’obbligo, in base al regolamento (CE) n. 37/2005, di sorvegliare la temperatura dei frigoriferi in modo da identificare eventuali interruzioni della catena del freddo. I servizi di società come Danfoss permettono alle insegne di risparmiare sui costi e sui consumi, dato che il software regola a distanza, dopo rilevamenti periodici, le temperature. Tutti i dati sono memorizzati online, ma spesso, non sono protetti da un VPN.
A preoccupare è il fatto che gli hacker responsabili dell’attacco, di cui non si conosce l’identità per il momento, non abbiano chiesto denaro, né rubato dati sensibili, ma si siano limitati a mandare in tilt centinaia di supermercati, causando disagi a migliaia di consumatori.
Le minacce alla sicurezza alimentare
Vista la semplicità con cui, in qualche ora, gli hacker sono riusciti a creare milioni di euro di danni e mandare al macero tonnellate di alimenti surgelati, il premier francese Sébastien Lecornu si è rivolto all’Agenzia nazionale per la sicurezza dei sistemi informativi (Anssi).
Benché sia ancora presto infatti per attribuire l’attacco a un attore straniero o ricondurlo alla guerra ibrida condotta da Stati come Russia e Iran contro l’Europa, il caso crea un precedente preoccupante che minaccia la sicurezza alimentare di un Paese.
La Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta, affidata all’Ufficio anticrimine informatico (Ofac), per “censire le vittime e stabilire il legame con i danni da esse segnalati”, scrive l’agenzia di stampa AFP.
Quello francese non è l’unico caso di attacco informatico contro delle catene di supermercati, ma il più spettacolare. Nella stessa notte anche i marchi Albert Heijn, Etos e Gall & Gall nei Paesi Bassi e il gruppo Delhaize in Belgio hanno subito incidenti analoghi. E ad aprile del 2025, la catena inglese Marks & Spencer aveva perso 300 milioni di sterline dopo un attacco informatico legato alla catena logistica.
Di fronte a queste minacce, il commissario europeo per l’Agricoltura e l’alimentazione, Christophe Hansen, ha condannato gli attacchi su X, invitando a “prestare maggiore attenzione“ alla sicurezza alimentare, in un periodo in cui “la strumentalizzazione dell’alimentazione è diventata una realtà”.
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 12:23







