Risarcimenti Crans-Montana, il Comune inizia ad accantonare 5 milioni di franchi
La quota, comunque considerata largamente insufficiente, servirebbe a far fronte alle possibili conseguenze che emergeranno dalle cause civili. Il nodo: chi pagherà ciò che le assicurazioni non coprono?

Crans-Montana, 12 ottobre 2026 – In Svizzera si inizia a fare i conti sui risarcimenti che dovranno essere pagati per la strage di Capodanno a Crans-Montana. Le prime stime arrivano a sfiorare il miliardo di euro per le famiglie delle 41 vittime e i 115 feriti dell’incendio del bar Le Constellation, ma assicurazioni, patrimonio dei responsabili e aiuti pubblici potrebbero non bastare a coprire i danni. In questo contesto è significativa l’azione intrapresa la scorsa settimana dal Comune di Crans-Montana che ha aperto nel proprio bilancio cittadino un piano per accantonare 5 milioni di franchi all’anno (circa 5,3 milioni di euro al cambio attuale) per far fronte alle eventuali richieste di risarcimenti.
La decisione dell’amministrazione comunale della località vallesana, riportata da Le MatinDimanche e ripresa dalla stampa svizzera l’11 ottobre, comporterà una riduzione degli investimenti e il rinvio di alcuni progetti pubblici, con l’obiettivo di prepararsi alle possibili conseguenze che emergeranno nelle cause civili aperte sulla tragedia del 1° gennaio le cui responsabilità devono ancora essere accertate dalla giustizia.

La somma prevista, tuttavia, per quanto sia uno sforzo economico notevole per il bilancio di una cittadina di poco più di 10mila abitanti, rischia di essere largamente insufficiente. E a riguardo la stampa svizzera riporta la valutazione di Pascal Pichonnaz, professore di diritto privato all’Università di Friburgo, che stima che il conto complessivo dei risarcimenti possa superare i 780 milioni di franchi e avvicinarsi al miliardo. Si tratta di una valutazione ancora approssimativa, ma è sufficiente a delineare la dimensione economica della questione, tanto che, come riporta il giornale Le Temps, secondo il giurista gli accantonamenti decisi dal Comune di Crans-Montana sono “indispensabili ma insufficienti”. E con in più rischi seri per le finanze locali perché, secondo i dati riportati dal quotidiano svizzero, il debito netto pro capite di Crans-Montana è già passato da 888 franchi nel 2022 a 4.505 alla fine del 2025.
Se la responsabilità civile del Comune venisse riconosciuta, l’ente potrebbe essere chiamato a rispondere anche di una quota rilevante dei danni e in determinate circostanze, osserva Pichonnaz, la responsabilità solidale potrebbe esporlo a richieste per coprire l’intero ammontare dei risarcimenti, lasciando poi agli eventuali corresponsabili e agli assicuratori la ripartizione di tutti gli oneri. E inoltre un’insolvenza nei pagamenti da parte del piccolo Comune montano, avrebbe conseguenze che si estenderebbero sulle istituzioni pubbliche svizzere di livello superiore, a partire dal Cantone Vallese e i suoi contribuenti, fino poi alle autorità confederali di Berna.
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Nelle valutazioni che vengono fatte in Svizzera, il nodo principale della questione dei risarcimenti è capire chi pagherà ciò che le polizze assicurative non coprono. Le assicurazioni di responsabilità civile possono intervenire, ma i massimali contrattuali e le risorse patrimoniali dei singoli responsabili potrebbero non essere sufficienti davanti a una tragedia di queste proporzioni. Le Matin Dimanche ha pubblicato un editoriale dal titolo “Crans-Montana: chi pagherà ciò che le assicurazioni non coprono?”, richiamando proprio i limiti di un sistema concepito soprattutto per danni individuali, non per decine di vittime e feriti con conseguenze permanenti. Le richieste legali danno un’indicazione delle cifre in gioco e, secondo Le Temps, un avvocato che assiste due famiglie delle vittime ha già avanzato una richiesta da 56 milioni di franchi per ciascuna, per un totale di 112 milioni di franchi (circa 120 milioni di euro). Si tratta per ora di richieste risarcitorie, non di cifre definitive riconosciute da un tribunale, ma danno un’indicazione sull’unità di misura della questione.

Da parte del governo di Berna intanto sono state predisposte delle misure di sostegno e il 20 marzo il Parlamento federale ha approvato una legge che prevede un contributo una tantum di 50.000 franchi per ciascuna persona deceduta e per i feriti ricoverati. Il Cantone Vallese ha previsto ulteriori aiuti immediati di 10.000 franchi per i deceduti e gli ospedalizzati e ha promosso la fondazione Beloved, destinata a sostenere le persone colpite nel breve e nel lungo periodo. Secondo la stampa svizzera, la fondazione disponeva inizialmente di circa 24 milioni di franchi (circa 25,7 milioni di euro) in promesse di donazioni pubbliche e private. Inoltre il 17 settembre il Parlamento federale ha approvato un ulteriore un contributo pubblico fino a 20 milioni di franchi per favorire accordi extragiudiziali attraverso una tavola rotonda tra vittime, assicurazioni e soggetti potenzialmente responsabili, con l’obiettivo di accelerare gli indennizzi senza attendere la conclusione di procedimenti civili che potrebbero durare anni.
Resta però aperta la questione decisiva che dovrà stabilire il confine tra le responsabilità private e quelle pubbliche nell’incendio di Le Constellation. L’inchiesta penale dovrà chiarire eventuali negligenze nella gestione del locale da parte dei proprietari e nei controlli di sicurezza da parte delle autorità comunali, quindi definite tutte le responsabilità. Ma anche l’esito giudiziario potrebbe non risolvere del tutto la questione dei risarcimenti perché, come sottolinea l’editoriale di Le Matin Dimanche, riparare il danno significa anche garantire assistenza a lungo termine a chi convive con lesioni fisiche, traumi psicologici e perdita di reddito. Questioni che potrebbero non rientrare nelle coperture assicurative o nelle disponibilità di chi verrà ritenuto responsabile, e che quindi ricadrebbero sulla solidarietà pubblica se non si vogliono lasciare le famiglie delle vittime e i feriti senza un risarcimento, almeno materiale, che sia ritenuto adeguato.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 ottobre 2026, 16:58








