Cos’è il drone Gerbera, il vettore low cost con cui Putin potrebbe colpire Italia, Francia e Spagna: costa 10mila dollari, vola a 160 km orari
Allarme Cia sulla minaccia russa. Esistono tre modelli di Gerbera: il vettore da ricognizione, quello kamikaze con carica esplosiva di 5/6 kg e quello ‘mascherato’ da Shahed-136 che inganna così i sistemi di difesa aerea. Il drone può partire da navi ombra civili. Tutte armi dell’arsenale di Mosca

Roma, 24 settembre 2026 – La nuova potenziale minaccia russa che spaventa l’Europa,resa nota attraverso un rapporto della Cia dal giornale spagnolo El Mundo, è il drone Gerbera, un vettore “low cost” di cui si è sentito parlare per la prima volta due anni fa. Assomiglia nella forma allo Shahed di derivazione iraniana, solo che è più piccolo e molto più economico. Il Gerbera può essere lanciato da navi attrezzate con armamenti ma camuffate da natanti civili,è lungo 2 metri con apertura alare di 2,5 metri e peso fino a 18 chili, può viaggiare a 160 chilometri orari e ha un'autonomia di 600 chilometri.
La copertura della distanza dipende anche della configurazione e dal carico che non sempre deve essere per forza esplosivo. I Gerbera infatti possono essere anche utilizzati come droni – spia. Le navi ombra russe che incrociano nel Mediterraneo quindi, secondo la Cia, potrebbero nascondere questa offensiva con bersaglio Francia, Spagna e Italia. Vero, falso? Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha smentito che esista una minaccia diretta allo stato attuale delle cose.

Dunque l’allarme lanciato da El Mundo non certifica che anche noi siamo un target, ma solamente che potrebbe essere teoricamente possibile colpirci. E già questo sospetto, viste le continue provocazioni di Mosca soprattutto nei cieli dei Paesi baltici, è sufficiente a far alzare ulteriormente le antenne all’intelligence e alla Difesa italiane.
Tra i materiali leggeri utilizzati per costruire un Gerbera, che costa più o meno 10mila dollari, ci sono plastica, compensato e schiuma e altri componenti provenienti dalla Cina. Stando alle informazioni diffuse dall’intelligence di Kiev, il modello di cui si parla verrebbe assemblato nello stabilimento industriale russo di Alabuga, un luogo altamente protetto nella remota regione di Tatarsan, specializzato proprio nella costruzione di droni, razzi e altri armamenti.

Di Gerbera esistono sostanzialmente tre modelli per altrettanti utilizzi. C’è il vettore da ricognizione, che scruta terra e cielo per catturare immagini e altre informazioni che vengono trasmesse in diretta nella sala di lancio, segue il modello kamikaze, caratterizzato da una piccola carica esplosiva di 5/6 chilogrammi capace di provocare incendi ed esplosioni e infine quello più micidiale che confonde gli avversari facendoli apparire come se fossero degli Shahed-136 meno potenti, ingannando così i sistemi di difesa aerea nemici.
La novità di cui si parla oggi è che potrebbero partire da navi ombra civili, ma non è la prima volta che questi esemplari fanno la comparsa diffondendo paura nei cieli dell’est Europa.
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Il precedente dei Gerbera intercettati da un caccia italiano sulla Lituania
Vettori identificati come Gerbera sono stati segnalati in Lituania nel 2025 e tra i droni entrati nello spazio aereo polacco nel settembre dello stesso anno. Va ricordato che il caso più recente risale al 15 settembre scorso quando proprio un caccia italiano della Nato ne ha abbattuto uno sopra la Lituania. Un aereo da caccia è certamente ancora il mezzo più efficace per neutralizzare questi attacchi, ma un missile sparato da un sistema Patriot, il più efficace, con intercettori che costano tra i 4 e i 5 milioni di dollari, fa sballare i conti di qualsiasi Difesa. Uno scenario già verificato in Iran.
L’Italia dispone a terra del sistema SAMP/T in dotazione all’Esercito che utilizza missili Aster 30, il cui costo è stimato in oltre a 2 milioni di euro, quindi è evidente la sproporzione con un drone che, come detto, costa 10 mila dollari. Peraltro l’Italia è abbastanza sprovvista di batterie Sampt /T perché ne abbiamo cedute un paio all’esercito ucraino.
Come è composto e quanto è letale l’arsenale russo
L’arsenale russo oggi è uno dei più potenti. Include Circa 5.580 testate nucleari (pari a circa il 47% delle riserve mondiali) 1.710 pronte all'uso su vettori strategici come missili balistici terrestri, sottomarini e bombardieri. Per quanto riguarda i missili Mosca ha allestito tre grandi categorie. Gli ipersonici, punta di diamante della tecnologia, possono raggiungere Mach 5, cioè cinque volte la velocità del suono, e sono facilmente manovrabili verso il bersaglio.
Sono i Kh-47M2 Kinzhal lanciati da caccia Mig, gli Zircon, vettori da crociera antinave e per obiettivi terrestri lanciati da navi e sottomarini, poi gli Avangard e gli Oreshnik, che riescono a eludere le difese da terra. I missili balistici sono utilizzati invece per attività più tattiche.
Sono gli intercontinentali che hanno come esemplari principali il gigantesco RS-28 Sarmat (noto in Occidente come Satan II), l'RS-24 Yars e i missili Bulava lanciati da sottomarini, mentre sistema mobile terrestre 9K720 Iskander-M è il pilastro per i raid di precisione a corto raggio. Dell’arsenale moscovita fanno parte anche missili anti aerei convertibili per attacchi terra – terra e vettori tattici a breve raggio utilizzati dalle forze terrestri ma anche da bombardieri ed elicotteri d’attacco.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 settembre 2026, 16:58








