Trump-Putin, gli effetti dell’intesa: il gasolio russo è poco, l’impatto è solo politico
Anche l’Europa potrebbe ricevere benefici indiretti

A quanto corrisponde il gasolio russo che Donald Trump ha annunciato? A poco. Le consegne previste da qui a dicembre coprono meno di quattro giorni di consumi americani, e mezza giornata di quelli mondiali. Anche sui prezzi, dicono gli analisti, non dovrebbero esserci grossi vantaggi. Cambia molto, invece, sul piano politico: per avere quel gasolio Washington ha allentato fino ad aprile le sanzioni sull’energia russa, a pochi giorni dalla scadenza in cui avrebbe dovuto inasprirle. Kiev ha protestato. L’Europa ha preso le distanze, ma proprio dalla scelta di Trump potrebbe ricavare un vantaggio indiretto: il gas liquefatto russo fino a fine anno.
Sul suo social Truth, Trump ha scritto che la Russia fornirà "immediatamente" oltre 300mila tonnellate di gasolio, 500mila a novembre e un milione "subito dopo". Seguirebbero altri tre milioni di tonnellate "in breve tempo". Il Tesoro americano ha poi emesso una licenza temporanea che vale fino al 7 aprile 2027.
Per capire di quanto gasolio si tratti veramente bisogna confrontare le quantità con i consumi. Gli Stati Uniti bruciano circa 3,8 milioni di barili di gasolio al giorno, secondo l’agenzia Usa per l’energia Eia. Il mondo ne consuma 28,4 milioni, calcola l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea). Le prime 300mila tonnellate basterebbero quindi agli Stati Uniti per circa quindici ore, e al mondo per meno di due. Le tre consegne previste fino a dicembre, 1,8 milioni di tonnellate in tutto, coprirebbero tre giorni e mezzo o poco più di consumi americani e circa undici ore di quelli mondiali. Anche aggiungendo i 3 milioni di tonnellate ulteriori si arriva a nove giorni e mezzo negli Stati Uniti e a poco più di un giorno nel mondo. A conti simili sono arrivati la Cnn e il sito specializzato Energy News Beat.
Gli analisti sono freddini anche sull’effetto sui prezzi. "Probabilmente non molto", ha detto all’Ap Clayton Seigle, del Csis di Washington. Dan Pickering, della Pickering Energy Partners, stima alla Cnn "forse un 5-6% di offerta in più da qui a fine anno". E aggiunge: "C’è un motivo se Trump ha parlato di tonnellate e non di barili. In tonnellate il numero sembra più grande". Il mercato, per ora, ha reagito con misura: venerdì i contratti a termine sul gasolio hanno chiuso in calo di circa il 4%.
Che cosa cambia per le sanzioni e per l’Europa? Il primo effetto è a Washington. A settembre il Congresso ha approvato la legge Graham, che obbliga il presidente a indicare entro il 18 ottobre nuovi soggetti russi da sanzionare. A nove giorni da quella data, Trump ha fatto il contrario. Le reazioni critiche sono arrivate subito, ma a questo punto l’ipotesi più ragionevole è che il 18 ottobre Trump usi la via d’uscita che la legge gli lascia e rinunci a colpire i grandi nomi dell’energia russa, a partire da Novatek, il produttore del gas liquefatto che l’Europa sta continuando a comprare.
Sui prezzi, anche per l’Europa e per l’Italia, cambia poco o nulla: il gasolio russo non può entrare nell’Ue, che lo ha vietato dal 2023, e le quantità in gioco non bastano a spostare le quotazioni mondiali. L’effetto vero è indiretto, e riguarda il gas. Se Trump non sanzionerà Novatek, l’Europa potrà continuare a ricevere l’Lng russo fino a tutto dicembre, quando scatterà il suo divieto. L’Italia quei carichi non li riceve, ma ne beneficia attraverso il prezzo del gas, che si forma sul mercato europeo. Diverso sarebbe se l’intesa fosse un passo verso un cessate il fuoco, come sperava Zelensky, che avrebbe accettato un allentamento delle sanzioni in cambio di una tregua sugli impianti energetici. Ma per ora, di tregua, non c’è traccia.
Ultimo aggiornamento: Domenica 11 ottobre 2026, 18:26





