La rivolta in Francia. Il premier agli studenti: “Vogliamo ascoltarvi”
Lecornu annuncia misure entro la fine del mese. Ma i liceali tirano dritto: mobilitazioni anche oggi

Parigi, 7 settembre 2026 – Il primoministro Lecornu ha preso la parola questa sera in tv per evocare a un tempo la protesta studentesca, i prezzi del carburante che continuano a salire, la crisi agricola dovuta alla canicola estiva e la difficile situazione finanziaria del paese. Per quanto riguarda la scuola, “le prime decisioni del governo saranno presentate alla fine di ottobre – ha detto –. Risponderemo alle aspettative dei giovani con cinque iniziative: garantire le lezioni in caso di assenza dei docenti, migliorare le condizioni degli edifici, organizzare meglio i tempi dell’insegnamento, potenziare la piattaforma Parcoursup che dà accesso alle università, offrire a tutti un quadro più chiaro per esprimersi”.
Lecornu ha ammesso che la rabbia dei giovani non nasce dal nulla: “Non siamo indifferenti alle loro ansie: hanno vissuto il Covid, hanno visto guerre e cambiamenti climatici. Noi vogliamo che possano scegliere la loro strada e guardare al futuro con fiducia”.
Il premier ha quindi toccato altri temi. Ha annunciato che metterà a disposizione dei distributori francesi 10 milioni di barili di gasolio, misura che permetterà di ridurre il prezzo tra i 12 e i 18 centesimi al litro. Ha aggiunto che il prezzo dell’elettricità non dovrebbe aumentare quest’anno. Ma era sulla scuola che la sua parola era più attesa. Gli studenti, che hanno chiesto d’incontrare il capo del governo, non mettono fine alle manifestazioni di protesta, anzi hanno proclamato per oggi una nuova giornata di mobilitazione cui ha aderito il sindacato comunista CGT.

“Vogliamo sostenere i giovani e proteggerli dalla repressione violenta della polizia”, dice un comunicato. Violenze ce ne sono state, anche se a scatenarle sono stati soprattutto gli ’infiltrati’, black bloc e teppisti che nulla hanno a che fare con la scuola. Le immagini di ragazzini quindicenni che hanno perso una mano, o un occhio o i denti a causa di granate lanciate dalle forze dell’ordine hanno fatto il giro della Francia creando choc e incomprensione. Dieci inchieste sono in corso, una delle quali per una presunta violenza sessuale: un video mostra una liceale di Metz a terra immobilizzata da un poliziotto che le sta addosso e sembra accarezzarle i capelli e il seno.
Il ministro degli Interni Laurent Nunez, come già prima di lui Lecornu, ha negato eccessi polizieschi. “Parlare di repressione è assurdo. La prima verità da ristabilire è che quando gli studenti manifestano pacificamente, la polizia non ha motivo di ricorrere alla forza”, ha dichiarato in Parlamento.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 ottobre 2026, 05:01







