L’Ice spara a New York. Ferito un 28enne in auto. A bordo anche il figlio
Sette i colpi di pistola esplosi contro la vettura. Il sindaco Mamdani accusa: "Trump ci terrorizza". .

Quando gli agenti dell’Ice hanno aperto il fuoco nel cuore di Marble Hill, c’era chi stava riportando a casa i figli da scuola. Poco dopo le 16 di giovedì, lungo la striscia di piccoli negozi e ristoranti della 225esima strada, i funzionari federali hanno circondato una Honda grigia. Alla guida c’era Oscar Belgal, ventottenne cittadino dominicano. Sul sedile posteriore, il figlio di 5 anni. Quando un agente si è avvicinato con la pistola, l’auto ha speronato i mezzi dell’Ice e la sua corsa è finita contro le barriere di cemento della strada. Poi sette colpi di pistola. Uno degli agenti, munito di bodycam, ha scaricato la sua arma contro il veicolo, trapassando il parabrezza anteriore e mandando in frantumi il lunotto posteriore. Belgal è uscito dall’auto insanguinato, colpito al collo appena sotto l’orecchio sinistro, gridando in spagnolo mentre si teneva la ferita. Sul sedile posteriore, il figlio di 5 anni piangeva disperato. Il 28enne è stato ammanettato a terra e poi trasportato d’urgenza in ospedale. Un inferno durato pochi minuti, che però ha gettato nel panico il quartiere, un’enclave di Manhattan nel Bronx. Già in serata molti cittadini sono scesi in strada per protestare al grido di: "Fuori l’Ice da New York"
Quella di Marble Hill è la prima sparatoria dell’Ice a New York dal 2020, ma è solo l’ultimo caso di un giro di vite a livello federale che ha visto moltiplicarsi le operazioni e le violenze da parte dell’agenzia sull’immigrazione. Secondo i dati del Deportation Data Project, gli arresti condotti dall’Ice nello Stato di New York sono schizzati: dai 927 arresti di maggio ai 1.567 di luglio. In tutti gli States, dal gennaio 2025 si contano almeno 24 persone contro cui gli agenti dell’immigrazione hanno aperto il fuoco. Sei hanno perso la vita.
La polemica politica non si è fatta attendere. Il segretario per la Sicurezza Interna, Markwayne Mullin, ha difeso l’Ice, definendo Belgal un elemento pericoloso legato a una gang. Mullin ha attaccato le cosiddette “città santuario”, che impediscono la collaborazione tra polizia locale e Ice.
Feroce la reazione dei vertici dem di New York: il sindaco Zohran Mamdani ha qualificato l’operazione come un "oltraggio", accusando l’amministrazione Trump di "terrorizzare la nostra città". Il presidente, che ieri ha festeggiato il Columbus Day alla Casa Bianca, ha invece attaccato Mamdani per via dell’ultima mappa di New York: "Non c’è Little Italy. È una vergogna. Se non cambia toglieremo alla città alcuni fondi".
l. bolo.
Ultimo aggiornamento: Sabato 10 ottobre 2026, 07:14





