Ue, scatta lo scudo democratico. Ok al piano anti ingerenze russe. No di FdI, Lega, Vannacci e M5S
L’Europarlamento approva l’istituzione del Centro contro la disinformazione e la guerra ibrida. Il Movimento 5 Stelle vota con le destre. Metsola: “Non ci faremo intimidire da Mosca”

Roma, 15 settembre 2026 – L’Unione europea non si può più permettere di essere “ingenua” in un mondo in cui “la guerra ibrida non si ferma ai confini nazionali”: serve uno scudo democratico per difendersi da ingerenze straniere e manipolazioni di notizie. Sul banco degli imputati c’è, in primo luogo, la Russia. La questione arriva al Parlamento europeo, che approva l’istituzione di un centro europeo per contrastare la disinformazione, ma il voto spacca sia l’Ue che le coalizioni al governo e all’opposizione in Italia. Il no allo scudo, nei rispettivi gruppi in Ue, è come se facesse finire sulla stessa barca Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Roberto Vannacci e Giuseppe Conte, mentre si consuma una nuova frattura tra i partiti europeisti e quelli critici nei confronti dell’Ue o apertamente euroscettici.
Il quadro è composito, è un momento, spiega la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola, spingendo il provvedimento, “in cui molti cercano di seminare sfiducia e destabilizzarci” ma “la risposta di quest’aula è forte e chiara”. “Saremo inarrestabili nella difesa della democrazia contro le incursioni esterne”, rilancia Metsola perché l’Europa “non deve lasciarsi né intimidire né dividere”. Metsola ha anche chiesto sanzioni più severe per chi favorisce la disinformazione, citando in particolare la Russia e altri attori ostili.
Centrodestra e centrosinistra spaccati in Italia
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Nell’emiciclo di Strasburgo si affrontano due fronti contrapposti, da un lato il fronte europeista che si ricompatta e vota a favore del provvedimento – i Popolari europei a cui aderisce Forza Italia, i Socialisti e democratici che hanno dentro il Pd, Renew Europa dove siedono gli europarlamentari di Azione, i Greens casa dei Verdi italiani – dall’altro, partiti attraversati da pulsioni euroscettiche mai spente o con un approccio diverso rispetto alla Russia: i Conservatori di Ecr, dove siede Fratelli d’Italia, i Patrioti (Lega), i parlamentari di Europa delle nazioni sovrane (Futuro Nazionale). Il gruppo The Left si divide in tre: le delegazioni finlandese e svedese votano a favore, gli italiani del Movimento 5 Stelle contro, assieme ai francesi e alla maggioranza del gruppo, mentre i due esponenti di Sinistra Italiana e altri cinque eurodeputati si astengono.
Per le coalizioni italiane è un piccolo – e non nuovo – terremoto. Il centrodestra è diviso tra FdI e Lega contro e Forza Italia a favore mentre Vannacci si schiera con Meloni e Salvini. Anche nel centrosinistra la decisione produce fratture visto che i Cinquestelle votano diversamente dal Pd, mettendo in luce l’ennesima differenza sulla politica estera, dopo che le ultime dichiarazioni dei leader, da un lato Elly Schlein e dall’altro Giuseppe Conte, hanno di fatto rimarcato le distanze sulla questione ucraina.
Tomas Tobé, il popolare svedese relatore della risoluzione, spiega che la democrazia va difesa da “ingerenze straniere, cyberattacchi, manipolazione dell’informazione, sabotaggi e tentativi di sfruttare le divisioni della società”. La sua relazione ottiene 420 voti a favore, 220 voti contrari e 26 astensioni e, in Italia, il leader di Azione Carlo Calenda invita il governo a “darsi una mossa perché le prossime elezioni saranno completamente inquinate dai 3 miliardi che la Russia spende per fare propaganda all’estero”.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 settembre 2026, 05:01








