Elezioni Svezia, è testa a testa. A metà spoglio progressisti avanti di un seggio. L’estrema destra non sfonda
Nel dettaglio, i Socialdemocratici sarebbero primo partito con il 27,6%, seguiti con il 20% dai Moderati del premier Kristersson e con il 17,5% dalla destra radicale dei Democratici Svedesi

Roma, 13 settembre 2026 – Dopo il trionfo di Afd in Sassonia-Anhalt in Germania, gli occhi dei governi europei erano puntati sulle elezioni in Svezia, dove si attendeva un altro boom dell’ultradestra. Ma così non pare essere anche se il risultato è in bilico.
A metà spoglio tutto rimane incerto, con un solo seggio di scarto tra i due blocchi, che per il momento sarebbe in favore del centro-sinistra, ma il tutto potrebbe cambiare, secondo la proiezione fatta dalla televisione di servizio pubblico svedese.
Secondo una proiezione dell'emittente pubblica Svt, ci sarebbe infatti solo un seggio di differenza tra l'opposizione di centrosinistra e la coalizione di centrodestra. I progressisti otterrebbero infatti 175 seggi, contro i 174 dei partiti che sostengono il governo attuale.
Nel dettaglio, i Socialdemocratici sarebbero primo partito con il 27,6%, seguiti con il 20% dai Moderati del premier Kristersson e con il 17,5% dalla destra radicale dei Democratici Svedesi. All'8,2% la Sinistra, mentre il Centro otterrebbe il 7,1% e i Cristiano-democratici il 6,3%. Passo indietro per i Verdi, che avrebbero il 6,2%, mentre i Liberali con il 5,5% resterebbero saldamente al di sopra della soglia di sbarramento del 4%.

Anche gli ultimi sondaggi pre-elettorali davano il centrosinistra di poco avanti ma con un margine particolarmente ridotto. Secondo l'ultima rilevazione di Indikator Opinion, i quattro partiti del centrosinistra avrebbero raggiunto complessivamente il 50,8%, contro il 47,6% del blocco di governo e dei Democratici.

L’ultradestra puntava al governo
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La principale incognita riguardava proprio il ruolo dei Democratici di Svezia, formazione nazionalista e anti-immigrazione, che dal 2022 sostiene il governo senza avere ministri e che ora puntava a entrare direttamente nell'esecutivo. Kristersson, leader dei Moderati, aveva aperto a questa possibilità, mentre Andersson e le forze del centrosinistra hanno sempre manifestato la loro opposizione a un governo che includesse la destra radicale. Finora il partito era rimasto fuori dalla coalizione conservatrice perché le sue posizioni erano considerate troppo estremiste.
Secondo le aspettative, però, gli ultra-nazionalisti si sarebbero dovuti posizionare come la principale forza della destra, aprendo all'eventualità di poter rivendicare il maggior numero di incarichi ministeriali in caso di ingresso nel governo (per la prima volta con propri rappresentanti). Gli ultimi sondaggi pre-elettorali attribuivano ai Democratici Svedesi una percentuale del 19%.
La campagna elettorale è stata dominata dai temi dell'immigrazione, della criminalità e del costo della vita, ma anche dal futuro del welfare, dall'energia e dalla sicurezza.
La strategia dei socialdemocratici
ll governo uscente ha adottato negli ultimi anni una linea particolarmente dura sull'immigrazione e sulla lotta alla criminalità, mentre il centrosinistra ha insistito sul rafforzamento dello Stato sociale e sulla riduzione delle disuguaglianze. Per Andersson, che ha già guidato il governo tra il 2021 e il 2022, la conferma del suo successo aprirebbe la strada al ritorno dei socialdemocratici al potere dopo quattro anni di opposizione.

A guidare il campo del centrosinistra sono appunto i Socialdemocratici, la principale forza politica del Paese. Il partito punta a difendere il sistema di welfare e a sostenere la crescita economica, mantenendo al tempo stesso l'impegno sulla transizione verde e su un aumento della spesa per la difesa.
I Verdi, guidati da Amanda Lind e Daniel Helldén e che fanno della tutela ambientale e della riduzione delle emissioni di CO2 uno dei pilastri della loro campagna, sono dati al 7%.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 14 settembre 2026, 08:06








