Trump scarica Zelensky: “Deve bloccare i raid sulle raffinerie”. Il tycoon: a Kiev serve un nuovo leader
Via le sanzioni Usa sul diesel russo, esulta il Cremlino. La Lega: lo faccia anche la Ue. Attacchi di Mosca su Zaporizhzhia, 20 morti. L’Ucraina: questa è la risposta di Putin

Roma, 11 ottobre 2026 – Il giorno dopo l’annuncio dell’accordo con la Russia per la rimozione delle sanzioni su 1,8 milioni di tonnellate di gasolio, il presidente americano Donald Trump affonda il colpo e, quasi a voler fare un altro regalo a Vladimir Putin, silura apertamente il numero uno di Kiev, Volodymyr Zelensky, chiedendo la sua sostituzione. «È giunto il momento che l’Ucraina abbia un nuovo presidente – ha spiegato prima di partire per il Tennessee, dove terrà un comizio in vista delle elezioni di Midterm del 3 novembre -. Suggerisco che l’Ucraina trovi un nuovo leader in grado di raggiungere un accordo».
Secondo Trump, Zelensky «avrebbe potuto porre fine a questa guerra in molte occasioni» e «vuole creare problemi al mondo e agli agricoltori». Il riferimento è al diesel, fondamentale per l’agricoltura e al fatto che il calcolo è tutto rivolto alle elezioni imminenti alle quali gli Stati Uniti arriveranno con i prezzi del carburante alle stelle (a dire il vero più per colpa della guerra in Iran che per quella in Russia). I retroscena della telefonata con Putin raccontavano in effetti di un Trump infuriato con Zelensky che non aveva voluto interrompere unilateralmente gli attacchi sulle raffinerie russe (Putin non si era mai detto realmente disponibile a una ’tregua energetica).
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E ieri Trum lo ha ribadito: «L’Ucraina deve smettere di bombardare le raffinerie russe». Questo il calcolo. Ma sono comunque parole pesantissime, che arrivano in un Paese dove ieri si sono contati altri 20 morti, fra cui tre bambini, nei bombardamenti russi su Zaporizhzhia. Un massacro che Zelensky, non ancora raggiunto dal nuovo attacco di Trump, aveva definito un «ringraziamento» di Mosca per la revoca delle sanzioni. Mostrando le foto degli edifici in macerie aveva detto: «Ogni allentamento della pressione sulla Russia viene interpretato come un via libera per continuare a sganciare bombe sulle città. Servono segnali diversi». I segnali diversi sono arrivati, ma non quelli che sperava.
Ieri, la delegazione ucraina che doveva discutere una tregua con gli inviati americani è tornata da Miami, dopo un viaggio che doveva durare due giorni, ma che è finito ben prima, rivelandosi sostanzialmente inutile. Così tanto che un suo componente, intervistato dal quotidiano Kyiv Independent ha parlato senza mezzi termini di ‘trappola’. «Non c’era solo la nostra delegazione, ma c’era anche una delegazione europea – ha raccontato un partecipante all’incontro -. Eravamo tutti lì seduti come degli idioti». Gli uomini di Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff avrebbero addirittura minacciato di interrompere lo scambio di intelligence con l’Ucraina, circostanza poi negata. Nelle prossime settimane, secondo l’agenzia russa Tass, i negoziatori americani si recheranno a Mosca. Il fatto che la delegazione europea sia stata trattata alla stessa stregua di quella ucraina dimostra come le distanze fra Washington e Bruxelles si stiano allungando. La Commissione Ue conferma la volontà di mantenere le sanzioni al gas russo. Il primo ministro Andy Burnham ha telefonato a Zelensky per comunicargli la sua solidarietà. Ma la mossa di Trump ha aperto una breccia in cui già c’è chi cerca di inserirsi. Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha detto che «Trump sull’energia ha scelto la linea Vannacci. Lo faccia anche l’Italia. Il governo dovrebbe smettere di seguire von der Leyen, foraggiare l’Ucraina e dovrebbe fare gli interessi degli italiani». Sullo stesso piano la Lega: «Le parole del presidente americano Donald Trump suonano come un’ultima sveglia per i burocrati di Bruxelles: basta scelte ideologiche e autolesioniste».
Ultimo aggiornamento: Domenica 11 ottobre 2026, 05:01









