Vance: “Il Vaticano dovrebbe occuparsi di morale”. Il Papa: “Dio straziato dalle guerre non sta con i prepotenti”
Il vice di Trump: “Si lasci che il presidente degli Stati Uniti si occupi di definire le politiche pubbliche americane”. Meloni: “Solidarietà a Leone XIV. No ai leader religiosi che fanno ciò che dicono i politici”

Roma, 14 aprile 2026 – Non si placano gli echi dello scontro tra Washington e il Vaticano. Dopo il durissimo attacco di Donald Trump al Papa e la pacata replica di Leone XIV, oggi interviene anche JD Vance, secondo cui la Santa Sede dovrebbe "attenersi alle questioni morali" e lasciare che "il presidente degli Stati Uniti si occupi di dettare la politica pubblica americana".
"Ritengo certamente che, in alcuni casi, sarebbe preferibile che il Vaticano si attenesse alle questioni morali e che lasciasse che il presidente degli Stati Uniti si occupasse di definire le politiche pubbliche americane", ha chiarito Vance, convertitosi alla fede cattolica in età adulta, in un'intervista a Fox News. "Ci saranno disaccordi, è normale che ci siano disaccordi di tanto in tanto – ha proseguito il vicepresidente –. Penso che sia una buona cosa che il Papa si impegni per le cose che gli stanno a cuore, ma ci sarà sempre qualche disaccordo su questioni di politica. Il Papa è stato critico sull'immigrazione, ma in definitiva la politica sull'immigrazione degli Stati Uniti la decide il presidente Trump". "Possiamo rispettare il Papa, certamente abbiamo un buon rapporto con il Vaticano, ma potranno esserci disaccordi su alcune questioni di tanto in tanto. Penso che la cosa sia totalmente ragionevole e non sia una notizia", ha aggiunto.

Papa: “La democrazia senza legge morale è tirannia”
Dal canto suo, il Papa non sembra avere intenzione di fare passi indietro. E oggi, dall’Algeria dove si trova in visita, ha ribadito che "il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”. “Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d'amore e di pace, giorno per giorno", ha detto lodando quanto si fa invece nella Casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri ad Annaba.
Più ferme ancora le parole del messaggio inviato ai partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali sull'uso del potere a livello mondiale. “La concezione del potere legittimo trova una delle sue massime espressioni nell'autentica democrazia", "lungi dall'essere una mera procedura, la democrazia riconosce la dignità di ogni persona". "Tuttavia, rimane sana solo quando è radicata nella legge morale e in una vera visione della persona umana. In mancanza di questo fondamento, rischia di trasformarsi in una tirannia maggioritaria o in una maschera per il dominio delle élite economiche e tecnologiche".
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Meloni: “Inaccettabili le dichiarazioni sul Pontefice”
Da Trump prende invece le distanze Giorgia Meloni. "Penso che le dichiarazioni in particolare sul Pontefice fossero inaccettabili", dice la premier italiana intervenendo al Vinitaly di Verona. "Ho espresso ed esprimo la mia solidarietà a Papa Leone – ha aggiunto –. Dico di più: francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo".
La presidente del Consiglio è poi tornata a ribadire un concetto già espresso durante la sua informativa in Parlamento della settimana scorsa. "Il rapporto dell'Italia con gli Stati Uniti è un rapporto che va avanti da qualche anno e non riguarda il singolo governo – ha detto Meloni –. Noi cerchiamo di fare il nostro meglio, chiaramente a contesto dato, considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario. Però quando si è amici e quando si ha degli alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non si è d'accordo, che è quello che io faccio ogni giorno. Quando sono d'accordo dico di essere d'accordo, quando non sono d'accordo dico di non essere d'accordo perché credo che questo faccia bene all'Europa, agli Stati Uniti e all'Occidente in generale".
Meloni ha quindi fatto sapere che, "In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di Difesa con Israele".
La premier ha anche commentato la possibile revisione della messa al bando sul gas russo. "Descalzi è un operatore del settore e chiaramente ha il dovere di porre le questioni per come le vede – ha detto la premier –. Io continuo a sperare che, quando il problema dovesse seriamente porsi cioè gennaio 2027, noi saremo riusciti a fare dei passi avanti, a portare la pace in Ucraina. Però non dobbiamo dimenticare, benché io ovviamente capisca il punto di vista di Descalzi, che la pressione economica che noi abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è alla fine l'arma più efficace che abbiamo per costruire pace. Per cui dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo da questo punto di vista, però è presto parlare di questa dinamica che avviene fra qualche tempo".
Ultimo aggiornamento: Martedì 14 aprile 2026, 15:25








