Progetto ‘Regina Viarum’: così Benevento trasforma i resti romani in un nuovo parco archeologico urbano
Un cantiere da 900.000 euro per trasformare le antiche vestigia in un giardino pubblico affacciato sulla storia imperiale sannita, integrando le antiche gradinate nel tessuto cittadino contemporaneo

Benevento è la culla di un segreto monumentale che si nasconde nel ventre del quartiere che scivola verso il Ponte Leproso. Parliamo di un edificio destinato ai giochi gladiatori che vantava in origine dimensioni colossali, con tre piani sovrapposti e un'altezza vicina ai 25 metri.
Una struttura ellittica che occupava uno spazio vastissimo, superando i 150 metri di diametro maggiore. Eppure, oggi la vista restituisce solo un frammento di quella grandezza: gran parte del perimetro giace sepolto dal terriccio o schiacciato dalla massicciata ferroviaria della linea per Cancello. L'identificazione del sito risale al 1985, emersa durante l'abbattimento di un immobile di epoca fascista. Da allora, le murature in pietra hanno vissuto isolate, protette da lamiere degradate e assediate dalla flora spontanea che ne nascondeva le linee.
Il percorso sospeso sulla storia
L'intervento approvato punta a eliminare le barriere visive attuali. I tecnici prevedono la rimozione delle coperture metalliche provvisorie e delle recinzioni fatiscenti. Al loro posto sorgerà una balconata panoramica in metallo che ricalcherà l'andamento del terreno, permettendo ai passanti di osservare i blocchi calcarei e le fondazioni radiali da una posizione privilegiata.
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Il disegno architettonico include una lunga panca lineare e zone verdi che separeranno il silenzio del reperto dal traffico dei veicoli. In sostanza, l’area di via Planco muterà volto, rinunciando a nuovi parcheggi per tutelare gli strati archeologici sottostanti. Una rampa permetterà poi di scendere a ridosso dei muri, offrendo un contatto diretto con le pietre che Nerone ammirò personalmente nel primo secolo dopo Cristo.
Luce e identità lungo la Regina Viarum
La valorizzazione rientra nel grande piano nazionale dedicato alla Via Appia, l'arteria stradale che collegava Roma a Brindisi. L'anfiteatro sorgeva proprio nel punto di snodo tra il mercato fluviale e l'ingresso urbano.
Il restauro curerà i giunti tra i massi, ormai consumati dal tempo, applicando tecniche di consolidamento rispettose del materiale originario. Al calar del sole, un sistema di illuminazione a tecnologia led metterà in risalto le forme curve dei paramenti murari.
L'obiettivo risiede nella creazione di un polo culturale dinamico e in grado di spiegare l'estensione della città antica verso il fiume Sabato. Si tratta di un cantiere aperto al futuro, pensato per non ostacolare eventuali scavi successivi che potrebbero riportare alla luce altri settori della cavea imperiale.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 13 febbraio 2026, 12:23


