Cammini d’Oriente: 5 itinerari per scoprire l’Asia a piedi
Dalla Cina al Giappone, dalla Thailandia alla Malesia, fuori dalle grandi metropoli si apre un continente fatto di foreste, montagne, villaggi rurali e luoghi di culto nascosti nella natura

L’Asia non è soltanto il ritmo frenetico di Tokyo, Seul o Pechino. Fuori dalle grandi città si apre un continente fatto di foreste, montagne, villaggi rurali e luoghi di culto nascosti nella natura. Territori molto diversi tra loro, che si prestano a essere scoperti anche a piedi, per una forma di viaggio più lenta e consapevole.
Camminare permette di conoscere più da vicino questi paesaggi, seguendo antiche vie di pellegrinaggio, sentieri di montagna e percorsi che per secoli hanno collegato luoghi e comunità. Dal Giappone alla Thailandia, questi cinque itinerari, differenti per lunghezza e difficoltà, attraversano alcuni dei volti meno conosciuti dell’Asia.
1. Kumano Kodo, il Giappone più spirituale tra foreste e santuari
Tra le montagne della penisola di Kii, nella prefettura di Wakayama, il Kumano Kodo è una rete di antichi itinerari di pellegrinaggio che da oltre mille anni conduce ai tre grandi santuari del Kumano Sanzan: Hongu Taisha, Nachi Taisha e Hayatama Taisha.

Il paesaggio è soprattutto montano e boscoso, tra foreste profonde, corsi d’acqua, cascate, piccoli santuari e stradine in pietra. Tra i vari percorsi, il Nakahechi è il più conosciuto e facilmente accessibile: lungo circa 70 chilometri, può essere affrontato in più tappe, attraversando anche villaggi rurali e risaie.
2. Dongseo Trail, 849 chilometri attraverso la Corea del Sud
Ispirato al Cammino di Santiago, il Dongseo Trail è il grande itinerario pensato per attraversare la Corea del Sud da ovest a est. Collegherà l’isola di Anmyeon, sulla costa occidentale, con Uljin, sul Mar del Giappone, per un totale di circa 849 chilometri.

Il percorso sarà diviso in 55 sezioni e per completarlo saranno necessari indicativamente dai 40 ai 50 giorni. Lungo il tragitto si alternano pinete, montagne, aree rurali e numerosi villaggi. Alcuni tratti sono già accessibili, ma il completamento dell’intero itinerario è previsto per il 2027.
3.Jingxi Ancient Trail, sulle vecchie rotte commerciali di Pechino
A circa un’ora dal centro di Pechino, tra le montagne del distretto di Mentougou, si snoda il Jingxi Ancient Trail, una rete di antiche strade che per secoli ha collegato la capitale con le aree montuose a ovest.
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Erano importanti vie commerciali percorse da carovane di cavalli, muli, asini e cammelli, utilizzate soprattutto per trasportare carbone verso Pechino, oltre a pietra e altri materiali. Alcuni percorsi venivano frequentati anche dai pellegrini diretti ai templi della zona.

Oggi diverse sezioni sono diventate itinerari escursionistici tra pendii boscosi e creste più esposte. A Fengkou’an c’è ancora un antico passaggio fortificato, mentre a Matiwo nella roccia si vedono le profonde impronte lasciate dagli animali da soma. Non trattandosi di un unico sentiero, lunghezza e difficoltà cambiano in base al percorso scelto.
4. Ranau Trail, in quota verso la vetta del monte Kinabalu
Nel Sabah, in Malesia, il Ranau Trail è il percorso standard utilizzato nella parte finale della salita al monte Kinabalu, fino a Low’s Peak, a oltre 4.000 metri di altitudine.
Il sentiero parte dalla zona di Panar Laban, a oltre 3.200 metri di quota, e sale verso il checkpoint di Sayat-Sayat, prima di proseguire lungo il tratto che conduce alla vetta. È un percorso montano e l’altitudine rende la salita progressivamente più impegnativa, con il rischio, per le persone più sensibili, di soffrire di mal di montagna.

Lungo il percorso sono presenti scale in legno e altri supporti che facilitano alcuni passaggi più delicati. Non sono richieste particolari capacità tecniche, ma è comunque necessaria una preparazione fisica di base. Durante la discesa, nelle giornate limpide, si aprono vedute panoramiche sulla zona di Ranau e sulle montagne circostanti.
5. Monk’s Trail, perdersi tra giungla e templi in Thailandia
Il Doi Suthep Monk’s Trail parte dalla periferia di Chiang Mai e sale attraverso la foresta fino a Wat Pha Lat, piccolo tempio immerso nella vegetazione. Da qui è possibile proseguire verso il più famoso Wat Phra That Doi Suthep, raggiungendo così uno dei luoghi più conosciuti della zona con un suggestivo trekking nella natura.

La prima parte misura appena 1,2 chilometri e si percorre generalmente in 30-40 minuti lungo un sentiero sterrato e ombreggiato. Dopo Wat Pha Lat la salita diventa più impegnativa, con maggiore pendenza, radici esposte e tratti sconnessi. Percorrendo l’intero itinerario si può dedicare all’escursione circa mezza giornata. Meglio partire al mattino presto, prima che caldo e umidità rendano la salita più faticosa.
Ultimo aggiornamento: Sabato 5 settembre 2026, 15:51