Palazzo Trinci, affreschi e scaloni superbi: un tesoro da scoprire nel centro Italia
A Foligno si cela un Palazzo Museo tra i più ricchi e meritevoli di una visita: le pareti sono un tripudio di colori, i saloni lasciano smarriti dalla bellezza. E la lunga storia dell’omonima famiglia non è meno densa di fascino

Un’infilata suggestiva di prospettive affrescate, un ritmo visivo che passa senza soluzione di continuità dalle allegorie medioevali ai fasti rinascimentali, accogliendo il visitatore in una dimensione dove l’architettura stessa è la voce narrante: la prima impressione che regala Palazzo Trinci è quella di uno scrigno monumentale del tutto inaspettato.

Varcando la soglia delle sue sale di rappresentanza — dalla straordinaria Loggia di Romolo e Remo alla vertiginosa Sala delle Arti e dei Pianeti, fino all’imponente teoria di condottieri nella Sala dei Giganti e al ciclo tardogotico della Cappella —, si viene letteralmente avvolti da un palinsesto pittorico come pochi altri ne esistono nel centro Italia: qui la pittura profana del Quattrocento raggiunge uno dei suoi vertici più alti.
Situato in Piazza della Repubblica a Foligno, strategicamente posizionato tra la Cattedrale di San Feliciano e il Palazzo Comunale, questo complesso detiene il primato di monumento più visitato della città; eppure, ingiustamente, rimane defilato rispetto ai grandi circuiti turistici tradizionali dell’Umbria. Una posizione, quella tra i due poteri cittadini, voluta alla fine del Trecento da Ugolino Trinci, che acquistò e accorpò diverse abitazioni preesistenti per creare la dimora simbolo della dinastia.

I Trinci, ricchissimi mercanti di tessuti di origine longobarda poi diventati vicari pontifici, dominarono Foligno per circa un secolo, trasformando l’edificio in questione nell’emblema visibile del loro potere. Significativi in tal senso erano i due passaggi aerei di collegamento con la cattedrale e la sede del Comune, metafora dell’egemonia politica e spirituale che detenevano.
L’esplorazione del Palazzo inizia dal suo snodo fondamentale: la scala gotica situata nel cortile centrale — originariamente a cielo aperto con pozzo di raccolta delle acque al piano terra —, ricoperta da decorazioni geometriche che rivelano già la ricerca di tridimensionalità e realismo tipica del Trecento. Salendo al primo piano si incontrano le Sale di Costanza, dal nome di Costanza Orsini, moglie di Ugolino: ancora oggi vi sopravvivono affreschi dai toni accesi raffiguranti il Sole, la Luna e i cieli stellati.
Raggiungendo invece il piano nobile, si accede alla Loggia di Romolo e Remo: qui si ammira il celebre ciclo dedicato alle origini di Roma, realizzato tra il 1411 e il 1412 dalla bottega del maestro marchigiano Gentile da Fabriano. Le scene narrano con ricchezza di dettagli, dorature e realismo la nascita dei gemelli, l’abbandono, il ritrovo da parte del pastore e la successiva fondazione della città eterna. Dove la pellicola pittorica si è deteriorata a causa degli agenti atmosferici affiora la sinopia, ovvero il disegno preparatorio eseguito con terra rossa di Sinope.

Il percorso prosegue nella grandiosa Sala delle Arti e dei Pianeti, un vero e proprio compendio del sapere medievale diviso tra le Arti del Trivio e del Quadrivio — personificate da eleganti figure femminili assise su troni decorati — e le personificazioni dei Pianeti abbinate alle età dell’uomo. Al centro del ciclo figurava la Filosofia, la cui iconografia originale, andata perduta, è stata ricostruita grazie al ritrovamento del taccuino settecentesco dell’erudito Lodovico Coltellini.

Il suggestivo corridoio d’unione, che regala uno scorcio panoramico sulla piazza, ospita invece il ciclo dei Nove Prodi o eroi dell’antichità — tra cui Ettore, Cesare, Re Artù e Carlo Magno —, sovrapposto a un precedente affresco di un artista folignate, probabilmente Giovanni di Corraduccio. Quest’area è diventata nota nei secoli sia perché è intrisa di riferimenti alla cultura cortese francese, come dimostrano le decorazioni vegetali e i cartigli in antico francese, sia per la presenza di misteriosi graffiti lasciati dagli ospiti del Palazzo, tra cui è particolarmente conosciuta l’iscrizione affettuosa dedicata a una certa Diana bella.
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Superata la sezione archeologica con i reperti scultorei raccolti dagli stessi Trinci, si entra nella solenne Sala dei Giganti o degli Imperatori, pensata come spazio di rappresentanza politica. Alle pareti campeggiano le figure dei grandi condottieri della storia romana, da Cincinnato a Scipione e Fabio Massimo. Curioso e raffinato il dettaglio architettonico in cui Ugolino Trinci e la moglie Costanza vengono ritratti affacciati a un finto balcone, spettatori eterni della parata di eroi.
Punto d’arrivo della decorazione trinciana è la Cappella affrescata nel 1424 dal pittore eugubino Ottaviano Nelli per commissione di Corrado Trinci, figlio di Ugolino. Il ciclo narra le Storie della Vergine, attingendo ai Vangeli apocrifi e alla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine, culminando nella Crocifissione e nell’Assunzione.

Nella scena della Crocifissione compaiono figure legate alla storia locale come San Feliciano e il beato Pietro Crisci. Il destino di Corrado fu drammatico: governante autoritario e ostile al Papato, provocò l’intervento del cardinale Vitelleschi inviato da papa Eugenio IV nel 1439, che portò all’assedio della città, alla cattura e alla morte per strangolamento di Corrado stesso nella Rocca di Soriano, ponendo fine alla signoria.
Negli anni successivi il Palazzo divenne sede dei governatori dello Stato Pontificio. Soggiorno d’eccezione fu quello di papa Sisto IV Della Rovere, che nel 1475 vi si rifugiò per sfuggire alla peste romana, lasciando in eredità il soffitto ligneo a carena di nave con decorazioni in lamina d’oro e i suoi stemmi gentilizi.

Per chi lo desidera, l’itinerario culturale comprende anche l’accesso all’adiacente Palazzo Orfini, sede del Museo della Stampa. Qui, nel 1472, dalla collaborazione tra i ricchi zecchieri Orfini e il tipografo tedesco Johannes Neumeister, uscì la storica editio princeps della Divina Commedia di Dante Alighieri. Il museo conserva torchi d’epoca a caratteri mobili e ripercorre l’antica tradizione cartaria sviluppatasi lungo la valle del fiume Menotre.

Per pianificare la visita a Palazzo Trinci e fruire dell’offerta museale cittadina, il Comune mette a disposizione la conveniente Foligno Card, valida solo per i residenti. Questa tessera integrata consente un ingresso agevolato e combinato a Palazzo Trinci, al Museo della Stampa e ad altre realtà del circuito civico, rappresentando la soluzione ideale per immergersi in un patrimonio artistico inaspettato e di altissimo profilo, nel cuore dell’Umbria.

Info: www.museifoligno.it
Ultimo aggiornamento: Sabato 3 ottobre 2026, 16:18