Biennale d’Arte Venezia 2026: cosa fare e cosa vedere
Tra polemiche, proteste e visioni, tutte le informazioni utili sull’evento che apre le porte al pubblico sabato 9 maggio

Giunta alla 61esima edizione, la Biennale d’Arte 2026 a Venezia apre le porte al pubblico sabato 9 maggio. Sarà possibile visitare l’esposizione fino a domenica 22 novembre 2026, in diversi luoghi della città e, come sempre, all’interno delle sedi istituzionali dei Giardini e dell’Arsenale.
L’edizione “In Minor Keys” nasce all’insegna di un anno fuori dall’ordinario. Koyo Kouoh, scelta come curatrice dell’edizione 2026 è scomparsa prematuramente un anno fa, all’età di 57 anni, nel maggio 2025. Tuttavia, è stato deciso di organizzare la mostra mantenendo la stessa impostazione concettuale e curatoriale, un lavoro a più mani reso possibile dall’aiuto e dal supporto del suo team di lavoro.
Ma nell’ultimo anno sono molti gli eventi che a livello internazionale hanno scosso il mondo, il cui impatto tocca anche gli artisti, fra cui non sono mancate polemiche e riflessioni sul ruolo dell’arte, in bilico fra libertà, censura, conformismo e voce critica.

Le partecipazioni
Inizialmente previste 99, sono 100 le partecipazioni nazionali. Sul sito ufficiale della Biennale d’Arte di Venezia è possibile consultare l’elenco di tutti i Paesi presenti, con le relative sedi. Solo il 4 maggio è stata annunciata la partecipazione anche della Repubblica delle Seychelles.
Per la prima volta saranno presenti Repubblica di Guinea, Repubblica di Guinea Equatoriale, Repubblica di Nauru, Qatar, Repubblica di Sierra Leone, Repubblica Federale di Somalia, Repubblica Socialista del Vietnam. Inoltre, partecipa per la prima volta con un proprio padiglione El Salvador. Salta, invece, la partecipazione della Repubblica Islamica dell’Iran e assente anche il Sudafrica, ritiratosi in febbraio.
La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è stata accompagnata da forti tensioni legate alla presenza di Russia e Israele. La giuria internazionale – composta da Solange Farkas, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi – aveva annunciato l’intenzione di escludere i due Paesi dalla competizione per il Leone d’Oro e il Leone d’Argento, collegando la decisione alle accuse per crimini contro l’umanità mosse dalla Corte Penale Internazionale nei confronti dei leader Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu.
La Biennale di Venezia, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, ha ribadito il principio di inclusione delle rappresentanze statali riconosciute, precisando che la giuria opera in autonomia ma che l’istituzione non prevede esclusioni dei padiglioni nazionali. Dopo il confronto con la Fondazione, la giuria lo scorso aprile ha rassegnato le dimissioni. La Biennale ha annunciato che i tradizionali premi saranno sostituiti da riconoscimenti assegnati attraverso il voto dei visitatori.
Il ruolo dell’arte
Negli ultimi mesi una parte della comunità artistica internazionale, curatori e artisti, tramite una lettera aperta ha sollecitato interventi più incisivi: esiste un limite oltre il quale la partecipazione alla Biennale di Venezia non dovrebbe essere considerata neutrale o normalizzata? Giorni fa ai Giardini della Biennale si è svolta un protesta contro il genocidio in corso a Gaza, ricordando i tanti artisti uccisi o che non possono essere presenti.
Ultima la protesta portata avanti dalle attiviste dei gruppi Pussy Riot e Femen, che hanno fatto irruzione davanti al Padiglione della Russia: “Russia kills, Biennale exhibits!”, “La Russia uccide, la Biennale espone”. Alla stampa le attiviste hanno spiegato che un reale impegno della Biennale di Venezia verso il tema della libertà di espressione implicherebbe la scelta di dare spazio anche a chi si trova in carcere per essersi opposto al regime.
Intervenendo sulle polemiche legate alla presenza della Russia, il 6 maggio, durante il discorso inaugurale della manifestazione, il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco aveva dichiarato: “Se la Biennale selezionasse non le opere ma le appartenenze, non le visioni ma i passaporti smetterebbe di essere il luogo dove il mondo si incontra”.
Nel frattempo il centro di Venezia negli ultimi giorni della settimana ha visto comparire poster che pubblicizzano eventi di una “Biennale Invisibile”, dedicata a artisti e artiste ucraine uccisi a colpi di arma da fuoco durante l’occupazione russa. Sui manifesti compare un timbro: “Cancellato. Perché l’autore è stato ucciso dalla Russia”.
“In Minor Keys”: il tema della Biennale d’Arte di Venezia 2026
Il tema “In Minor Keys”, scelto per la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, richiama l’idea delle “chiavi minori” in musica, tonalità spesso associate a introspezione, tensione emotiva e ascolto interiore. Il progetto curatoriale propone uno sguardo lontano dalle grandi narrazioni dominanti per concentrarsi su fragilità e marginalità come forme di resistenza quotidiana e memoria. Il titolo dialoga con il libro “In Minor Keys” della filosofa e antropologa Erin Manning, dedicato ai concetti di percezione, relazione e sensibilità collettiva: un testo che riflette su ciò che accade nei movimenti minimi, nei gesti quasi invisibili e nelle possibilità di trasformazione che nascono ai bordi della realtà dominante.

L’espressione “minor” richiama anche il pensiero di Gilles Deleuze e Félix Guattari sulla pratica artistica capace di dare voce a identità periferiche, linguaggi ibridi e soggettività escluse dal centro del potere culturale. Fra i temi e gli autori emergono ecologie fragili, migrazioni, archivi personali, corpi vulnerabili e comunità spesso rimaste fuori dai grandi racconti ufficiali dell’arte contemporanea.
L’idea della “chiave minore” diventa così una metafora del presente: un tempo segnato da conflitti, crisi climatiche e tensioni geopolitiche, ma anche dalla ricerca di nuovi modi di abitare il mondo e immaginare relazioni diverse tra persone, territori e memoria.
Koyo Kouoh, la curatrice scomparsa
Tra le vicende legate alla Biennale Arte 2026 c’è il lutto per Koyo Kouoh, una delle curatrici più influenti della scena contemporanea internazionale, scomparsa improvvisamente nel 2025 pochi mesi prima dell’inaugurazione della mostra che stava preparando per Venezia. Nata in Camerun e cresciuta tra l’Africa e l’Europa, Kouoh aveva costruito il proprio percorso lavorando sui temi della memoria coloniale, delle identità africane contemporanee e della necessità di ampliare il canone dell’arte internazionale oltre lo sguardo occidentale tradizionale.
Direttrice esecutiva dello Zeitz Museum of Contemporary Art Africa di Città del Capo, in Sudafrica, era considerata una figura centrale nel dialogo globale sull’arte africana contemporanea. Nel corso della sua carriera aveva curato mostre dedicate a diaspora, femminismi, archivi culturali e pratiche artistiche legate alla giustizia sociale, contribuendo a portare artisti africani e afrodiscendenti al centro del dibattito internazionale.
La nomina alla guida della Biennale Arte 2026 era stata accolta come una svolta storica: Kouoh sarebbe stata, infatti, la prima curatrice africana a dirigere la mostra internazionale d’arte di Venezia. Il progetto “In Minor Keys” riflette molti dei temi che avevano attraversato il suo lavoro: attenzione alle voci marginali, ascolto delle fragilità del presente, centralità delle relazioni umane e delle memorie collettive. Dopo la sua morte, il team curatoriale ha deciso di proseguire il lavoro seguendo le linee e i materiali già sviluppati da Kouoh, trasformando la Biennale anche in una sorta di omaggio alla sua visione culturale e politica dell’arte.
Biglietti e orari
La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte “In Minor Keys” della Biennale di Venezia sarà aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026 nelle sedi dei Giardini, dell’Arsenale e di Forte Marghera. I biglietti sono acquistabili esclusivamente online attraverso il sito ufficiale della Biennale.
Il biglietto intero costa 30 euro, mentre il ridotto è disponibile a 20 euro per over 65 e residenti nel Comune di Venezia, con controllo del documento d’identità agli ingressi. È previsto inoltre un ridotto studenti e under 26 da 16 euro. L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni, per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado che partecipano ai servizi educational e per gli accompagnatori di persone con invalidità certificata, nei casi previsti dalla documentazione. Attraverso il sito ufficiale è possibile prenotare anche visite guidate e attività educational, disponibili in fasce orarie dedicate.
Da maggio a settembre la mostra sarà visitabile dalle 11 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.45. Fino alla fine di settembre, la sede dell’Arsenale prolungherà l’apertura il venerdì e il sabato fino alle 20, con ultimo ingresso alle 19.45. Nei mesi di ottobre e novembre l’orario passerà invece dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.45. La Biennale resta chiusa il lunedì, ad eccezione dell’11 maggio, del 1° giugno, del 7 settembre e del 16 novembre.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 7 maggio 2026, 15:57


