Wild Expeditions 2026, la spedizione più lenta del mondo: un anno a piedi per scoprire l’anima della Liguria
Dodici mesi per attraversare 440 km tra terra e mare. Un’avventura rivoluzionaria che trasforma il viaggio in un atto di rigenerazione ambientale, celebrando la lentezza come nuova frontiera dell'outdoor

In un mondo abituato a consumare destinazioni con la velocità di un post sui social, la Liguria si prepara a diventare il teatro della spedizione più lenta del pianeta. Wild Expeditions 2026 è certamente una traversata, ma anche un manifesto politico e poetico: percorrere 440 chilometri in un intero anno solare. Un chilometro e mezzo al giorno, in media, per dare alla natura il tempo di farsi ascoltare e al viaggiatore quello di cambiare pelle.
L’anima del progetto
Questa spedizione è il frutto dell’esperienza di Luca Tixi, scienziato ambientale e divulgatore che da oltre un decennio lavora per riportare l'uomo nel suo habitat naturale. L'iniziativa è promossa da WildSteps, il nuovo ramo nato nel 2025 all’interno di OutBe, e si avvale della solida esperienza tecnica di Outdoor Portofino.
L'obiettivo di Tixi e del suo team è ambizioso: dimostrare che il benessere non si trova in una meta lontana, ma nella qualità della connessione con ciò che ci circonda. È il concetto di "giro del mondo a casa", una filosofia che ha già convinto le istituzioni, ottenendo il supporto del Comune di Genova che vede nel progetto un’occasione unica per valorizzare un patrimonio naturalistico che unisce, senza soluzione di continuità, le coste alle vette appenniniche.
Una palestra di rigenerazione tra terra e mare
Attraverso 9 parchi naturali e 30 tappe, la spedizione utilizzerà 7 diverse discipline (dal kayak al trekking, fino allo sci alpinismo) per raccontare una Liguria inedita. Ma non sarà solo sport: Wild Expeditions punta sull'outdoor rigenerativo. Ogni passo e ogni colpo di pagaia serviranno a monitorare la salute dell'ecosistema, raccogliendo dati sulla fauna e sulle plastiche, trasformando i partecipanti in "scienziati cittadini".
Il viaggio si fa promotore di un'economia circolare, stringendo patti con pastori, artigiani e piccoli produttori locali. L'idea è quella di un turismo che non consuma il territorio, ma contribuisce a rigenerarlo sostenendo le comunità delle aree interne e delle zone costiere meno battute.
Verso un nuovo equilibrio: il docufilm e l'eredità del viaggio
L'intera avventura sarà documentata per diventare un docufilm di 50 minuti, accompagnato da un podcast e una mostra fotografica. Questi strumenti serviranno a diffondere il concetto di Work-Life-Nature Balance, un modello che propone di integrare la natura nella vita quotidiana (con obiettivi concreti come i 20 minuti al giorno all'aperto) anziché considerarla un lusso per il fine settimana.
Con questa spedizione, la Liguria smette di essere solo una destinazione balneare per diventare il simbolo di un nuovo stile di vita: più lento, più consapevole e, soprattutto, più umano.
Ultimo aggiornamento: Martedì 20 gennaio 2026, 17:53


