Puglia, ecco la stagione balneare 2026: si parte il 23 maggio. Tutte le novità della nuova ordinanza
Dalle regole per il libero accesso alla spiaggia fino ai divieti sul fumo e sulla plastica monouso: il piano regionale che tutela il litorale adriatico e ionico per la prossima estate

L'assessore regionale Raffaele Piemontese ha recentemente siglato la nuova architettura normativa per l'estate 2026, definendo un perimetro di regole che trasformeranno gli 800 chilometri di costa pugliese in un modello di civiltà. Questa regione, spesso soprannominata il "Tacco d'Italia" per la sua caratteristica forma geografica sulla mappa, si prepara ad accogliere bagnanti e viaggiatori con un piglio decisamente inclusivo e green.
Le autorità hanno stabilito che le attività balneari inizieranno ufficialmente il 23 maggio, protraendosi fino al 13 settembre. Tale arco temporale garantisce una gestione uniforme del territorio, imponendo ai concessionari orari minimi di servizio dalle 9:00 alle 19:00, sebbene molti stabilimenti scelgano di restare operativi ben oltre queste scadenze per sfruttare il clima mite dell'autunno.

Un demanio pubblico realmente accessibile
L'ordinanza pone un accento fortissimo sul diritto universale di fruizione della riva. Gestori di lidi e stabilimenti privati hanno l'obbligo tassativo di permettere il passaggio gratuito a chiunque desideri raggiungere l'acqua. Una disposizione che scardina le vecchie abitudini e riafferma la natura pubblica delle spiagge. Particolare rilievo assumono le misure per le persone con disabilità. La Regione Puglia ha destinato fondi specifici ai vari Comuni affinché vengano realizzate passerelle idonee e messi a disposizione strumenti logistici fondamentali.
Tra questi meritano una menzione le "sedie job", particolari ausili dotati di ruote galleggianti che permettono l'ingresso in acqua in totale sicurezza. Il monitoraggio della qualità ambientale resta affidato ad Arpa Puglia, l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, che dall’1 maggio attiverà controlli capillari sulla purezza dei flutti, confermando quel primato di trasparenza che spesso premia queste coste con numerosi riconoscimenti internazionali.

Libertà nel piatto e rigore ecologico
Un aspetto che farà felici i frequentatori più tradizionalisti riguarda il consumo di cibo. Il provvedimento chiarisce che nessun gestore può impedire l'introduzione di vivande o bevande portate da casa. Si potrà dunque consumare il proprio pasto sotto l'ombrellone, a patto di rispettare una regola ferrea che la Puglia porta avanti orgogliosamente dal 2019. Parliamo del bando totale della plastica monouso. Solo materiali biodegradabili o compostabili sono ammessi sulla sabbia.
Piatti, forchette e cannucce devono dissolversi senza danneggiare l'ecosistema marino. Si tratta di una sensibilità ecologica che si estende ora anche alla qualità dell'aria. L'amministrazione regionale rivolge infatti un invito esplicito ai turisti affinché evitino di fumare in spiaggia, un gesto volto a proteggere i polmoni dei vicini di ombrellone e a impedire l'abbandono di mozziconi, residui tossici difficili da smaltire e letali per la fauna marina.
Il decoro come biglietto da visita
I concessionari e le amministrazioni comunali devono farsi carico della manutenzione estetica delle zone di loro competenza. Il concetto di decoro non riguarda solo la pulizia superficiale, ma una cura profonda degli spazi. Raccolta differenziata rigorosa e igiene costante diventano i pilastri su cui poggia l'accoglienza pugliese per il 2026.
L'obiettivo dichiarato da Piemontese resta quello di proteggere un bene che appartiene a tutti, mantenendo alto lo standard di quello che molti viaggiatori definiscono ormai i "Caraibi d'Europa". Chi sceglie queste sponde sa di trovare un ambiente controllato, in cui la sicurezza e il rispetto per la natura non sono opzioni facoltative ma requisiti essenziali per operare sul demanio marittimo regionale.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 9 aprile 2026, 23:17


