La favola oscura di Lollove, il borgo condannato a non cambiare mai
Sospeso tra mito e rinascita, respiro immobile della Barbagia custode della memoria sarda. E oggi il paesino a mezz’ora da Nuoro rivive grazie al turismo lento

Meno di mezz’ora e una ventina scarsi di chilometri lungo la Strada Statale 131 con l’auto separano il capoluogo sardo di Nuoro dalla frazione semidisabitata di Lollove, nel cuore della regione montuosa della Barbagia.
“Lollobe”, come viene definito in lingua sarda, è un testamento agli antichi borghi rurali sardi, con le piccole case in pietra e terra e la seicentesca chiesetta di Santa Maria Maddalena ancora intatte. Ed è anche un luogo custode di un’antica leggenda che, in accordo l’immaginario esoterico legato alla regione, coinvolge delle suore, i pastori e una maledizione.
Condannato a rimanere sempre uguale
Le religiose, si narra, abitavano nell’antico convento quando, a un certo punto, vennero accusate dagli abitanti di intrattenere relazioni indecorose con i pastori della zona. Costrette ad abbandonare il paese, le suore, arrabbiate per via della vergogna che le aveva colpite, si sarebbero vendicate del trattamento lanciando una maledizione sul paese pronunciando le parole: "Lollove as a esser chei s'abba è su mare: no as a crescher nen parescher mai!", ovvero "Lollove sarai come l'acqua del mare, non crescerai e non morirai mai”. Di questa storia non c’è traccia scritta, è stata solo tramandata per via orale di generazione in generazione e ha fatto sì che il borgo acquisisse nel tempo una forte aura di mistero e fascino. Forse anche per questo Grazia Deledda decise di ambientarci il romanzo “La madre”, rinominandolo “Aar”.

Né più, né meno: immobile sotto il peso della leggenda
Che l’anatema sia stato lanciato veramente oppure no, Lollove sembra essere a tutti gli effetti condannato a restare bloccato. In base alle tracce storiche, nel 1600 il borgo contava meno di una trentina di abitanti che, col passare dei decenni, tra periodi di prosperità e decadenza, non superarono mai le poche centinaia. Il XIX secolo iniziò come un periodo positivo, con attività agricole e pastorali ben sviluppate sul territorio circostante, finché nel 1860 un’epidemia di vaiolo decimò la popolazione della provincia: le vittime non mancarono anche nel borgo. Nella seconda metà del Novecento perse progressivamente gli uffici pubblici e, infine, assunse i contorni odierni: poche decine di anziani residenti e l’architettura di una volta perfettamente conservata.
Lollove rinasce con il turismo lento
Nonostante l’immutabilità del luogo, Lollove ha trovato un modo per reinventarsi in epoca contemporanea grazie al turismo "detox", che attrae visitatori in cerca di autenticità e tranquillità. L'atmosfera medievale, le tradizioni locali e la bellezza del paesaggio circostante lo rendono una meta affascinan te per chi desidera immergersi nella storia e nella cultura della Barbagia. Nei primi anni Duemila ha riaperto un’attività commerciale, una locanda, e da Nuoro sono stati riattivati dei servizi pubblici, tra cui un bus che nei giorni feriali impiega circa 40 minuti a fare la strada dal capoluogo alla frazione. Ormai Lollove è inserito ufficialmente negli itinerari turistici in Sardegna e sono in programma lavori di valorizzazione e preservazione grazie ai fondi europei.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 27 ottobre 2025, 07:10


