Sicilia di terra e di mare: borghi senza tempo
Dalle roccaforti arabo-normanne alle Madonie. Un itinerario svela la pietra scolpita dei piccoli centri e il fascino millenario di sorgenti termali tra le rocce

Per attraversare i piccoli centri della Sicilia è fondamentale addentrarsi nei luoghi meno noti, nei meandri di una terra stratificato in cui la pietra scolpita porta incisi secoli di dominazioni e adattamenti alle evoluzioni storiche.
Organizzare una rotta geografica tra le province dell’isola consente quindi di apprezzare la profonda diversità tra i rilievi boscosi del nord, le dorsali interne e le roccaforti affacciate sul mare. Il cammino muove dai rilievi settentrionali della provincia di Palermo, arrampicandosi sulle Madonie. Qui si incontra Petralia Sottana, eretta su uno sperone roccioso: il suo centro storico si distingue per le strette vie lastricate, i palazzi baronali e la solenne Chiesa Madre con il portale gotico. A poca distanza sorge Sclafani Bagni, il comune più piccolo del palermitano, divenuto famoso per la presenza di una sorgente termale naturale di acque sulfuree che sgorgano a oltre trentasette gradi tra le gole montane, nascosta sotto le rovine del medievale castello dei Sclafani.
Spostandosi verso est, lungo la dorsale dei Nebrodi nel messinese, il circuito tocca Mistretta, conosciuta come la città della pietra intagliata per la straordinaria abilità delle maestranze locali nella lavorazione dell’arenaria, ben visibile nei portali monumentali e nei balconi barocchi che ornano le viuzze del borgo. Scendendo poi lungo la fascia ionica della medesima provincia si raggiunge Savoca, arroccata su un colle bicipite; il luogo conserva un’atmosfera d’altri tempi, con i resti del castello Pentefur, la cripta del Convento dei Cappuccini dove giacciono le mummie dei notabili locali e il celebre Bar Vitelli, legato alla memoria cinematografica del Novecento.
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Piegando verso l’estremità occidentale della regione, nella provincia di Trapani, Custonaci rappresenta un unicum geografico per il suo legame tra montagna e mare. Il territorio è famoso nel mondo per le cave di marmo perlato e per la Grotta Mangiapane, un antico insediamento speleologico trasformato in museo etno-antropologico a cielo aperto, a due passi dalla baia di Cornino.
Addentrandosi verso il centro dell’isola, nella provincia di Caltanissetta, si incontra Mazzarino, dominato dalla struttura del castello conosciuto localmente come ‘U Cannuni’ per la caratteristica forma della torre cilindrica superstite. Il borgo conserva eleganti testimonianze di architettura sacra barocca, come la chiesa di Santa Maria della Neve. Nel medesimo ambito territoriale si colloca Butera, antica roccaforte arabo-normanna posta su un altopiano che domina la piana di Gela, caratterizzata da un castello ben conservato e da una rete di vicoli di chiara matrice medievale.
A completamento dell’itinerario, il panorama isolano offre decine di altre perle preziose: da Geraci Siculo, rinomato per l’aria pura e le sorgenti montane, a Santa Margherita del Belìce legata alla memoria letteraria del Gattopardo, fino a Sambuca di Sicilia, Castelmola, Novara di Sicilia e Ferla.
Ultimo aggiornamento: Sabato 10 ottobre 2026, 07:16


